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Disavventure semiserie di un poverocristo

Quanto sei brutta Roma… quanno che ce dovemo da veni’ pe’ lavoro. E in particolare quando questi geni dei nostri dirigenti individuano gli ultimi, roventi, giorni di luglio per uno dei soliti incontri/corsi di aggiornamento che non servono a niente, ma dai quali non ci possiamo esimere.


E allora, armati di buona volontà e incuranti dell’afa opprimente – avendo la certezza che ormai in ogni ambiente l’aria è “condizionata” – ci troviamo alla stazione centrale alle ore 6,20 a.m.


Prima sorpresa (negativa): il treno partirà con notevole ritardo in quanto, in un non meglio precisato punto della linea Pisa – Firenze, qualcuno ha avuto l’idea di gettarsi sotto un treno, e dunque devono essere espletati gli adempimenti che il caso richiede.


I presagi non sono favorevoli; comunque riusciamo ad arrivare a Firenze in tempo per il Frecciarossa che, rispettando l’orario previsto, ci scarica a Roma Termini alle 9,39: esattamente un’ora e mezzo dopo la partenza.


Audentes fortuna iuvat: troviamo subito un taxi libero che in venti minuti di evoluzioni spericolate nel traffico della capitale – incidentalmente noto che pure un’auto della polizia, senza girofaro né sirena inseriti, passa tranquillamente col semaforo rosso… - ci conduce sani e salvi a destinazione.


Inizia la parte più interessante della giornata: saluti sperticatamente falsi con i colleghi; inchini e forti strette di mano con i dirigenti; assegnazione di un badge temporaneo per muoversi agevolmente all’interno della sede, e alle 10,30 siamo tutti seduti in aula per ascoltare le solite minchiate, trite e ritrite, che ascoltiamo da 30 anni.


Dici Roma, e pensi alla maestà del Colosseo… e te trovi davanti la faccia grifagna del direttore generale. Pensi alla santità der Cuppolone, e te senti ronza’ nell’orecchi la voce melliflua del direttore commerciale…


Ore 13, non ne possiamo già più… fortuna che c’è la pausa pranzo. Ce mannano a un localetto convenzionato, lì vicino… Convenzionato, ma non condizionato. E i 36° esterni si sentono tutti anche dentro, magari amplificati dalla bolgia di clienti, sottoposti a doppi turni forzati, e camerieri scortesi e attenti solo a liberare i tavoli per altre persone non appena avessimo finito di mangiare.


Di nuovo in aula alle 14,30. E stavolta, sorpresa davvero inaspettata, c’è la dolce Simona, responsabile di un importante settore aziendale, ad intrattenerci. I maschietti presenti vanno in estasi, l’attenzione, per incanto, torna a livelli eccelsi. Io invece sto fantasticando: so’ Rugantino, er bullo de Trestevere, e Simona è Rosetta, la moglie de Gnecco er Matriciano. Je sto a fa’ la corte, e so’ preso dar ponentino, dai grilli che stanno a fa’ cricri, da Roma che nun deve fa la stupida, armeno stasera…


E arrivano le 17. Rosetta se ne va (da Gnecco? Spero de no!), e pure noi ce ne andiamo, dopo riconsegna del badge, e saluti, abbracci, buoni propositi, speranza (falsissima) di ritrovarci quanto prima.


Il caldo, all’esterno, è debordante, ma dando retta ad un collega di Bergamo, ci incamminiamo, a piedi ovviamente, verso Termini. Per carità, è sempre bello fare due passi per la città Eterna… Via Veneto, Piazza Barberini, Largo Santa Susanna, Santa Maria degli Angeli… e in un bagno di sudore arriviamo a Piazza dei Cinquecento.


Con disappunto scopriamo che il Frecciarossa del ritorno è un Intercity “mascherato”: non ci sono i materiali, ci dice il capotreno, invitandoci a sederci in un qualunque posto della carrozza 8 e garantendo che, comunque, nulla sarebbe cambiato circa i tempi di percorrenza.


E così è stato, salvo che per un piccolo particolare: arriviamo a Firenze con 3, ripeto 3, minuti di ritardo… Ma tanto è bastato per riuscire a perdere la coincidenza per Pisa. Abbiamo dovuto aspettare una mezzora, e prendere un locale che ci ha portati a destinazione in poco meno di un’ora e mezzo!


È assurdo, vero? Abbiamo impiegato lo stesso tempo per arrivare da Roma a Firenze, e da Firenze a Pisa… ahahah… viva l’Italia!




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Racconto scritto il 27/07/2017 - 11:05
Da andrea guidi
Letta n.85 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Cari Nicol e Giacomo, so bene che come prosatore non son degno di sciogliere i vostri calzari Però, se riesco a strappare un sorriso o una grassa risata, ne sono alquanto felice.
Baci infiniti a Nicol e saluti affettuosi a Jack

andrea guidi 27/07/2017 - 15:54

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un po di ironia non guasta e tu l'hai messa al posto giusto

GIANCARLO "LUPO" POETA DELL 27/07/2017 - 15:51

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Vero, concordo con Nicol, ben scritto e con quel pizzico di sana ironia, ma anche molto senso pragmatico e realista, che ti contraddistingue. mai fatti questi convegni, o riunioni, ma mi ci sono sentito dentro fino al collo...bravo Andrea, scrivi un po' di più in prosa, che ti riesce bene. ciaociao.

Spartaco Messina 27/07/2017 - 15:21

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Andrea fai troppo ridere. Grazie!
Non riesco a fermarmi ho le lacrime per il divertimento. Hai scritto un bellissimo racconto con quell'ironia che mai ti abbandona.E' l' ingrediente necessario per viver bene. Tanti si riconosceranno nella tua simpatica diavventura e devo dirti che tutti i corsi di aggiornamento aziendali sono simili. Voi almeno avete avuto Simona

Sei fenomenale!!!
Ciao amico mio
Nicol
10000 stelle


Nicol Marcier 27/07/2017 - 12:54

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