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Ordinaria Ipocrisia

"Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti." Luigi Pirandello



Saliva lentamente le scale Marcella, forse, per rinviare il più possibile quel confronto. Era da quella mattina, quando le era stata consegnata quella busta gialla, che attendeva quel momento ed ora più si avvicinava, più cercava di prendere tempo, per paura di affrontarlo. Si fermò davanti alla porta, infilò la chiave nella serratura ed entrò lentamente. Il cuore le batteva all'impazzata; da allora la loro vita non sarebbe stata più la stessa. Teneva in mano la busta con le foto che le aveva portato la sua amica Teresa. Scorse la figura di Gianni nell'ombra; era nel salone, seduto in poltrona con un bicchiere ed una bottiglia di whisky in mano. In quel momento squillò il cellulare e Gianni rispose: "Laura, si sono a casa" ci fu una pausa, "ormai è inevitabile, è già sul quotidiano locale." Ancora una pausa: "no, non ci sono né Marcella né Michele." Seguì un'altra pausa: "non so. Ormai la bomba è scoppiata. Non preoccuparti, non vi coinvolgerò. Forse dovrei dimettermi. Va bene. Ciao, ci sentiamo dopo". Si risedette, aveva l'aria distrutta. Si prese il viso tra le mani che poi si passò tra i capelli. Lo guardava Marcella in silenzio, da distante, e vedeva un uomo quasi fragile in quel momento: piccolo e fragile. Provava quasi un intimo sentimento di pietà, avrebbe anche potuto perdonarlo, pensò. Ma ricacciò subito quel pensiero lontano.
Gianni era diventato sindaco un anno prima, battendo il sindaco uscente, Andrea Giglio, di una coalizione avversaria. Era stata una vera battaglia. Aveva giocato sporco, però, Gianni. Con l'aiuto di Laura e suo fratello, allora braccio destro di Giglio, era riuscito a costruire una storia, con tanto di prove fasulle, di imbrogli e corruzione a carico dell'avversario. Gianni riuscì così ad impersonare il ruolo della persona onesta che aveva denunciato le irregolarità. Grazie a ciò, l'esito elettorale fu un plebiscito. In paese era diventato un eroe ed il suo unico figlio, che frequentava il quarto anno delle scuole superiori, si fregiava del titolo di figlio di eroe. Ma Giglio che innocente lo era, portò avanti la sua difesa, collaborando pienamente con i magistrati ed in segreto. Cosicché il castello di sabbia crollò. Quel primo pomeriggio gli era stato recapitato dal maresciallo dei carabinieri l'ordine di presentarsi il giorno dopo davanti al giudice, non gli era stato detto null'altro ma immaginava. Erano giorni che si era accorto di strani movimenti al comune. La cosa che lo preoccupava di più era quella di essere lasciato solo dai suoi complici ad accollarsi ogni responsabilità. Aveva interpretato bene, fino ad allora, il personaggio del sindaco buono, sensibile alle problematiche sociali dei suoi concittadini ed onesto. Ne sarebbe uscito distrutto nella sua immagine.
Marcella entrò nella stanza, Gianni alzò la testa e si guardarono negli occhi. Marcella teneva in mano la busta gialla ed esclamò, sollevandola: "Come hai potuto ingannarmi, per tutto questo tempo! Io credevo in te! Dimmi, perché?"
"Mi dispiace, mi sono lasciato prendere la mano. Sono stato solo usato."
"Usato? Chi vorresti ingannare?" replicò Marcella con gli occhi umidi e lo sguardo smarrito.
Udirono la porta di casa aprirsi. Era Michele, il loro unico figlio, che rincasava dopo la giornata a scuola. Aveva il tablet in mano. Entrò nel salone, aveva l'aria di essere sconvolto. Si diresse verso il padre, gli porse il tablet ed esclamò: "Dimmi che non è vero o non uscirò più di casa".
Restò in silenzio Gianni, guardando il tablet, poi lo ridiede al figlio e disse: "È un'esagerazione, si sistemerà tutto".
Marcella guardò sul tablet e lesse: 'Scoperte irregolarità durante l'elezione del sindaco a danno di Andrea Giglio, dell'opposizione. Sembra che sia stato l'attuale sindaco ad ordire la truffa.'
Michele si riprese il tablet ed uscì di corsa. Marcella guardò il marito disgustata, non riusciva a credere a quello che aveva letto. Rimase in silenzio senza riuscire a proferire parola. Gianni la guardò e disse: " Credevo che fossimo una famiglia e in famiglia ci si appoggia sempre. Perché mi guardi con tanto disgusto? Mi hai già condannato? Proprio tu? Non dovresti aspettare una mia spiegazione prima di giudicare?"
Marcella lo guardò scuotendo la testa. Poi disse: "Come si può portare una maschera con tanta disinvoltura e per tanto tempo?"
Piangeva, avrebbe voluto urlare, ma l'urlo restava soffocato in gola. "Il sindaco onesto, il padre amorevole, il marito fedele non sono mai esistiti. Hai mai pensato a Michele? Tu avresti dovuto essere il suo esempio e invece? Cosa apprenderà da te? Che la vita è tutta un imbroglio? "
Gli porse la busta gialla, Gianni l'aprì. C'erano delle foto che lo ritraevano mentre si baciava in macchina con Laura e altre scattate in una stanza d'albergo a letto con lei.
"Chi te le ha date? Sono dei fotomontaggi!" disse, senza avere il coraggio di guardarla negli occhi.
"Non offendermi. Come avresti potuto comportarti in modo onesto con i tuoi elettori, con tutta quella gente che ha avuto fiducia in te, se non sei riuscito ad essere onesto con noi che siamo la tua famiglia. E Dio solo sa da quanti anni va avanti questa storia. Proprio in casa nostra dovevi andare a cercarla. Proprio con la mia migliore amica, che frequentava casa nostra tutti i giorni, dovevi tradirmi. Ipocrita. Avevi anche il coraggio di fare il geloso con me! Ipocrita, sei solo un ipocrita." Restò in silenzio per qualche istante, quasi come se aspettasse che lui le dicesse qualcosa che potesse cambiare i fatti. Ma furono solo alcuni secondi, interminabili, di silenzio doloroso e opprimente. All'improvviso si riebbe e disse: "Esco ora, al mio ritorno tu non sarai più qui. Affoga da solo nella tua melma. Oramai hai imparato l'arte, vedrai, anche se questa tua maschera è crollata, te ne ricostruirai una più solida e duratura. Comunque sia, io non ci sarò nella tua rappresentazione."
Si girò e lentamente andò verso l'ingresso con una calma apparente e gelida, quindi uscì, senza voltarsi indietro.




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Racconto scritto il 13/02/2017 - 17:59
Da Giulia Bellucci
Letta n.922 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Grazie mia cara amica e complimenti a TE
di vero cuore
ma te l'ho scritto anche subito dopo la pubblicazione "sei bravissima"
E mi scuso con tutti gli altri se non mi congratulerò...ma ho poco tempo...ogni tanto mi affaccio, ma con tanta fatica....
UN CARO ABBRACCIO A TE ed a tutti i POETI/SCRITTORI di questo sito

laisa azzurra 08/03/2017 - 15:15

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Grazie mia cara amica e complimenti a TE
di vero cuore
ma te l'ho scritto anche subito dopo la pubblicazione "sei bravissima"
E mi scuso con tutti gli altri se non mi congratulerò...ma ho poco tempo...ogni tanto mi affaccio, ma con tanta fatica....
UN CARO ABBRACCIO A TE ed a tutti i POETI/SCRITTORI di questo sito

laisa azzurra 08/03/2017 - 15:14

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Congratulazioni per la vittoria meritatissima sia per il tema trattato che per la bravura nello scrivere corretto e piacevole da leggere...ciao Giulia e auguri per la festa della donna

Anna Rossi 08/03/2017 - 12:28

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Cercherò di entrare nel sito in qualità di lettore ma non posso mantenere al 100 % la costanza poichè il lavoro mi assorbirà gran parte della città. A settembre quando sono stato licenziato, è successo che nei mesi dopo avendo avuto moltissimo tempo libero ho scritto tanti racconti e leggendone altrettanti ma tra due settimane ahimè non sarà più cosi. La vita è questa, fatta di responsabilità, di scelte...per cui per ovvi motivi dovrò accantonare tante cose.

Giuseppe Scilipoti 21/02/2017 - 23:26

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Colgo l'occasione per ringraziarti di aver letto il mio nuovo racconto "Il Falco". In questa settimana vedrò di postarne altri due ma... non è detto poichè il primo è sotto stesura, mentre il secondo è completo ma essendo un pochino piccantentello non so se Oggi scrivo me lo convaliderà. Dopodichè mi fermo. Tra due settimane inizia il mio nuovo lavoro, abiterò in una altra città, non avrò il mio PC e dallo smarthpone sinceramente scrivere racconti non mi è pratico...

Giuseppe Scilipoti 21/02/2017 - 23:23

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La parte più drammatica del racconto è ciò che riguarda la sfera familiare del protagonista. Una maschera che dopo una serie di circostanze viene tolta e ciò comporta che Gianni perderà tutto. Pazzesco nel constatare che sempre Gianni nel finale cerca di arrampicarsi sugli specchi con Marcella e con Michele. Mamma mia...fino a che punto può spingersi una persona. Come è giusto che sia Gianni pagherà il salatissimo conto. Ben gli sta. Ottimo lavoro cara Giulia

Giuseppe Scilipoti 21/02/2017 - 12:01

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Trovo finalmente il tempo per leggerti in quanto gli ultimi tuoi componimenti me li sono persi. Comincio da questo ottimo racconto, ottimo in tutti sensi ovvero dal titolo, dalla citazione del grande Pirandello e al racconto in se. È il primo componimento che leggo in questo sito che sfrutta la difficile tematica della corruzione, che come ben sappiamo è indirizzata principalmente ai vertici. La corruzione dilaga e a farlo sono proprio coloro che dovrebbero dare l'esempio

Giuseppe Scilipoti 21/02/2017 - 11:57

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Molto bella questa narrazione curata nei particolari che sa tenere sul filo il lettore fino alla fine. Brava!!!

Francesco Scolaro 14/02/2017 - 14:47

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Le tue qualità di narratrice sono indiscutibili poi se si aggiunge un modo di scrivere impeccabile, diciamo che sei un'eccellenza...bravissima per la trama di grande contenuto e la forma.Ciao Giulia... è sempre un grande piacere leggerti.

Anna Rossi 14/02/2017 - 04:03

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Quando le maschere cadono e si vede il vero volto, allora ti rendi conto della follia dell'essere umano, che pur di apparire ed essere all'apice di una fasulla realtà, consuma la vera essenza...e di questo oggi è pieno il mondo.
Un racconto reale e molto significativo.
Una vera riflessione per tutti. Complimenti

margherita pisano 13/02/2017 - 21:41

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Ho riletto con attenzione il racconto e premesso che è scritto molto bene, ti ringrazio per aver affrontato un tema cosi importante dal punto di vista sociale. LA TUA CONSAPEVOLEZZA SU UN PROBLEMA NON SOLO POLITICO attuale è molto rara soprattutto se ha saputo coniugare ad un dramma cosi diffuso in Italia il ruolo della moglie , della madre e della donna senza protagonismi e facili priorità.
Complimenti purtroppo la questione morale non è cosi diffusa e averci richiamati su un problema cosi grande è segno di grande civiltà.
Grazie.

ALFONSO BORDONARO 13/02/2017 - 20:43

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Bello ed ottimamente scritto
Inoltre, alquanto attuale, direi
L'inganno, la truffa, la mananza di meritocrazia sono pane quotidiano. Nel finale mi aspettavo un gesto più eclatante
Ma bravissima

laisa azzurra 13/02/2017 - 20:18

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Esaustiva sequela Mirella. Un'espressività unica come denuncia a chi ci perseguita con uno sporco et inattivo governar uccidendo la nostra serenità.
Buona serata.
*****

Rocco Michele LETTINI 13/02/2017 - 20:05

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Hai descritto in maniera efficace la corruzione e la corsa al potere, ma anche la delusione di chi riponeva la propria fiducia in individui ipocriti e senza scrupoli. 5*

Teresa Peluso 13/02/2017 - 19:43

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