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Cèline e Margot : CAPITOLO 2

Il cosiddetto "Agosto Ossonese" è uno degli eventi più pallosi che mente umana possa progettare. L'evento si svolge ad Ossona (paese a sud ovest di Milano) : il paesello con la torre Littoria in piazza Modignani e con minuscoli bar frequentati da gente poco raccomandabile. Nel giardino di Villa Bosi vengono allestiti un palcoscenico per le esibizioni di varie band (definirle "band" forse è un complimento), un piccolo bar e sotto i tendoni, con la funzione di ripararsi dalla pioggia, lunghi tavoli di legno con lunghe panche.
Durante il mese di agosto, un buon 70% dei locali rimane chiuso per ferie; per Luca l'unica soluzione di passare una serata tranquilla a bersi una birra, era appunto quella di recarsi ad Ossona. Fortunatamente durante quella sera non era prevista nessuna "esibizione live" e la gente era poca. L' "Agosto Ossonese" rattristava ulteriormente il suo già triste animo, ma a fargli compagnia ad un tavolino vicino ad un bancarella di dolciumi vi erano Elena e Federico : due amici di vecchia data.
Luca si sentiva riconoscente alla coppia fidanzata da cinque anni, poiché come lui stesso disse ad entrambi più volte, lo avevano salvato da un periodo buio.
Federico, sua conoscenza dai tempi della scuola superiore, nutriva stima e rispetto nei suoi confronti. Ammirava la sua vastissima cultura musicale incentrata sul Metal estremo e la sua passione per il cinema italiano; mentre Elena lo apprezzava per quel che era : un ragazzo sincero ed onesto con cui si può instaurare un rapporto di confidenza. Luca ricordava con piacere le infinite cene nella taverna di Fede, accompagnate da un discreto abuso alcolico che faceva un po’ storcere il naso ad Elena, convinta salutista e vegetariana. Correvano gli anni più felici per Luca : il 2013 e il 2014; quest'ultimo l'anno in cui nel mese di settembre conobbe Cèline.
I suoi amici furono felicissimi del fatto che dopo quattro anni di fidanzamento, ovvero nell'ottobre del 2018, Luca e Cèline comprarono casa in quel di Ozzero, affascinante paese nei pressi di Vigevano (provincia di Pavia). Elena fu la più contenta, perché gli aveva sempre detto : "Prima o poi troverai anche tu l'anima gemella!" e quando conobbe Cèline se la fece immediatamente amica, al contrario delle fidanzate degli altri amici di Federico.
Le loro uscite di coppia scorrevano allegre e spensierate; mai nessuno avrebbe pensato che Cèline facesse un simile gesto. Quando Luca la vide allontanarsi con in spalla il suo zainetto viola dopo una lite furibonda, sprofondò nel peggiore stato di depressione. Federico ed Elena gli tesero le mani ancora una volta aiutandolo a superare quel terribile momento, ma lo sguardo di Luca da quel 4 novembre 2019 non fu più lo stesso.
"Guarda cosa mi è arrivato oggi per posta..." disse Federico rivolgendosi a Luca, facendo scorrere le immagini nel suo telefonino.
Mentre Fede gli porgeva il telefono, Luca vide il vinile di "Soulside Journey" dei Darkthrone (stampa Peaceville del 1991) accuratamente immortalato in una foto.
"Bene!". Disse lui accennando un sorrisetto. "Era ora che ti arrivasse! Ce ne ha messo il tipo a mandartelo."
"Lascia stare! Ho dovuto scleragli dietro per una settimana".
Federico indossava l'omonima maglia del disco appena acquistato su ebay; segno che aveva apprezzato appieno la musica del combo norvegese. Il suo aspetto era singolare : capelli lunghi e neri rasati sotto, raccolti in una lunga coda; l'espressione del suo volto era per il più delle volte seria, ma non disdegnava per niente divertirsi e scherzare. Nei momenti di concentrazione i suoi occhi sembravano uscire dalle orbite e lo zigomo tremava : questo particolare faceva spesso sorridere Luca.
Vestiva sempre di nero, calzava anfibi a toccare il ginocchio; cintura di proiettili saldamente allacciata in vita e al collo tante medaglie raffiguranti pentacoli e croci capovolte. Nativo di Sinnai (provincia di Cagliari), ventinove anni compiuti il giorno 8 dicembre, lavorava come fresatore in una fabbrica di Castano Primo (MI) da ormai dieci anni. Nonostante fosse amante dei cibi più grassi e delle bevande alcoliche più estreme, Federico appariva sempre magro e slanciato; non aveva mai acquistato un etto da quando Luca lo conosceva. Al contrario Luca acquistò chili durante il suo "periodo alcolico" (inizialmente interrotto dall'arrivo di Cèline) e quando lui stesso si definiva "una buona forchetta"; ma ne perse parecchi dalla fuga di Cèline.
Luca, ventotto anni (venne al mondo il 26 febbraio), nonostante appunto quel mutamento nello sguardo, appariva piacente e dotato di un certo fascino. Cèline amava pettinare ogni giorno i suoi lunghi capelli mossi e fare la treccia al suo pizzetto.
"La prima volta che ho ascoltato "Soulside Journey" mi sono detto : sarà una grezzata totale!". Esordì Luca mentre Federico lo ascoltava curioso. "Ma poi al termine di "Cromlech" mi sono detto : "Cazzo! Incredibile! Ma senti come suonano, che controtempi che fanno!".
"Non incominciare anche tu ad esaltare questo disco, che già lui oggi me lo ha fatto sentire tutta mattina!". Ironizzò Elena.
Elena era di bell'aspetto : viso rotondo dal quale spiccava un'adorabile carnagione chiara, occhi verdi sempre contornati accuratamente con del rimmel nero. Portava sempre i capelli sciolti : lunghi, neri e lisci come seta. Le piaceva vestirsi in modo gotico con corsetti e lunghe gonne nere, ma quella sera aveva deciso di indossare una maglietta nera : il tessuto nel retro era cucito secondo la forma di un teschio; dai due occhi si poteva intravedere il tatuaggio che Elena aveva sulla schiena, ovvero una rappresentazione della Dea Kali. Nonostante fosse la più piccola del gruppo (ventitre anni compiuti il 15 ottobre), Elena era dotata di ottima intelligenza e di un grande amore per i rapporti umani. Luca parlò molto con lei riguardo Cèline e di tutta la delusione che infestava il suo cuore. Lei da parte sua, le aveva dato consigli che avevano alleviato un poco il dolore della ferita ancora aperta.
"Non preoccuparti, nessuno muore d'insonnia... le mogli che hanno appena perso il marito non dormono per un mese intero perché se lo vedono continuamente davanti agli occhi". Gli aveva detto Elena quando lui le aveva narrato delle sue notti insonni.
Quelle parole lo sollevarono un poco; da quella volta riuscì a dormire un paio d'ore a notte (tre quando gli andava bene).
Tra una chiacchiera e l'altra, l'ora si fece tarda. Luca si alzò dalla sedia annunciando che cominciava a sentire una immane stanchezza e che sarebbe andato a casa. Federico ed Elena presero la stessa decisione accompagnandolo alla macchina. Si diedero appuntamento per il weekend successivo, promettendo di sentirsi in settimana per sapere se i film che Luca aveva consigliato erano di loro gradimento.
A Luca faceva sempre piacere incontrare i suoi migliori amici, apprezzando il fatto che nonostante avessero preso casa da poco più di un anno in quel di Ossona, non lo avevano "accantonato" come spesso fanno alcune coppie.
Era riuscito a vendere la casa di Ozzero : teatro di tante gioie ma soprattutto di immense sofferenze. Da quando se ne era andata Cèline, l'aria nella casa era diventata irrespirabile e tutto sembrò sgretolarsi ai suoi occhi. Non ne poteva più di stare in quelle quattro mura intrise di pianti e dolori.
La villa, situata alla fine di una strada di campagna, presentava due piani con tanto di terrazza : Luca e Cèline l'avevano comprata con tanto sudore e fatica lavorando sodo e tirando la cinghia a più non posso.
Vista dall'esterno la si poteva definire una villa abbastanza modesta, con un elegante giardino e due garage situati nel retro. Dalla terrazza, si poteva ammirare il bosco nelle vicinanze mutare durante i cambi di stagione e l'immensità della campagna.
Luca trovò nuova sistemazione in un appartamento nei futuristici condomini di piazza Macroom a Marcallo Con Casone. L'idea di vivere in un palazzo su cui d'estate picchiava il sole cocente non lo entusiasmava più di tanto, ma era sempre meglio che restare in quella villa.
Aveva la convinzione che lo aspettava un altra notte insonne, così una volta entrato in casa decise di abbandonarsi sul divano accendendo la televisione. Se sua madre avesse visto in che condizioni riversava il suo appartamento (vestiti in giro per la casa, sul divano, in cucina, per terra; la tavola apparecchiata da un mese; le stoviglie abbandonate nel lavello) avrebbe tirato uno dei suoi urli lancianti e non se ne sarebbe andata fino a quando lui non avrebbe riordinato. E dire che era sempre stato un maniaco della pulizia e dell'ordine.
La T.V. notturna era molto cambiata rispetto a quella di qualche anno fa : nessun film interessante, televendite a non finire, video musicali da denuncia. Gli capitò di imbattersi nel video di "Easy Lover" di Philip Baylei e Phil Collins trasmesso da una emittente "musicale". Il pensiero di Cèline ritornò ancora più vivo, facendo si che il suo sguardo andasse a disperdersi nel vuoto. Si domandava : "Perché?". Perché Cèline se ne era andata? Perché lo aveva lasciato solo dopo sei anni insieme? Ma soprattutto, perché Cèline aveva conosciuto Margot? Quella schifosa hippie perdigiorno che l'aveva traviata sulla via della perdizione.
A volte gli passava per la mente se Cèline era effettivamente felice con lui. Si tormentava giorno e notte a pensare a quale male le avesse fatto per farsi lasciare come un coglione. Tutte queste domande non avevano risposta, ed era inutile starci a rimuginare più di tanto.
Fin dal primo giorno aveva sperato che Cèline fosse ritornata. A dire il vero ci sperava ancora un po’, nonostante sapeva che era assai difficile farle cambiare un’ idea .
"Quello che fai, troverai" pensò ad un tratto. Jennifer : la ragazza inglese trasferitasi a Milano che lui aveva lasciato all'inizio di un’estate afosa. Convinse se stesso che Jennifer non gli piaceva, quando lei avrebbe dato la vita per lui. Ma nulla è più assurdo di un amore non corrisposto e Luca non se la sentì di fingere a lungo. Non diede tante spiegazioni a Jen; le disse soltanto : "E' finita". Ferita nel cuore e nell'orgoglio, Jennifer lo tempestò di insulti e minacce, fino a quando un giorno smise di intasargli la casella di Whatssap scomparendo nel nulla.
Devastato da inutili sensi di colpa cambiò canale. IRIS trasmetteva : "Lo Strano Vizio Della Signora Ward". Lo sapeva a memoria ma decise di guardarlo. Senza accorgersene sprofondò nel sonno. Si addormentò con il ricordo di Cèline che puliva le guance sporche di cioccolato al cuginetto Andrea. Ciò era avvenuto subito dopo una cena famigliare nella vecchia casa di Cèline; quando terminata la sfiziosa cena, era quasi d'obbligo mangiare il buonissimo gelato della "Gelateria Capriccio" di Sartirana Lomellina.
"Ma patato! Guarda come ti sei sporcato le guanciotte!". Diceva Cèline sulle sua ginocchia, munita di fazzoletto a togliere le macchie di cioccolato dal visino di Andrea.
Il risveglio risultò decisamente brusco : i muscoli erano rigidi, la testa pesante e fuori era ancora buio. Guardò la sveglia sul mobiletto accanto al televisore : le 3.20. Sconfitto, decise di alzarsi dal divano per recarsi in camera da letto. Il suo corpo non avvertiva più la dolce stanchezza che gli aveva concesso mezz'ora di sonno.


"Fanculo!". Imprecò nella sua mente mentre sorseggiava la bottiglia ormai vuota di Pampero. Il bruciore di stomaco arrivò puntuale; disturbo che stava cercando di curare da diversi mesi ma senza nessun risultato : non gli era mai piaciuto prendere medicinali e considerava i dottori un branco di incapaci. Da quando lo avevano operato di appendicite facendogli correre il rischio di ritrovarsi nel mondo dei più, cercava di evitarli.
Nella sua stanza da letto il disordine non era da meno; non si ricordava di preciso l'ultima volta che aveva rifatto il letto o riordinato la sua collezione di dischi. Senza una ragione ben precisa si mise a letto, con la consolazione di fissare il buio e immaginare forme contorte : tecnica che gli portava qualche ora di sonno in quelle odiose notti tormentate.
All'improvviso le forme cominciarono a girare, la testa girava, la stanza girava; tutto girava. D'istinto si mise la mano sulla fronte a coprire gli occhi. Una voce sembrò arrivare da lontano :
"Non cercarmi, sarebbe inutile". Ora la voce era più vicina; una eco assordante nelle sue orecchie.
"Non cercarmi".
"Non cercarmi". Mille voci infestarono la stanza.
"Inutile! Inutile! Inutile!".
Odiose notti tormentate.




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Racconto scritto il 21/01/2016 - 22:24
Da Luca Fasani
Letta n.213 volte.
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