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Lächeln ~ Sorriso

Lo vedo avvicinarsi, con quell’aria da eterno bambino alla ricerca di coccole. Lo osservo, e dentro di me sorrido nel notare quell’andatura incerta, in completo contrasto con la direzione che segue senza alcuna esitazione. Lo sguardo corre lungo la sua figura alta e muscolosa, si sofferma sulle labbra morbide, su quegli occhi che sono bollente ghiaccio, di un azzurro quasi grigio. La mia mente si prepara ad essere avvolta dal profumo caldo delle sue membra, ma quando le sue mani sfiorano la mia vita, il cuore sussulta. Il suo tocco bollente mi annulla, ed io rimango lì, impietrito, fino a quando non si allontana. Non ricambio, perché quando mi rendo conto di ciò che sta accadendo tutto è finito, e quello che rimane è solo una sensazione formicolante di calore, un nodo allo stomaco. Ma nei suoi occhi, sulle sue labbra leggermente incurvate riesco a ritrovare un’ombra di quell’abbraccio: un’impronta indelebile, un codice che solo io riesco a decifrare, capace di farmi rivivere le sensazioni di quel contatto troppo breve, e di prolungarlo, permettendomi, almeno nei miei pensieri, di stringerlo finalmente a me.


Mi colgono impreparato, i gesti d’affetto.
Indifeso.
È così che mi sento quando, da dietro, decide di piegarsi su di me e, di fronte a tutti, mi sfiora il collo con la lingua, piano.
Inerme.
Perché non voglio respingerlo, ma non intendo nemmeno essere colto in momenti di tenerezza con un altro ragazzo.
Spaventato.
Perché il desiderio di piegare il capo all’indietro per permettere alle nostre labbra di incontrarsi, finalmente, è così forte da farmi tremare.


Un soffio caldo s’infrange sulla mia pelle attraversata da brividi freddi, il suo naso sfiora la linea della mia mandibola. E il mio respiro si fa più profondo, la corsa del mio cuore più frenetica. Non temere i tuoi istinti. Un sussurro lieve, che penetra le mie difese. Un sussurro che diventa un consiglio, un ordine, un grido. Un sussurro che comincia a scavare, ed arriva fin troppo in profondità. Esito, cercando i suoi occhi.
E capisco.
Capisco che l’unica cosa che posso fare, adesso, è abbandonarmi contro di lui e premere le mie labbra sulle sue, senza rimorsi. Capisco che non devo pensare alla gente che ci vedrà, a ciò che dirà. E solo quando ormai il nostro respiro è uno solo, mi rendo conto che non c’è niente di sbagliato, niente di malato, niente di sporco o disgustoso in quello che stiamo facendo. Mi lascio invadere dal suo sapore, mi lascio stringere ed accarezzare, senza irrigidirmi sotto il suo tocco.
Sorride, per questa mia nuova consapevolezza.
E, seguendo le sue labbra, anche io torno a sorridere.




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Racconto scritto il 24/04/2013 - 14:29
Da Sole Biancalani
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