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La mia battaglia

Dune deserte. Una terra abbandonata, mossa e trasportata dal ritmo del vento. Portata nell’aria a volteggiare secondo i disegni incisi nel cielo da ogni ciclo di corrente, non si vede più. É un terreno asfaltato dalle mille orme che lo percorsero in questa lunga guerra. Il suolo piange punto dalle macerie della mia città. Lapilli fumanti ardono i sogni nascosti fra queste mura abbattute, non vi é via di scampo, é una guerra persa con le armi in mano. Eravamo pronti a combattere per difendere il nostro nome, e disintossicare la realtá da ombre coperte da maschere che nel passato ci avevano ingannato. Ci schierammo lealmente soli, trascinando le nostre membra fino alla fine. Gli altri chiesero aiuto e non mossero un dito, vinsero. La battaglia piú difficile da affrontare fu quella dentro di noi, fra coerenza e giustizia.



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Racconto scritto il 20/04/2015 - 23:43
Da clavis cordis
Letta n.251 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Tanta sofferenza sempre attorno a noi...

Vera Lezzi 21/04/2015 - 09:06

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