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Una foto di mezza estate

Poggiata lì sulla scrivania una foto incorniciata, con una semplice cornice marrone scuro e un tempo, perché no, potrebbe aver avuto anche dei piccoli disegni che ormai, purtroppo, non ci sono più. In quella foto tu ed io, seduti sulla spiaggia che sorridiamo, dei sorrisi spensierati, da ragazzi che si atteggiano a fare gli adulti anche quando hanno ancora tanti sbagli da fare, ma così spensierati e con tutta una vita davanti. In quella foto sembra che io abbia una faccia un tantino arrabbiata, forse dovuta a una delle tue solite battute che arrivano sempre nel momento meno opportuno, anche perché, diciamocela tutta, non hai mai avuto un gran tempismo. Però quel sorriso mi ricorda che nonostante tutto eravamo felici, sempre insieme e così semplicemente... Beh, noi. Forse non sarà una gran cosa questo "noi", ma è tutto ciò che avevamo e che siamo sempre stati. Ma io sento di non essere più la ragazza spensierata in quella foto. Mi fa tanta rabbia pensare che quella foto non cambierà mai, e che fra vent' anni, quando magari le nostre strade si saranno divise e te non ricorderai neanche il mio nome e io il tuo, quella foto starà lì a ricordarci che un tempo eravamo solo noi, e quel noi era bellissimo. Perché col tempo le persone cambiano, è inevitabile. Sono successe così tante cose, e così rapidamente. Sono esplose tutte insieme, e così all'improvviso. Qui, sdraiata sul mio letto mentre ascolto della sana e buona musica deprimente, penso a te e guardo quella foto poggiata sulla scrivania. Penso a te e come io non mi sia accorta che quello che avevamo era più di una semplice amicizia, era una cosa bellissima, come una rosa in mezzo a dei rovi secchi e marci, una cosa così tanto dolce e fragile quanto grande e imponente, possente e devastante con tutta la sua intensità. Non mi sono presa cura di quel "noi" e adesso, quando te abbracci un'altra ragazza, io non riesco a non pensare che tutto quello che avevamo ora non c'è più. Perché adesso non riuscirei più a darti un pugno dopo una tua battutaccia capitata, come al solito, al momento meno opportuno, senza volerti dare un bacio per farmi perdonare. Non riesco a sentirti parlare della tua ragazza, senza arrabbiarmi e urlare: "adesso basta, non mi interessa!". Di noi solo il ricordo di un dolce e tenero bacio, di tante parole che lì per lì avevano un senso, ma che col tempo, ne hanno avuto sempre meno. Tante promesse non mantenute, tante carezze perdute e alla fine del nostro "noi", cosa rimane, se non quella foto che non cambierà mai? Poggiata lì sulla scrivania una foto incorniciata, l'unico ricordo di quello che poteva essere un grande amore.



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Racconto scritto il 28/07/2013 - 15:04
Da Ludovica Sposini
Letta n.501 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Un ottimo primo lavoro, ma a prima vista sembra scritto un po' di fretta: quando scrivi prenditi più tempo. L'avere troppa fretta è un errore comunissimo e che faccio molto spesso anche io
A parte questo, continua così.

Giorgio Abbattista 23/08/2013 - 16:10

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A parte l'uso improprio del "tu" e del "te" e qualche ossimoro di troppo, il testo scorre e si lascia leggere con interesse. Un pensiero che prende l'arco di un tempo molto lungo e lascia supporre un'occasione sprecata, o soltanto non riconosciuta. Chi lo sa, forse proprio il ritorno di un pensiero potrebbe...

Certi refusi si possono evitare semplicemente con una rilettura a voce alta.


sergio boldini 09/08/2013 - 16:27

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