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Ricordi di Taormina.

Ingresso di una villetta, curata e dignitosa. Un uomo è all'interno. Sono i suoi ultimi istanti. E’ lì, moribondo.
Mi presento un po' in ritardo… Il mio nome è Enrico, ero uno dei tre agenti di commercio che avevano il compito di andare a vendere per fare fatturato al loro titolare, quel signore che ora era in quella villetta circondato da amici e parenti. Prima di oltrepassare la porta d'ingresso, feci un bel respiro e mi ricordai rapidamente tutta la storia lavorativa passata. Mi ricordo che lo chiamavamo tra noi colleghi e simpaticamente il Capo di Ferro per il suo essere qualche volta un po’ rude con noi, sicuramente un po' introverso; gli altri miei colleghi agenti si chiamavano: Pasquale e Giovanni.
Ricordo benissimo che noi tre venditori eravamo bravissimi nel fare grossi fatturati, e ognuno di noi aveva una zona stabilita della Sicilia Orientale; a me lui aveva dato i clienti migliori e il primo mese fatturai più di sessanta milioni. Il mio compenso fu così alto che potei comprare una macchina nuova, un alfa trentatré 1.8 turbo diesel. Pasquale comprò un Opel, Giovanni restò con la sua macchina, ma i suoi fatturati erano altissimi pure. A me come zona era toccata pure Taormina nord. Preciso che il sogno di noi tutti giovani era negli anni ottanta e novanta andare a Taormina in discoteca, o a farci una passeggiata nel famoso Corso Umberto, tra porta Catania e porta Messina. In questa via passavo di fronte al San Domenico Palace albergo prestigiosissimo, dove ci sono stati reali, capi di stato e attori famosi, passavo anche per i negozi e le piccole strade laterali del corso le cui case emanavano un fascino particolare e un romanticismo senza tempo. Ero quindi felice di poter andare ogni mercoledì pomeriggio nella conosciutissima e unica Taormina. Ai miei colleghi Pasquale e Giovanni non era andata peggio e nella ditta si respirava un’atmosfera di gioia e voglia di fare. Purtroppo però, ricordo benissimo, che la grande distribuzione era sempre più presente nel commercio della nostra isola. Era il boom della grande distribuzione, delle catene dei supermercati. Lentamente ma inesorabilmente i nostri fatturati ebbero un calo clamoroso e solo nel giro di qualche anno. Il nostro Capo incominciò a dare segni d’insofferenza anche nei nostri confronti, dopo una vita spesa per portare la sua azienda ai massimi livelli, ecco la grossa distribuzione che prosciugava le risorse del piccolo dettagliante togliendogli clientela preziosa. Io continuai a fare clienti nuovi, ma era come combattere contro i mulini a vento. I piccoli negozi continuavano a chiudere, e quelli che rimanevano facevano ordini sempre minori. Dopo aver inutilmente lottato per rimanere a galla Pasquale ed io decidemmo di passare in un’altra ditta, ma era chiaro che non avremmo mai abbandonato il Capo, se la nuova situazione commerciale non ci fosse tornata contro impietosamente.
E così dopo aver ricordato quel datore di lavoro così straordinario, lo volevo salutare per l’ultima volta. Finalmente entrai, era ormai tranquillo nel suo letto, erano passati quaranta anni e lo trovai con tutti i capelli bianchi. Aveva il volto sereno, dopo le sue mille battaglie, dopo averci insegnato che la vita era una lotta e bisognava combattere. Grazie Capo, pensai, carezzandolo lievemente, sei stato un mio maestro di vita, non scorderò che mi hai fatto stare bene, che sei stato buono con noi, che solo in apparenza eri rude, ma avevi un cuore molto buono gli presi una mano e feci una preghiera per lui; in quelle parole che recitai solennemente, desiderai con tutto il mio cuore che il buon Signore lo prendesse con sé in paradiso.



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Racconto scritto il 21/11/2017 - 16:18
Da Paolo Ciraolo
Letta n.111 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


La vita è sempre più una lotta e dopo tante battaglie affidiamo al Signore le nostre anime, molto bello questo spaccato di vita con tutti i suoi risvolti attinenti anche il lavoro , mette in luce il grande valore dell'amicizia. molto bello

genoveffa frau 22/11/2017 - 12:48

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Ringrazio di tutto cuore Giancarlo, sempre puntuale, Alfonso che ha colto i cardini del mio racconto. A voi pace e ogni bene.

Paolo Ciraolo 22/11/2017 - 08:47

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scusa ma a volte digitare è un problema:

IMPORTANTI non importi. buona giornata


ALFONSO BORDONARO 22/11/2017 - 08:43

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Tre elementi molto importi:
1) la breve ma nostalgica per me descrizione di Taormina che ho visitato tanti anni fa;
2) il mercato del commercio e della grande distribuzione, ben descritto il fenomeno inarrestabile, dilagante e impietosamente drammatico;
3) l'amicizia, sentimento molto importante e sempre meno diffuso.
Un racconto molto bello e ricco di riflessioni.

ALFONSO BORDONARO 22/11/2017 - 08:43

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letta con molta frenesia per arrivare al dunque, molto scorrevole la lettura
bel racconto

GIANCARLO POETA DELL'AMORE 21/11/2017 - 21:25

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