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Tra patria e lacrime.

È iniziato tutto per gioco. Per scherzo. Eravamo giovani e pieni di speranze, senza nessuna donna accanto,nulla da perdere. Inizialmente eravamo allettati dall'idea dir entrare nell'esercito, servire la nostra patria per quanto poco se lo merita e imbracciare armi. Ma adesso tutto è cambiato. Ci hanno preso.
Come dirò a tua moglie, amico mio, che dovrà crescere due bambini senza il padre? Con quale coraggio? Siamo stati abbandonati in questo posto di merda, siamo stati abbandonati proprio dalla nostra patria, da tutti.
Siamo stati abbandonati anche da Dio. Il tuo respiro incomincia ad abbandonarmi e le mie lacrime scavano solchi tra la barba. Eravamo giovani. Ricordo quando mi spiegasti che secondo te noi siamo solo di passaggio e che noi siamo ospiti su questo mondo. Ma che mondo è se tratta i suoi ospiti così? Mi stringi la mano. Tieni duro. Tieni duro. Tieni duro.
Qualcuno arriverà e ti metterà a posto, tornerai come nuovo. Doveva essere un controllo di routine, non dovevano sapere che noi eravamo là. Ma l'hanno saputo. Ci hanno fottuti. La tua mano molla la presa. Ti prego tieni duro. Un fiume di sangue esce dalla tua bocca. Cosa c'è? Stai tranquillo non parlare.
"Dì a mia moglie che la amo, e di ai miei figli che sarò al loro fianco per sempre".
Mi sembra tanto la scena di un film, "Lone Survivor". "Glielo dirai tu" ti rispondo. Ma tu non mi senti più, il cuore non ti batte più, la tua mano mi ha mollato. E le mie lacrime scendono ancora. Ti porterò a casa, penso, e avrai una sepoltura degna della tua persona. Mi tiro su. Sento i nemici avvicinarsi,
"come cazzo fanno?". Ci hanno seguito. Eccolo. Eccoli. Due, tre, cinque. Ah, saranno almeno una decina. Non ci sono speranze di salvezza, ci hanno visto. Mi hanno visto. Mi metto davanti al tuo corpo ormai privo di vita. Un po' per proteggerti, un po' per morirti accanto. Insieme nella vita insieme nella morte. Mi vedono. Incominciano a parlare e a gridare. Non capisco la loro lingua, ma tirano su le armi e mirano contro di me. Non c'è bisogno di capire quello che dicono, mi basta capire quello che stanno facendo. Penso alla donna della mia vita che mi sta aspettando a casa, penso a mio figlio che è a scuola. Ha tanta voglia di diventare come me. Sento uno sparo e chiudo gli occhi. Un dolore acuto e in un secondo sono per terra. Mi giro ancora un attimo verso di te amico mio. Ti chiedo scusa se non sono riuscito a portarti a casa. Sono sopra di me. Non hanno pietà di nulla. Mirano con i loro fucili su me.
"Chi dirà a mia moglie che la amerò per sempre e a mio figlio che sarò sempre al suo fianco? "



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Racconto scritto il 27/11/2015 - 09:04
Da Antony Mandaglio
Letta n.315 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Frammento di narrativa bellica. Mi è sembrato abbastanza inquietante... e questo è un pregio. Lo stile incalzante con frasi brevi è adeguato.Ci sono alcuni piccoli refusi.

Giuseppe Novellino 28/11/2015 - 11:08

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