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Caroline Lynn

«Tenga pure il resto» disse Sophia al taxista, mentre scendeva dalla vettura.
«Grazie e buona giornata!» le rispose l’uomo, prima di immergersi nuovamente nel traffico newyorkese con la sua auto gialla.
Stava iniziando a piovere e un vento freddo proveniente dall’Atlantico fece ripiombare la città in inverno, nonostante fossero già i primi di aprile.
La ragazza salì di corsa le scale consumate che portavano al portone del vecchio palazzo in stile vittoriano, che con quel brutto tempo sembrava ancora più spaventoso, con i suoi mattoni rossi che s’intravedevano dall’intonaco grigio.
Pensava di essere in ritardo ma, appena arrivò nella sala d’aspetto, si accorse che la porta dello studio del dottor Green era ancora chiusa e, da dentro la stanza, sentiva provenire la sua voce e quella di un paziente.
«Buongiorno signorina McKenney! Il dottore ora è occupato, ma sarà subito da lei. Se intanto si vuole accomodare…».
Si voltò e si ritrovò a faccia a faccia con la segretaria, Margareth. Solo allora poté notare la sua innocente bellezza, caratterizzata dai suoi grandi occhi verdi incorniciati da una cascata di riccioli biondi e il suo volto un po’ paffuto di un pallore angelico, reso leggermente roseo sugli zigomi da una lieve pennellata di fard.
Sophia acconsentì con un cenno della testa e in quel preciso istante il dottor Green aprì la porta dello studio, congedò il suo paziente ricordandogli l’appuntamento per giovedì pomeriggio e si voltò verso di lei.
«Buongiorno signorina McKenney. Entri pure» le disse il dottore con quel suo tono di voce calmo e profondo, facendole segno di entrare.
Appena entrò, la ragazza fu assalita da una strana sensazione di caldo. Lo studio era immerso nella penombra, con tutte le tende di velluto nero tirate in modo da non far entrare la luce dalle due enormi portefinestre. Solo una grande lampada, posta sulla scrivania accanto a un pc, lasciava trasparire una tiepida e fioca luce, che rompeva quella strana dimensione. Ormai erano diversi mesi che si recava due volte a settimana dal dottor Green, ma ogni volta viveva uno strano stato di angoscia e insicurezza, provando un forte desiderio di piangere e andarsene.
Il dottore si sedette su una poltrona vicino a un tavolinetto e un lettino, sul quale la ragazza si sdraiò. L’uomo si mise gli occhiali, prese in mano un block-notes e una penna stilografica.
«Bene Sophia, ora conterò lentamente fino a 10 e quando arriverò a questo numero tu ti sarai addormentata. 1…fai un respiro profondo e rilassati…2, le tue palpebre sono pesanti…3…stanno per chiudersi…4, sono sempre più pesanti…5…ti stai addormentando…6…ti senti al sicuro e stai sprofondando nel lettino…7, isolati dal mondo esterno…8, continuerai sempre a sentire la mia voce…9…nonostante tu stia dormendo…10…».
Il dottore si schiarì la voce con un colpetto di tosse, poi riprese a parlare. «Sophia, ora sfoglia lentamente all’indietro le pagine del libro della tua vita…dove siamo?».
Per un brevissimo istante la stanza piombò nel silenzio; poi la giovane ragazza cominciò a parlare, tenendo gli occhi ben chiusi.
«E’ l’estate del 1989, è il giorno del mio nono compleanno e sto giocando con mia sorella Stephanie e altre bambine a palla avvelenata!» la sua voce era infantile e felice.
Il dottore si sistemò gli occhiali sul naso. «Torna più indietro, prima ancora di nascere in quest’epoca. La volta scorsa eri Marie, una contadina che viveva con il marito e i numerosi figli nel sud della Francia del XV secolo. Oggi invece chi sei, Sophia?».
La ragazza, sdraiata sul lettino, ebbe un sussulto e il suo volto cambiò espressione, diventando più maturo e beffardo.
«Mi chiamo Caroline Lynn e sono di Los Angeles» la sua voce era di una donna schietta e sicura di sé.
«Piacere Caroline, io sono David. Posso sapere in che epoca vive e quanti anni ha?».
«1948 e ho 24 anni».
«E che cosa sta facendo?».
Sophia/Caroline rimase in silenzio per pochi istanti e un sorrisetto furbo si dipinse sul suo volto. «Che cosa sto facendo? Ahahah! Sto per uccidere mio marito!».
Il dottor Green rimase sconcertato dalla risposta. «Caroline, avanti, non faccia la sciocca! Una donna, immagino per bene come lei, non dice queste cose nemmeno per scherzo!».
«Nessuno mi può dire cosa devo o non devo fare!» urlò la donna.
«D’accordo, si calmi!» cercò di tranquillizzarla il dottore. «Posso almeno sapere perché vuole uccidere suo marito?».
«Mi sposai con Paul a 19 anni, ma il nostro fu, ed è tuttora, un matrimonio senza amore: i nostri padri erano soci in affari e ci fecero molte pressioni affinché ci sposassimo. E’ inutile che le dica che appena ebbi l’occasione giusta, tradii Paul e anche lui fece lo stesso».
Il dottore scrisse qualcosa sul block-notes, continuando a guardare incredulo la donna sdraiata sul lettino. «Perché ucciderlo? Non può semplicemente chiedere il divorzio e rifarsi una vita col suo amante?».
«Non sono così stupida! Se chiedessi il divorzio, perderei tutto! Sa, mio suocero è mancato diversi mesi fa, e Paul ha ereditato la sua quota della società; se anche Paul muore, io e mio padre saremo gli unici proprietari della ditta! E così, dopo un breve periodo di vedovanza, potrò risposarmi con il mio amato Tony!» fu la risposta della donna, che sembrava soddisfatta da queste prospettive.
«Sa già come uccidere Paul?».
«Certamente, è da quando è mancato mio suocero che somministro piccole dosi di arsenico ai cibi o al vino destinati a mio marito e stasera, nella sua fetta di torta di mele, aggiungerò la dose letale!».
«Caroline, non vada fino in fondo, la prego! Il medico che farà l’autopsia al corpo di Paul, vedrà le tracce di veleno e lei sarà arrestata!» la implorò l’uomo.
«Non si preoccupi per me David, ho pensato anche a quello: aggiungo sempre un pizzico di clorato di potassio all’arsenico, in modo da nasconderne ogni traccia. Prima di sposarmi e di fare la vita da casalinga, ho lavorato come infermiera…» rispose Caroline e sul suo volto si dipinse un velo di tristezza, quasi rimpiangendo la sua vecchia professione.
«Non ha paura che l’amante di suo marito possa sospettare di qualcosa?».
«Ahahah, ma certo che no! Paul ed io, di comune accordo, decidemmo di tradirci a vicenda e di recitare la parte della coppietta felice per non dare un dispiacere alle nostre famiglie…inoltre, siccome tutti qui nel quartiere ci rispettano, nessuno crederà alle parole calunniose della sua amante e neanche che mi tradiva!…oh, presto David, si nasconda: sta arrivando Paul!», disse la donna con tono allarmato.
«Va bene Caroline» rispose il dottore, assecondandola.
Per quasi mezz’ora Caroline rimase in silenzio, limitandosi ogni tanto ad abbozzare dei sorrisi. Poi il dottor Green, temendo che la donna avesse già compiuto il delitto, le domandò se andava tutto bene.
La risposta arrivò dopo circa cinque minuti. «E come dessert, caro, il tuo dolce preferito: la torta di mele!» esclamò la donna al colmo della felicità.
«Ma cosa…?» strillò Caroline poco dopo. Il suo volto era contratto dal terrore e i suoi occhi, spalancati, erano spenti.
«Che cosa succede Caroline?» chiese preoccupato il dottore.
«Paul…come hai potuto? David, David aiutami! Paul ha invertito le fettine di torta e sto morendo, sto morendo avvelenata! Per favore David, mi aiuti!» lo supplicò la donna.
«Oh Caroline…io…io non posso far nulla! Ma perché suo marito ha invertito le fettine di torta? Come faceva a sapere che voleva ucciderlo?» chiese David, impotente e spaventato.
«Paul mi sta dicendo che era a conoscenza del mio piano da un mese, e che l’ha avvisato Tony…cosa?! Il mio Tony e Judith, l’amante di mio marito, …sono…cugini…» sussurrò la donna con un filo di voce. I suoi occhi erano ancora spalancati e sul suo viso c’era un’espressione avvilita e rassegnata.
Il silenzio calò nuovamente nella stanza.
«Caroline…Caroline…» chiamò il dottore, ma non ebbe risposta. Si tolse gli occhiali e si asciugò le lacrime, che senza accorgersene gli rigarono le guance. Dopo aver respirato profondamente, svegliò Sophia dall’ipnosi. «Sophia McKenney ti trovi a New York, oggi è il sei aprile 2012 e ti stai svegliando. Quando schioccherò le dita, tu sarai completamente sveglia, e non ricorderai nulla della tua vita precedente» e il dottore, cercando di riprendersi completamente, schiocchiò le dita.
Sophia aprì lentamente gli occhi, si voltò verso l’uomo e gli abbozzò un sorriso, mettendosi seduta sul lettino.
«Dottore, si sente bene? E’ così pallido e scosso…cos’è successo? Sembra che abbia visto la morte in faccia!» domandò la ragazza allarmata e con la voce ancora impastata di sonno.



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Racconto scritto il 01/12/2014 - 10:50
Da Chiara B.
Letta n.552 volte.
Voto:
su 12 votanti


Commenti


Grazie mille, Seby Flavio! Buona serata,

Chiara B. 22/01/2016 - 18:15

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Molto, molto bello. Complimenti, inquietante e adrenalinico.

Seby Flavio Gulisano 16/01/2016 - 22:09

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Grazie veramente di cuore, Marirosa, per la lettura e l'apprezzamento del mio racconto! Buona serata,

Chiara B. 09/11/2015 - 18:23

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L'ho appena letto. Molto bello e coinvolgente!!!

Marirosa Tomaselli 07/11/2015 - 11:34

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Grazie Romualdo! Buona giornata,

Chiara B. 10/12/2014 - 10:17

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Bravissima, non l'avevo letto. Mi ha intrigato e non poco. Ciao

Romualdo Guida 06/12/2014 - 06:52

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Grazie Giuseppe, troppo gentile, mi lusinghi!! Buona serata,

Chiara B. 03/12/2014 - 17:38

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Grazie Giuseppe, troppo gentile, mi lusinghi!! Buona serata,

Chiara B. 03/12/2014 - 17:38

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Straordinario questo racconto carissima Chiara.
Ho finito di leggerlo adesso e non riuscivo a smettere.
Mi ha coinvolto fin dalle prime righe e la trama avvincente, scorrevole ed intrigante tiene incollati gli occhi al testo.Comlimenti di cuore

Giuseppe Aiello 03/12/2014 - 13:28

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Ti ringrazio, Genoveffa, anche per la costanza con cui mi leggi!!

Chiara B. 02/12/2014 - 16:34

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Grazie Paola, sono contenta ti sia piaciuto! Ci è voluto un po' di tempo, ma alla fine l'ho proseguito e terminato, Buona serata,

Chiara B. 02/12/2014 - 16:32

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Racconto avvincente ,molto bello bravissima CHIARA

genoveffa 2 frau 01/12/2014 - 19:21

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Ed hai fatto bene a finirlo il racconto!
Mi ha appassionato questo racconto, letto molto volentieri.
Piaciuto molto la finale.
Ciao Chiara.

Paola Collura 01/12/2014 - 19:10

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Grazie veramente di cuore, Ignazio, Paolo, Gio e Rocco!! Buona serata,

P.S.: pensate che una parte, fino a quando Sophia entra nella sala d'aspetto del dottore, l'ho scritta 19 anni; poi, circa due anni fa, ho ritrovato casualmente quel foglio e ho proseguito il racconto!


Chiara B. 01/12/2014 - 18:11

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FANTASTICAMENTE SCORREVOLE E... APPASIONANTE.

Rocco Michele LETTINI 01/12/2014 - 17:50

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molto bello e divertente, brava Chiara.
Complimenti per la suspense! Ciaooo!

Gio Vigi 01/12/2014 - 16:57

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Un racconto appassionante e scritto in modo impeccabile. Bello il finale. Una lode sentita e un plauso. Felice giornata.

Paolo Ciraolo 01/12/2014 - 15:19

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Un racconto bellissimo, un thriller appassionante, che mi ha avvinto. Il finale poi è meraviglioso. Bravissima Chiara!
Eccellente!

I. Aedo 01/12/2014 - 14:48

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