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Ricordi

Ogni volta che mi viene in mente quel momento, vivo di nuovo quel dolore che dopo tutti questi anni è ancora lì, nel suo posto, a farmi male ... Ricordo ancora quanto ero ferita da quello che avevo sentito. Quelle parole hanno saputo farmi sanguinare di nuovo la ferita che pensavo di aver già curato e chiuso. Impiego sempre tanto tempo per poter dimenticare qualcosa e, in un secondo, magari ridendo, c'è qualcuno che me la fa venire in mente. E iniziano di nuovo i rimpianti e i dolori.
Ero insieme a degli amici, ci stavamo divertendo e quasi quasi ero anche riuscita a dimenticare i miei problemi, quando ad un tratto, ho sentito pronunciare una parola, poi una frase, poi addirittura tutto il discorso che, per tanto tempo, ho cercato di eliminare da tutta la mia vita.
Nessuno sapeva il peso e il significato di quelle parole e, mentre ci ridevano, li odiavo.
Me ne sono andata, non perché mi sono sentita male, ma volevo fuggire da quel ricordo che invece, non aveva nessuna intenzione di smettere di perseguitarmi. Provavo a dimenticare, non ce la facevo ma nonostante ciò, continuavo a camminare, senza fermarmi per chiarire a me stessa la mia vera meta.
E quella fu la prima volta in cui non sentivo niente ... Non provavo il solito dolore al cuore, non combattevo per fermare le lacrime, ma neanche soffrivo. Camminavo e basta. Senza sentire niente. Senza pensare.
Non mi ero accorta del luogo dal quale ero circondata. Ero assorta così tanto nei miei pensieri che neanche feci attenzione all'acqua che mi stava bagnando.
Ero ancora ferita da quelle parole.
Cercavo di uccidere quelle lettere,per poter eliminare quelle frasi e far sparire della mia mente quel discorso, ma ogni volta che mi riprendevo, capivo quanto era inutile continuare a farlo. Neanche sapevo che ero già a casa, nella terrazza, con gli occhi che fissavano le stelle. Le stavo contemplando, le stavo osservando in silenzio e con tanto interesse e, in silenzio, lasciavo che le lacrime scorressero e si confondessero con l'acqua della tempesta che mi stava bagnando. Le guardavo, come se apettassi una loro risposta, una loro spiegazione al problema che stavo vivendo ... Guardavo la loro forma, la loro luce che riusciva debolmente ad illuminare lo spazio che occupavano e, mi immaginavo lì al loro posto, da sola, illuminata dalla mia presenza e lontana da tutti gli altri. Esattamente immersa nella mia tristezza come ora.
Ad un certo punto, ho iniziato a sentire freddo.
Le ore scorrevano ed era già notte fonda quando mi sono accorta che dovevo assolutamente entrare a casa, per evitare di ammalarmi.
Per l'ennesima volta, mi sono cancellata la faccia, ancora bagnata di lacrime e ancora una volta ho fatto finta di niente e sono entrata ridendo e scherzando, pronta a subire altre tristezze e momenti dolorosi.



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Racconto scritto il 17/05/2017 - 21:44
Da Rajaa Sarboub
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