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OCCHI NEGLI OCCHI

OCCHI NEGLI OCCHI


Caterina è la mia ex. Giochiamo da mesi, sempre il mercoledì. Un’ora. Sempre in cerca di una scintilla, la posta in palio siamo noi. Ognuno sa benissimo che mossa ci vorrebbe per chiuderla lì, ma la realtà è che ci sta bene così. Ci vediamo di mercoledì in mercoledì, come un appuntamento di Coppa, come un mercato settimanale. Io su un cuscino rosso, lei su quello verde, dice che porti fortuna. Così come con i pedoni, sempre la stessa storia. Il mercoledì i suoi, medici affermati, hanno il turno di notte e noi ci siamo organizzati così. Dopo la partita rimaniamo lì a guardarci, con la promessa reciproca di farla finita con questa storia, la partita deve finire prima o poi. Ma ci pensate?Una relazione appesa ad una banale partita di scacchi? E poi per quale motivo proprio di scacchi? Perché non di biliardo? Di poker? E perché no una stupenda gara culinaria? Pensate vi sappia dare una risposta? Voi, piuttosto, sapete dare una risposta riguardo ad una passione? La passione conduce alla follia. La follia all’amore. E l’amore è una fantastica girandola. E’ così che mi piace pensarlo: l’amore riconduce, per forza, alla follia. Ne siamo la più nitida dimostrazione. Questa volta però è diverso, l’ho capito non appena sono entrato in casa. Odore d’incenso, bottiglia di champagne, pane tostato e musica classica in sottofondo. Una bellissima sinfonia a dir la verità. Come una strategia per inebriarmi e sferrarmi il colpo decisivo. Il suo dolce viso risplendeva ancor più del solito, era maestra nel make-up, era maestra della vita mondana, era maestra nel tocco di matita nera per far risaltare i suoi profondi occhi azzurri. Mi aspettava sul suo solito cuscino verde, come una bambola vivente,come una Nenè, come non aveva mai fatto. “Ciao caro... sei pronto?”…”Come sempre .. ”le risposi con l’aria di chi sa cosa fare,ma in realtà è nella più totale confusione. Incominciammo a giocare. Con le stesse modalità, con intervalli regolari di champagne e sigari, come le persone vere, quelle che non dormono la notte per studiare l’avversario. Interminabili attimi di mosse, di sguardi, di sensazioni, di lenti movimenti … Lì fuori c’era un cielo delle grandi occasioni, bastava alzare gli occhi per vedere Venere, la dea dell’amore luccicare con accanto una luna rossa, intensa che toglieva il respiro. Gli alberi gioiosi si muovevano a ritmo di “samba” a preannunciare, a modo loro, qualcosa di profondo. Il mio cuore anche,a modo suo, preannunciava una “primavera”dei sentimenti, un benessere fisico,uno stare al mondo diverso. Mi alzai per metter legna al fuoco, da sempre segno di vita,s egno di sentimenti forti,vivi. Mi accesi un sigaro,di quelli da accompagnare con qualcosa di forte. Feci ritorno al mio cuscino color porpora, la guardai negli occhi: non notavo molta differenza tra quel cielo stellato, illuminato dal rossore della luna e l’azzurro-verde di quello sguardo, puntato su di me, come quello di una madre su un figlio, di un nonno sul nipote. Era intrigante. Non volevo fare l’amore, ero troppo estasiato. A modo mio quello era più che un atto sessuale, era più di un unione di carne. Come quando si passa da un chiarore assoluto ad un buio estremo feci fatica ad abituarmi alla luce fioca della stanza, all’odore dell’incenso dopo aver sentito profumo di rose, di tulipani, di rugiada. Trattenni a stento una lacrima che si faceva spazio per bagnare le mie guance. Feci finta di tossire. Riprendemmo a giocare come degli sconosciuti ad un bingo, chiusi nelle loro vuote cartelle di numeri. Commisi un paio di errori, spostai due pedine come non avrei dovuto. Fui sorpreso, non mi punì … forse voleva competere alla pari: in fondo sapeva che in quel momento ero sotto l’effetto di una droga a doppia fase,leggera e pesante,di origine controllata. In carne ed ossa. Mi guardò per ammonirmi. Si slegò i capelli, mossa inattesa. Si dilettava a farsi riccioli e io a guardarla in quella sua arte, come quando da bambino scopri, una mattina, che dal cielo scende la neve. Mi avevano sempre raccontato che le donne quando sono attratte da qualcuno o da qualcosa comunicano questa attrazione sfiorandosi, con gesti lenti, le ciocche dei capelli. Ne ero affascinato. I movimenti delle sue mani mi sembravano onde che si adagiano sul bagnasciuga, che penetrano nel cuore della sabbia per far ritorno nella distesa d’acqua con meno forza di prima. Un sentimento misto di angoscia, ansia, paura e amore mi riempì l’anima fino ad esplodere in quella lacrima che dopo continue pulsazioni aveva trovato la giusta via, come un naufrago privo di bussola, un viandante in un labirinto.
Le ore diventarono barche di lacrime e i minuti gondolieri di emozioni. La vita scorreva tra sguardi e pedine mosse, giochi di mani e fuoco lento. Lì fuori pioveva e ogni tanto scendeva qualche fiocco di neve, a congelare attimi d passione e ricordi. Una musica intensa alleggeriva l’ansia di uno sbaglio o una mossa falsa. Giocavo con i pensieri più che con le pedine. Un istante, il tempo di una cicca spenta sul bordo di un posacenere cubano e il vento aprì la finestra rovesciando tutte le pedine. Ancora una volta la partita fu sospesa, ma questa volta per non ricominciare più. Uno strano modo il nostro, cercare la soluzione ad un problema nel tempo di un gioco, nel tepore di una casa di campagna. Avevamo giocato con noi stessi per la vita. Avevamo vinto, come gondolieri in un giorno di piena. La tramontana aveva allontanato lo scirocco di sentimenti.




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Racconto scritto il 12/02/2013 - 20:18
Da GIUSEPPE ZANZARELLI
Letta n.513 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Acc.Velardiniellano h.c. Giuseppe Zanzarelli

Oria è lieta di ascrivere quale Acc.Velardiniellano h.c. il narratore Giuseppe Zanzarelli,proprio x la sua affinità elettiva col vate del'500 campano per la loro comune identità scugnizzesca verace e virile di una forma contenutistica semplice ma nel contempo profonda

Giorn.Aldo Prof.Zolfino

xmanenza su facebook

semx e solo h.10-18 ai 081628582 e 3333443294


aldozolfino@libero.it GiornAld 05/02/2016 - 18:34

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Una partita sensuale come un tango ballato a luci soffuse. Bello

Daniela Cavazzi 13/02/2013 - 21:12

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Grazie mille per aver apprezzato, Carla!!

GIUSEPPE ZANZARELLI 13/02/2013 - 09:54

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Bellissima ed intensa d'emozioni.Bravo

Carla Davì 13/02/2013 - 01:16

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