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Giustiziere

Sereno, al lavacro, si dedica
il giustiziere.
Grondano sangue le sue forti mani
e l’acqua si tinge
di un delicato color di rosa.
Sfuma così l’atto severo,
imposto dal dio senza pietà
senza coraggio e senza meta
che delega ai figli la collera sua.
Il giustiziere riposa sereno
stringe la donna e bacia i suoi figli,
domani la terra sarà meno dura.


O mio giustiziere, si sa cosa temi.
Ti terrorizza il libero senso
e ti atterrisce il pensiero diverso.
Non è l’assassino che passi di lama
è chi non crede nel tuo folle dio
che arma il tuo misero pugno.
Servo fedele, ma pur sempre servo
conosci il mandante e ne sei fiero.
Ti aspetti, alla fine, il giusto compenso
di gioia e bellezza, com’era promesso.
Avrai la medaglia e sarai il suo rovescio
mentre la testa chinata sul ceppo
farai l’ultimo tuo gesto di fede.



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Poesia scritta il 08/02/2016 - 10:40
Da Valerio Poggi
Letta n.292 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Una poesia forte, d'impatto, figlia dei nostri giorni. Molto apprezzata! Ciaooo

Fabio Garbellini 08/02/2016 - 12:34

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UN INTENSO ET ACUTO VERSEGGIO IN STROFE DILIGENTEMENTE FORGIATE. LIETA SETTIMANA.
*****

Rocco Michele LETTINI 08/02/2016 - 12:06

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