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La generazione di mio padre

Maledico e odio la generazione di mio padre


Maledico e odio la generazione di mio padre perché ha lasciato legno e cotone e si è persa in nylon e cemento.


Maledico e odio la generazione di mio padre perché ha imparato a fare occhiolino e spallucce e a non dare più la mano.


Maledico e odio la generazione di mio padre perché ha preso troppo e dato poco.
Maledico e odio la generazione di mio padre perché non ha saputo chiedere scusa per questo, e l’ha chiamato pure “Diritto”.


Maledico e odio la generazione di mio padre perché è ancora qui. Non più viva ma tenuta in vita.


Maledico e odio la generazione di mio padre perché dell’Animale ha usato solo il sangue freddo della vipera.


Maledico e odio la generazione di mio padre perché mi ha generato e condannato a pagare per sempre il conto della sua maleducazione Pubblica.


Maledico loro e prego Quella di mia figlia, di provare pena per me e la mia generazione che non ha voluto vedere il male nel padre per la paura di rimanere orfano.



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Poesia scritta il 14/03/2017 - 09:31
Da Guido Lopardo
Letta n.222 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Il senso critico, perdonami, nn basta. ..

laisa azzurra 14/03/2017 - 20:21

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Ma certo che siamo colpevoli. Colpevoli di aver visto, compreso, e goduto di privilegi sproporzionati al merito! E di questo chiedo scusa ai miei figli, agendo con rispetto e senzo critico. Saluti. GL

Guido Lopardo 14/03/2017 - 19:09

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Il tuo sfogo in poesia è apprezzabile per impeto e passione, perché si sente tutta la tua forza nel dire...ma perdonami, la generazione di tuo padre è quella di mio padre, ed è stata ammirevole la sua vita e mi ha insegnato tanto, ha forse fatto poco, ma noi abbiamo fatto peggio! Speriamo che i nostri figli non ci rimproverino mai! Buona serata!

margherita pisano 14/03/2017 - 18:26

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.. anzi, ancor di più
Proprio perché consapevoli

laisa azzurra 14/03/2017 - 17:48

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Splendida
Davvero...senza parole
Però un piccolo Appunto: noi suamo colpevoli quanto i ns genitori...e sai di cosa? Della ns inerzia

laisa azzurra 14/03/2017 - 17:46

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GUIDO...Non seguo la politica ma da quello che ho letto ho tratto questa riflessione.Sei nato nel 67 quindi avevi 1 anno nel 68. Troppo piccolo per fare le barricate.Ora che sei cresciuto sei capace solo a maledire. Sono con te nel dire che non c'è niente che va ma odiare la vecchia generazione che ti ha procurato i pannolini se pur di nylon ma comodi e dato un tetto di mattoni invece che di paglia e tanti altri agi che i tempi moderni ci hanno fatto conoscere mi sembra troppo. Bada che i benefici si sono avuti col sudore della fronte e non regalati, perche mai si è ottenuto per niente. Odia te stesso e lascia in pace tuo padre....ora lo sei anche tu. Sono sicura che tua figlia non ti accuserà mai, perche nella vita si deve cercare sempre il meglio e il buono.Questa è la mia modesta opinione.

mirella narducci 14/03/2017 - 17:34

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ALFONSO BORDONARO grazie x quanto hai scritto, che condivido in pieno.

Marilla Tramonto 14/03/2017 - 16:45

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Com'è brutto giudicare senza sapere. Com'è vigliacco scrollarsi tutto dalle spalle e caricarlo sulle spalle altrui.

Marilla Tramonto 14/03/2017 - 16:43

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Molto forte questa poesia, con un significato che deve indurre alla riflessione. Le generazioni future sono l'unica speranza per questo mondo troppo corrotto, ormai. Molto bella.

Giulia Bellucci 14/03/2017 - 16:04

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Forse la generazione di tuo padre, che forse non è distante dalla mia è quella che negli anni '60 protestava nelle strade e nelle università. ra quella presa a bastonate per rivendicare i diritti di cui oggi godiamo, il DIRITTO DEI LAVORATORI è costato sangue come tutte le riforme nate dopo il '68.
Forse abbiamo una colpa, che tutti quegli ideali che ci hanno animato e per i quali abbiamo combattuto non siamo riusciti a portarli tutti a compimento. Ma l'impegno per UNA CASA PER TUTTI sostenuto dalla fine degli anni 50 fino agli anni 60 non è nato PER UNA DISTRAZIONE DELLA STORIA ma per l'impegno di tanti che hanno veramente combattuto.
Forse la generazione di tuo padre qualche merito ce l'ha.

ALFONSO BORDONARO 14/03/2017 - 13:58

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