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Cinque minuti di celebrità

Credo fosse il 1990, o il 1989; ma non ha importanza.


Il complesso nel quale suonavo era tornato a nuovo splendore dopo qualche periodo di crisi; c’erano stati un paio di avvicendamenti di persone e avevamo trovato due ragazze che cantavano bene. E dunque avevamo ripreso a fare serate in provincia, acquisendo una buona visibilità, con qualche puntata anche fuori provincia. Insomma, ci divertivamo.


Due volte la settimana facevamo le prove in una stanza che avevamo insonorizzato alla bell’e meglio con i contenitori delle uova (sic!), ma il casino era comunque udibile da fuori, e andavamo avanti fino a mezzanotte inoltrata. Le povere suore con le quali confinavamo, però, non ebbero mai a lamentarsi (e ci credo: erano suore, e dunque sopportavano con cristiana rassegnazione financo i rumori più molesti).


Quella sera Enrico arrivò con una grande notizia:
- ragazzi, si va in televisione ! -
- seee, dai, posa il fiasco, bria’o! -
- no, no, è vero: ho conosciuto il direttore di una tv privata. Faremo una serata intera; solo noi! -
- cavolo: un bel colpo, allora. Diamoci da fare -

Ci mettemmo subito all’opera per preparare al meglio l’esibizione; un serata tutta nostra in TV… il dorato mondo dello spettacolo… avevamo ingranato e nessuno ci avrebbe fermato più.


Le televisioni private, in quegli anni, nascevano come funghi, e spesso morivano dopo poco. Questa si chiamava Reteamica, e aveva sede in un fabbricato tipo capannone in quella che a breve sarebbe diventata la “zona artigianale” di Pisa.


Nei giorni seguenti la serata divenne una mezzora, e i 10 pezzi si ridussero a 1. In più dovevamo registrare la base, mentre Letizia, la nostra cantante, avrebbe cantato in diretta sulla base! Iniziavo a capire perché televisione fa rima con finzione.


Ormai eravamo in ballo e col nostro misero mixer ad appena 8 tracce riuscimmo a mettere su una base musicale accettabile, e la sera del grande evento caricammo in macchina gli strumenti (dovevamo far finta di suonare!) e arrivammo negli studios… insomma, in un’unica stanza, scarna e spoglia, e nemmeno illuminata bene. L’amico di Enrico ci istruì:
- allora, vi presento, fate il pezzo, poi vi faccio qualche domanda -


E andò proprio così: tempo un quarto d’ora ed eravamo già lì che smontavamo il tutto maledicendo Reteamica (che nel giro di pochi mesi scomparve); mai più siamo tornati in televisione.


Il giorno dopo, a parte parenti e amici che sapevano, solo una signora mi disse:
- ti ho visto in TV ieri sera! -
E questo, oltre ad essere la dimostrazione di quanto poco fosse seguita quella TV, fu il mio unico attimo di celebrità…


Quindi si può ben capire quale sia stata la mia sorpresa allorché la stessa signora, incontrata per caso dopo oltre 20 anni, nel bel mezzo della conversazione mi ha chiesto:
- suoni ancora? Sai, ricordo benissimo di averti visto in TV, anni fa, con il complesso -




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Racconto scritto il 14/06/2018 - 12:11
Da andrea guidi
Letta n.73 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Ogni tanto un tuffo nei ricordi non può che far bene; grazie e buona prosecuzione di serata!

andrea guidi 18/06/2018 - 18:02

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Bello, mi piace, dall'entusiasmo alla delusione fino ad arrivare ad un discreto pacifico equilibrio... con sorpresa...
un po' come la vita??!!!
Ciao

Grazia Giuliani 14/06/2018 - 17:57

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