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Scendo la scala dell’ospizio
mentre una vecchia sale.
Aggrappata al corrimano con mani di osso
fatica a salire guardando i gradini.
Una vestaglia chiara macchiata,
e una sottoveste troppo lunga,
battono sulle gambe magre
e i piedi senza calze in due ciabatte marroni.
I capelli bianchi sono sciolti in disordine
sulle spalle e la schiena.
Scendo, la incrocio e saluto.
Lei mi guarda, ma vive un altrove,
in cui io non ci sono.
Scendo ancora e molto più in basso incontro
la sua Dignità che arranca.
Più in giù incrocio il suo Dolore e poi Lei,
forte, impegnata, seria e stanca.
Più avanti eccola ancora, giovane bella di carne e di amore.
Quasi alla porta la vedo, bimba felice
che guarda in avanti, senza vedersi.


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Poesia scritta il 29/03/2016 - 17:53
Da Valerio Poggi
Letta n.274 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Grazie ancora a tutti!

Valerio Poggi 31/03/2016 - 08:56

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La nostra sana immaginazione che percorre la freccia del tempo irreversibile.

salvo bonafè 31/03/2016 - 08:51

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Ciao Valerio, molto bella, toccante e piena di sensibilità. Ho "vissuto" per quattro lunghi anni tutto quello che dici nella poesia. Tutto vero, per la dignità...cercavo in qualche modo di non fargliela perdere mai. Non so se ci sono riuscito. Ma spetta sicuramente agli altri il compito. Molto molto apprezzata. Ciao buona giornata.

Loris Marcato 30/03/2016 - 08:12

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Incredibilmente bella e toccante! Una poesia che lascia il segno. Ciaooo

Fabio Garbellini 30/03/2016 - 06:59

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UNA COMMOVENTE SEQUELA CHE TOCCA IL CUORE...
L'OSPIZIO? UN CARCERE NON VOLUTO!
EH DIO... QUANTO DOLOR CI PORTI?
*****

Rocco Michele LETTINI 30/03/2016 - 00:43

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purtroppo quella che hai illustrato Valerio è la verità vera la vecchiaia porta la demenza e altre cose ***** bella

POETA DELL'AMIATA LUPO DELL'AM 30/03/2016 - 00:36

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Grazie amiche mie.

Valerio Poggi 29/03/2016 - 22:36

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Ciao Valerio molto toccante la tua poesia..ti dirò facendo volontariato vado spesso nei centri anziani...sono persone che vanno non solo aiutate ma va anche donato affetto..perchè posso garantirti che un sorriso una stretta di mano..un'abbraccio aiuta e come se aiuta. A te complimenti per la tua sensibilità.

Maria Cimino 29/03/2016 - 22:01

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Prende amaramente allo stomaco questa poesia! Mi porta angoscianti ricordi di persone care in quel luogo necessario ma disperato! Come è impietosa la vita!

Patrizia Bortolini 29/03/2016 - 20:19

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Molto bella e molto sentita perché frequento quei luoghi e vedo il declino delle persone, è straziante. A mio modesto avviso, un anziano possiede sempre la dignità, l'importante è che sia amato e ben accudito.Anzi bisogna curarlo in modo rispettoso ed attento, in modo da fargli mantenere la dignità
Grazie per aver affrontato un argomento così delicato in modo molto sensibile
Bravo!
Nadia
5*

Nadia Sonzini 29/03/2016 - 19:20

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Mi ha toccato e mi ha commosso questa tua visione, lucida e partecipe, che ripercorre all'indietro i momenti che precedono un così triste declino. Bravo!

Marilla Tramonto 29/03/2016 - 18:50

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