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Cieca e inclemente

Per quanto ancora godrai,
arida Sorte, nel tormentar
quest'anima inerme,
già condannata a regger
la sofferenza che Natura,
a questa specie,
ha crudelmente offerto?


Se vero è quel che
in tuo conto si dice,
che ad ogni essere
toccherà il tuo nobile ausilio,
perché di in mio favore andar,
ancor non ti degni?


Per diletto o per gioco,
t'accanisci contro chi
già zoppo si trova per
affrontar l'atrocità
di questo cammino.


D'errori n'ho fatti,
negar non posso;
ma di questi non uno
merita tanto sofferta condanna.


Pietà, nient'altro domando,
se solo ne avessi.
Ma Tu, cieca e inclemente,
continui a gettar fango
verso un cuor che
in ginocchio si trova,
umile e umiliato.



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Poesia scritta il 24/09/2017 - 13:37
Da Unlighted .
Letta n.79 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


profondamente... profonda! 5*

enio2 orsuni 26/09/2017 - 10:20

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Splendida...una sorte inclemente, ma una poesia toccante e struggente.

margherita pisano 24/09/2017 - 18:17

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meravigliosa
dannatamente, meravigliosa

laisa azzurra 24/09/2017 - 17:51

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