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Bellezza

Departure


Siamo entrati nel cimitero di Montichiari per assistere alla tumulazione di Santina, conosciuta anni fa in casa di amici. È morta a Milano, dove abitava, ma è qui che è nata. Mentre il prete officiante dice le ultime parole di commiato e la bara sta per entrare nel loculo, sento una musica che commuove. Un violoncellista assai bravo, d'origine polacca, sta suonando Departure, dal film omonimo. Emozionante, diverso, bel modo di dire addio. La bellezza della musica nella tragedia della morte.


Bellezza e saggezza


Un vecchio saggio gli aveva confidato una sua massima, in punto di morte, ed ora spettava a lui verificarla. A grandi linee la massima recitava: “ Le cose dell'universo, dalle più semplici a quelle più complesse, contengono la bellezza dell'aggregazione. Un atomo che non si associa non è niente, in sé. Nella bellezza c'è la gioia, e la gioia è l'ambasciatrice della felicità”. Il giorno che vide una viola del pensiero sbocciare tra le crepe di un muro, capì.


Amore fraterno


E' una storia commovente, questa, quindi molto bella. Conner e Cayden sono due ragazzi americani, fratelli nel duplice senso della parola: umano e biologico. Cayden ha una grave malattia e non può camminare. Conner decide di portarlo con sé nelle sue gare di Triathlon. Nel percorso di nuoto lo trascina, legandosi alla vita un gommone sul quale c'è Cayden. Guardo la smorfia del tuo viso, Conner, nello sforzo della bracciata, e non posso far altro che pensare: quanto sei bello, quanta bellezza c'è nel tuo amore fraterno.


Nuoto a farfalla


Carlo Cioni, pisano di Pontedera, ex dipendente della Piaggio, è un campione master di nuoto. La sua specialità è lo stile farfalla, che esegue con tecnica sopraffina. Nella sua categoria, Master over 60, vince parecchie gare, sia nei cinquanta che nei cento metri. Cioni è un bell'uomo, alto, corporatura robusta, capello ancora nero e liscio. Il suo tuffo alla partenza è particolare: infatti il campione ha solo una gamba. Guardarlo è una bellezza. Perché? Perché è un uomo vero, direbbe Dostoevskij.


Gli occhi della mamma di Filippo


Filippo è un ragazzo di tredici anni, che si allena in piscina con me. Lui però fa gare riservate ai diversamente abili. Si muove su una carrozzella e, bello com'è, con quegli occhi neri ed i capelli ricci, sembra un cibernauta. La mamma ha degli occhi profondi, neri e belli come quelli del figlio ma con un lampo di dolore, dentro. Guarda me, guarda suo figlio che mi parla, e sorride, amaramente. Ho saputo che domenica Filippo ha vinto una gara, a Milano. Chissà la mamma, quando lo avrà visto sul podio. I suoi occhi saranno diventati ancor più belli, forse più di quelli di Filippo, se mai sia possibile.


Ci vogliono occhi


La bellezza sta dappertutto. Ci vogliono occhi allenati per saperla vedere. Una donna è sempre bella, c'è in lei qualcosa di magico che la rende degna di incanto, in qualunque caso. Forse perché è portatrice della vita. Chi non sente questo incantesimo è un uomo che vive in un mondo parallelo, oppure è morto. La bellezza è quella che Renoir sapeva vedere nella natura, in un piccolo campo dietro casa, nel ruscello serpeggiante, in una ferrovia dismessa. Ci vogliono occhi per vedere la bellezza delle cose: tutto qui.


Vedo solo bellezza


Mi alzo. Ho fatto pure un sogno, non posso dire fosse granché e fuori c'è nebbia, ma il caffè è buono, anzi speciale. Apro gli occhi al mondo; esco col cane e cosa vedo? Bellezza...sono circondato, tutto è bello, mi sento bello anch'io, il che è tutto dire. È una lotta impari: sono solo e immerso nella bellezza delle cose; se viene un raggio di sole mi metterò a piangere di commozione.
Sono stato al funerale del mio amico Vittorino, ieri. La figlia era una maschera di dolore, ma io l'ho vista bella. Tutto era bello, anche la sofferenza genuina, come se non potesse esserci altro, al mondo.



Bellezza e sofferenza


Il gigantesco ippocastano era caduto, e giaceva con il tronco appoggiato all'aiuola di rose. Le grosse radici avevano sollevato l'asfalto, ed il vento aveva avuto buon gioco investendo quella grande fronda. Ora il possente albero era lì, maestoso, quasi regale. Avvertii un legame fra quelle radici che avevano vissuto per cento anni e più sotto terra, lottando per trovare uno spazio, soffrendo, e la bellezza dell'ippocastano. Bellezza e sofferenza, l'una generata dall'altra; quello avvertivo.




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Racconto scritto il 15/06/2017 - 19:55
Da Spartaco Messina
Letta n.232 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


La bellezza si può ritrovare in tante cose e tutto dipende dagli occhi che guardano le cose. Alle volte basta frapporre il giusto filtro fra i nostri occhi e il mondo esterno per riuscire a catturarne la sua bellezza in ogni sua manifestazione. Mi sono piaciuti molto, tutti!

Giulia Bellucci 17/06/2017 - 16:34

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Che bei commenti... grazie, in effetti sono racconti in cinque righe ai quali tengo, anche perché li ho inventati io. Ora c'è qualcun altro che mi segue, ben accetto. Ciaociao a tutti.

Spartaco Messina 17/06/2017 - 13:10

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Sono belli i tuoi racconti perché esprimono il tuo amore per la vita e la tua profonda umanità. Hai un modo speciale di osservare e descrivere la realtà che è tipica, a mio avviso, delle persone buone. Complimenti e serena notte.Aurelia

Aurelia Strada 16/06/2017 - 23:49

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SPARTACO...per valorizzare la tua convinzione che la bellezza e la sofferenza si coniugano fra loro, basta ammirare la Pietà di Michelangelo li il dolore e la bellezza si fondono!Carina l'idea di fare piccoli aneddoti con lo stesso tema. Sei innovativo o gia scrivevi cosi?

mirella narducci 16/06/2017 - 16:24

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Che bella la bellezza dell'aggregazione! In fondo è una chiave che spiega molte cose. Questa scrittura mi è familiare...

Vincent Corbo 16/06/2017 - 11:54

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Mi hai fatto venire in mente queste considerazioni dal film: "La meglio gioventù":

"Sto qui a guardare il sole di mezzanotte che scende fino all'orizzonte, ma poi si ferma e non entra nel mare. Penso a mio padre, penso alla mamma, e penso a te che mi hai sempre detto che tutto è bello: mi sa che avevi ragione, tutto è veramente bello…!"

Sono d'accordo con te, tutto è bello, basta saper guardare nel modo giusto!
Molto bravo come sempre.


Mimmi Due 16/06/2017 - 08:24

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Ciao Spartaco ho letto tutti i tuoi microracconti e li ho trovati tutti molto interessanti,sono bellissimi. Solo l'ultimo mi mette angoscia, è una cosa personale. Non offenderti, dipende dalla mia visione del mondo. La bellezza e la sofferenza... Per me la bellezza non viene dalla sofferenza, dalla sofferenza viene altra sofferenza, per me la bellezza ha come nucleo l'amore per la vita. Forse quella pianta aveva amato tanto la terra tanto da morirne, ma senza sofferenza, ora era lì con le sue splendide radici esposte all'aria.
Senza offesa. Complimenti sei bravissimo
Nicol.
PS ASPETTO ALTRI RACCONTI, IO NE SCRIVERò DI NUOVI NEI PROSSIMI GIORNI
Come dici tu Ciaociao
***** non ne ho di più

Nicol Marcier 15/06/2017 - 20:26

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Questo racconto declina la bellezza in svariate forme si presenti. Un risultato apprezzabile e convincente. Giulio Soro

Giulio Soro 15/06/2017 - 20:20

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hai scritto dei testi stupendi, tutti molto interessanti, mi ha colpito il nome Montichiari, visto che ne esiste uno in provincia di brescia dove abito io.
Complimenti per quanto hai scritto. Molto intenso.

ALFONSO BORDONARO 15/06/2017 - 20:17

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