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Come sia stato

Accostati al calice col suo gusto amaro,
e bevi, bevi ancora dimenticando te stessa
e le vittorie effimere di cui fregiavi
il petto orgoglioso, come un reduce
di mille battaglie.
Hai tolto gli specchi dalla tua casa
e vai a memoria, mettendo i ricordi
al posto giusto, in bella mostra.
Qualcuno lo lustri e lo tocchi
sperando che dica ancora qualcosa.
La voce, ormai, l’hanno persa,
e il loro bisbiglio viene sommerso
dal grido scomposto delle memorie
nascoste, che struggono e latrano
da dentro di te.
Il mondo che ti cercava,
da tempo è scomparso nel nulla
e i legami più forti che tu hai stracciato
li trovi tra le tue mani anneriti
dal tempo, ma per nulla sbiaditi.
Vorresti sapere come sia stato
e cerchi risposta nel calice amaro
che ormai è finito, e vuole altre labbra
in cui versare nettare e miele.


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Poesia scritta il 07/02/2017 - 18:02
Da Valerio Poggi
Letta n.276 volte.
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