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DIARIO DI UN UOMO COSÌ: capitolo quarto

Ho deciso che voglio mangiare la vita, non lasciarne neanche una briciola. Voglio correre senza rancori, voglio stingerla, assaporare ogni singolo giorno.
Vorrei averlo fatto anche con Lei.
Avevo 26 anni e mi stavo risvegliando dalla catatonia. Ero inquieto, un giorno mi sentivo un fallito, ancora dentro quella concessionaria, il giorno dopo sentivo di avere il mondo in mano, potevo alzarmi e fare della vita la mia giostra.
Non è stato facile ma i giorni della mia realizzazione sono arrivati.
L’ho conosciuta a casa di amici, un classico. Non l’ho notata subito ad essere sincero, non ero ‘alla ricerca’ se così si può dire.
Poi l’ho sentita ridere.
Chiacchierava con la padrona di casa, sua amica di infanzia, aveva i capelli raccolti, una ciocca color rame le ricadeva sulla guancia destra, distrattamente la spostava mentre continuava a ridere. Era così bella.
Non ho mai creduto a tutte quelle stronzate sui colpi di fulmine, roba da ragazzine secondo me. Non so cosa sia successo, ma se c’è una cosa di cui sono maledettamente certo è che in quel preciso istante ho capito che era Lei.
Agganciare una ragazza è il mio mestiere, se ci fosse una facoltà mi darebbero una laurea ad honorem. I miei amici si sono sempre presi i pro e i contro, se puntavamo un gruppo la più figa era mia non si discuteva, non andava male neanche a loro alla fine dei conti.
Mi sono avvicinato con assoluta tranquillità come sempre, qualche chiacchiera, due battute, se riuscivo a farla ridere ancora era fatta.
Per ridere ha riso, ma non era fatta per niente.
Mi ha dato del filo da torcere la ragazza!
È sempre stata bella, la più bella di tutte neanche a dirlo. Più bella di me, rode ammetterlo.
Non le interessava la superficialità, tutto quì. Le ho chiesto di uscire immediatamente, quando mi ricapitava una così? Niente da fare.
Per la prima volta ho dovuto chiedere aiuto agli amici, che smacco. Siamo riusciti a combinare un’uscita di gruppo pochi giorni dopo, io da sempre il capo branco, ero nervoso come un ragazzino. Lei, disinvolta e socievole, parlava con tutti meno che con me.



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Racconto scritto il 19/09/2015 - 14:03
Da Co Co
Letta n.304 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Sono curiosa di sapere come andrà a finire...ciao Costanza

Anna Rossi 19/09/2015 - 19:49

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