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Chiara I

Era un'uggiosa giornata di fine Settembre con grossi nuvoloni neri all'orizzonte.


Ritornai a concentrarmi sul computer, di sicuro le pratiche non si sarebbero svolte da sole, però qualcosa mi distraeva, sentivo come una sensazione di fastidio che non voleva andare via, decisi di uscire prima, nessuno mi disse nulla anzi erano stupiti visto che di solito ero l'ultima che lasciavo l'ufficio.


Non è che amavo il mio lavoro ma preferivo metterlo davanti a molte altre cose, ero restia a uscire con le persone e non mi importava di avere contatti con il mondo, mi bastava avere quella scrivania e starci davanti tutto il giorno fino a notte inoltrata, però quel giorno non riuscivo a concentrarmi, quindi uscii e per qualche strano motivo decisi di non prendere i mezzi pubblici, iniziai a camminare osservando la pioggia che cadeva e la gente che correva per non bagnarsi, passai per un parco pubblico quando la vidi, era seduta su una panchina con lo sguardo perso nel vuoto, appena mi avvicinai i suoi occhi ebbero un guizzo di vita, mi scrutava con i suoi enormi occhi blu, il mio cuore ebbe una stretta appena incrociai il suo sguardo, non pensavo di aver mai provato una tale sensazione, incurante del bagnato mi sedetti vicino a lei, che non smetteva un attimo di osservare i miei movimenti, provai a parlargli ma non mi diede risposta, iniziai a pensare fosse sorda e che era li ad aspettare qualcuno, provai a chiedergli se aspettava qualcuno e con mio immenso stupore mi prese la mano e fece segno di no con la testa.
Non so cosa mi sia preso quel giorno ma io ricambiai la stretta e la feci alzare, chiamai un taxi e la portai nel mio piccolo bilocale, appena entrai corsi a prendere degli asciugamani per asciugarla e quando mi avvicinai lei scosse la testa, allora andai in bagno e aprii l'acqua calda della vasca, ritornai da lei e gli presi la mano, la portai in bagno e inizia a spogliarla, sembrava una bambina, ma non era impaurita anzi era curiosa di ciò che la circondava, gli legai i lunghi capelli neri e mi spogliai anch'io ed entrai in vasca e le feci cenno di entrare, lei entrò titubante ma poi si accoccolo vicino a me e iniziai a insaponargli la schiena, finito gli lavai anche i capelli, poi uscii e presi un enorme asciugamano caldo e la chiamai a me, lei usci e corse verso quel morbido abbraccio, la strinsi forte a me e vidi i suoi occhi che mi ringraziavano.




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Racconto scritto il 14/08/2013 - 15:43
Da Valentina Fabbiani
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