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Le ragioni del cuore (Parte 1)

Ciao a tutti mi chiamo Sofia e ho 20 anni. Ad oggi sono mamma di Simone che di anni ne ha quasi 2. E’ un bambino fantastico che mi riempie la vita. Il periodo è nero per tutti perciò ho deciso, per rendere più agevole la vita a Simone, di trovarmi un lavoro. Non è stato particolarmente difficile, ho subito trovato lavoro come collaboratrice domestica presso una famiglia. La famiglia in questione sono i Cannavaro, persone dolcissime presso cui lavoro da circa un anno. Ormai mi considerano una persona di famiglia e stravedono per il mio Simone che a sua volta adora Adrian, Manuel e Sofia. Simone non ha un papà, o meglio ce l’ha ma io non gli ho mai confessato della mia gravidanza. Se me ne pento? Ad oggi no, Simone è un bambino molto sereno, io mi faccio in quattro per far quadrare il bilancio e per far star sereno lui. Ce la caveremo.Almeno credo...


Come tutte le mattine sveglia alle 7,30.
-Simo lo prendi solo solo il latte? *gli chiedo sorridendo*, lui ricambia il sorriso e annuisce.
Mentre sposto la TV su Rai Yoyo per velocizzare il pasto di Simone mi squilla il telefonino
-Sofia, scusa sono Cristina
-Ciao Cristina dimmi *rispondo incuriosita*
-Sta sera c’è una cena da noi e io a cucinare non sono un granché! Invece tu, tu sei molto brava. Mi daresti una mano a preparare? *chiede quasi imbarazzata*
-Ma certo, nessun problema. E’ solo che devo portare Simone con me, spero non combini troppi guai *concludo*
Lei sorride dal telefono
-Ma quando mai! Quello è un angioletto! E lo sai che qui è il benvenuto!
Sorride e stacchiamo la telefonata.
Guardo Simone che ha finito il suo latte.
-Amore ti tocca venire con mamma oggi
Lui sorride
-Andiamo da Adrian? *domanda*
-Eh si… e allora sbrigati sbrigati sbrigati!
Ci rincorriamo per tutta la casa. Ridacchiando riesco ad acciuffarlo e a prepararlo.
In meno di un quarto d’ora siamo a casa Cannavaro e io mi metto all’ opera. Parmigiana, focaccine, frittelle di fiori di zucca, pesce spada, patate, una cena varia e completa.
-Che odorino mmm *arriva Paolo*
-Salve *lo saluto* spero sia tutto di gradimento
Lui mi sorride
-Sofia tranquilla, quelli spazzolano tutto. Ma io sarò sincero e obbiettivo ,se qualcosa non mi piace lo riferisco! *ride* Wow pure le polpette!
-Ahahah è la cosa che mi riesce meglio! *sorrido*
Lui ne ruba una dal piatto e mi fa l’occhiolino. Io sorrido
-Ottime! *esclama*
Il pomeriggio scorre veloce, tra una polpetta e una melanzana, finisco il lavoro.
-Cristina ecco, ho finito. Ho pulito tutto, domani poi dopo la cena sistemerò la sala da pranzo. Ho anche apparecchiato.
-Sei un angelo Sofia *mi risponde*
-Ma che! *rido* Simone amore dobbiamo andare *urlo*
-Maaaammmaaa * mi raggiunge lui correndo* Paolo carezza i capelli biondi di Simone
-Eppure questo bambino mi ricorda qualcuno *dice in dialetto napoletano*
Io sorrido nervosa
-E certo, Paolo ti ricorda me!
-Ma no, no… vabbuò Sofia state andando a casa?
-Eh si, Simone deve fare il bagnetto eh?
Lo prendo in braccio e lui sorride
-Uè ma perché non rimanete qua pure voi? *chiede col sorriso Paolo*
-No, grazie! Simone deve andare a dormire, ha la sua pappa e poi ho apparecchiato per il numero che mi ha detto Cristina * dico sicura di me*
-Ma quando mai! Passate una serata diversa! E jamm Sofì! *dice Cristina*
-Ma non sono neanche vestita in modo giusto! Sono in tuta, e Simone poi… tutto sporco *dico ridendo e osservandolo*
-E ti presto un vestito io, ed ho visto che Simone ha il cambio, glielo porti sempre! *continua Cristina*
Sentendomi alle strette non so cosa fare, non mi resta che accettare.
-Va bene - *concludo*
Entro in camera e mi cambio, opto per un semplicissimo vestito blu di Cristina e cambio anche Simone. In cameretta ci solletichiamo e giochiamo. Bussa Paolo
-Sofia complimenti ancora per le polpette! Buonissime!
-Grazie! *rido*
-Allora, per la cronaca, a cena vengono: Ciro (Immobile)e Jessica la sua compagna, Fabio (Quagliarella) e Lorenzo (Insigne) soli, Marek (Hamsik) e la moglie.
Improvvisamente sgrano gli occhi e quasi cado dal letto
-Sofia tutto apposto? *chiede Paolo*
-S… si *deglutisco* viene anche Insigne?
-Si! *risponde stranito* ma perché lo conosci?
-Io? N… no! Assolutamente *dico quasi sulla difensiva*
-Ah mi pareva… allora a dopo! Ciao mostriciattolino! *saluta Simone carezzandolo*
Io mi guardo persa, ormai non so più rifiutare. Abbraccio Simone e gli sussurro
-Andrà tutto benissimo! Giuro.
Bussano alla porta.
-Chi è? *chiede Cristina*
-E chi può essere?! O nanett! * risponde Paolo ridendo*
La porta si apre e Lorenzo Insigne avanza. Ci guardiamo negli occhi e rimaniamo muti per interminabili minuti.
Quando da quella porta vedo entrare Lorenzo sento la terra letteralmente tremare sotto i miei piedi. Non ci credevo, non poteva farmi quell’effetto. Lui era a un passo da me e mi fissava. Quella scena l’avevo già vista: erano passati quasi 2 anni e mezzo dal nostro addio eppure a me sembrava di averlo rivisto ieri. Gli occhi però, quelli non li aveva cambiati. Erano sempre vispi e attenti come un tempo. Si, io e Lorenzo eravamo insieme un tempo. Lui già aveva intrapreso la carriera di calciatore, molti dicevano che avrebbe sfondato nel mondo del calcio e io ne ero felice. Mi limitavo a stare al suo fianco e a sostenerlo. Poi ci lasciammo: la lontananza, il successo l’avevano cambiato, non era più il Lorenzo Insigne che conoscevo. In quei pochi secondi mi erano passati avanti gli ultimi anni come un flash: lui, io, la rottura, Simone. Simone, Simone… Dio Santo mi ero imbambolata! E proprio Simone sblocca quella situazione di imbarazzo
-Mammaaa!! *urla* volio acqua!!
-Subito amore. *corro a prendergli l’acqua*
In cucina Cristina mi sorride.
-Bel ragazzo Lorenzo, eh?
Io turbata mi sforzo di sorridere
-Mha… insomma! Carino *cerco di uscirne*
Lei sorride.
-Sai che i suoi occhi sono uguali a quelli di Simone?
-I suoi… uguali a… *balbettavo*
-Si, a quelli di Simone.
Scoppio a ridere.
-Ahahah, il padre di Simone è più bello, te lo assicuro.
Raggiunsi mio figlio, Paolo e Lorenzo erano in salotto e sorseggiavano il loro aperitivo, Simone in mezzo a loro fingeva di ascoltarli e a momenti canticchiava qualcosa. A guardarli ora, si, i loro occhi erano identici. Chiusi per un attimo gli occhi, come se in quel modo avrei potuto dimenticare la realtà. Fu Paolo a interrompere i miei pensieri, esordì con un
-Non vi ho nemmeno presentati! Lorè questa è Sofia, ci da una mano in casa. E’ lei che ha preparato tutta la cena.
Non so cosa dire, decido di sorridere e mi limito a rivolgergli un timido “Ciao”. Paolo però incalza
-Questo poi è il suo bellissimo bambino Simone, ha fatto da poco 2 anni.
Lorenzo guarda fisso Simone e nella mia testa è un susseguirsi di “ti prego non lo fissare troppo, ti prego non lo fissare troppo!”. Invano ripetevo la cantilena, Simone sorrideva a Lorenzo e Lorenzo ricambiava.
-Ciao piccolo! *lo saluta Lorenzo*
Stranamente Simone si mette a chiacchierare con il ragazzo, si affida e lui e gli consente persino di fargli il solletico.
Me ne sto lì zitta e immobile. Si, immobile. In quel momento l’immobile non ero sono io. Ma alla porta c’era un altro Immobile, Ciro Immobile.
Lorenzo mentre rimaniamo soli mi scruta.
-Ciao Sofia non dirmi che non mi hai riconosciuto.
-Ma certo, certo che ti ho riconosciuto!
-Sei sparita, non ti ho più vista. Hai un bambino meraviglioso
No, ti prego no! Non andare oltre. Io e Simone abbiamo un bellissimo equilibrio, non puoi intervenire e… si, insomma, stai al tuo posto. Ma sto zitta e sorrido. Torna Paolo
-Sono contento che vi siate conosciuti e intrattenuti a vicenda. E… Sofia?
-Dimmi Paolo!
-Ricordi quando ti dissi che Simone mi ricordava qualcuno?
-S…Si, certo!
- Eh… quel qualcuno era Lorenzo.
Un colpo al cuore. Vedo Lorenzo che guarda meglio Simone, lui gli sorride. Ci sarà anche un Immobile di nome in quella casa, ma l’immobile di fatto in quel momento sonLorenzo scruta Simone che scruta Lorenzo. Io sono lì ferma e zitta. Mio figlio poi prende per mano Lorenzo
-Lo sai che la mamma mi ha comprato il nuovo Spiderman?
-Ah si? *dice solleticandolo* E ci vogliamo giocare un po’?
Simone ride e gli porge i giochini, giocano insieme. Io in un angolo mi godo la scena. Nella testa mi ronza solo un “sono una scema dovevo… si sono una scema… non ci sono dubbi!”. Mentre sono nel bel mezzo di un volo sull’aeroplano con Spiderman, è Ciro ad interromperli.
-Ah o’ nanett si è rivelato per quello che è! *dice ridendo*
-O’ scè! *ribatte prontamente* ma allora sta fidanzata ce l’hai o fai solo finta?
-Ce l’ho, ce l’ho! E’ di la! * esclama pronto*
Dall’ingresso spunta una bellissima ragazza: capelli lunghi e biondi, occhi castani, perfetta!
Lorenzo e Simone si fermano a guardarla per più di un minuto a bocca aperta. Mi sento a disagio “Tale padre tale figl…”penso . Poi mi riprendo “Sofia smettila” mi dico “Non sono padre e figlio, non sono padre e figlio”.
Ad interrompere i miei pensieri ci pensa il citofono
-Vado ioooo *urla Cristina*
Dalla porta entra un bellissimo ragazzo, non posso fare a meno di guardarlo. Mi sento persa, Simone se ne accorge.
-Mamma!! Ma che dormi?
-No tesoro! E’… e’… e’… su torna a giocare!
L’uomo in questione è Fabio Quagliarella. Moro, alto, forte, tutto quello che, fisicamente, una donna può cercare in uomo. Mi sorride. Saluta tutti, poi mi si avvicina
-Sbaglio, o non ti conosco?
-Si, non ci conosciamo! Io sono Sofia, do una mano in casa.
-Ah si Paolo mi aveva parlato di te, mi aveva detto che eri bella ma non così tanto! *io arrossisco* comunque beh io sono Fabio
-Io ti conosco, beh chi non ti conosce!
Mi sorride per interminabili secondi.
-Mamma! Mamma! Lo sai che Spiderman ha fatto boom?
Mi abbasso all’altezza di Simone
-Davvero? E da dove è caduto?
-Dall’aeloplano! *rido*
-Simo! Aeroplano si dice!
Lui mi sorride con l’aria da monello. Interviene Fabio
-Ma vuoi vedere come con me non cade?*dice al bambino*
Simone gli sorride e annuisce muovendo i suoi capelli biondi.
Fabio gli mostra il gioco, Simone sembra divertirsi molto. La sua pappa però è pronta.
-Simone! Devi mangiare ora! E anche Fabio deve mangiare! *dico ridendo*
-Va bene mamma! Peò vizino a Fabbo.
Fabio ride. Si siede a tavola, sposta un po’ una sedia e dice
-Questo qui è il posto di Simone!
Io do da mangiare al bambino e osservo Lorenzo.
Se è rimasto come me lo ricordavo, deve essere molto dubbioso e confuso in questo momento, si vede dagli occhi. Ciro gli parla e scherza, ma lui abbozza un sorriso un po’ finto. Quasi da circostanza. Osserva me, poi Simone, poi Fabio. A turno.
Paolo e Fabio fanno divertire Simone che sembra mangiare senza problemi finalmente!
-Uagliù e poi dicono che siamo noi napoletani ritardatari. Guardate qua! Le nove meno un quarto e Marekiaro ancora non si vede. *ride*
-Uè e capiscilo capità! Quello sta con la moglie *risponde Ciro ridendo*
- Cirù e che ci azzecca!? Pure io sto con mia moglie! Perché tu non stai con sta bella ragazza?! *ridono tutti*
-E tu Lorenziè? A chi tien tu? A Puffetta? *chiede ridendo*
- Ma quale Puffetta! Tengo a una per le mani! Una parrucchiera! *e dicendo questo mi guarda*.
-Mamma ho manzato tutto, volio l’acqua! *esclama Simone*
-Vado a prendertela subito chicco!
Mi avvio verso la cucina, di spalle apro il frigorifero e prendo l’acqua. Sento la porta chiudersi alle mie spalle. Mi giro.o io.


La porta si chiude, io mi giro con l’acqua in mano. Lorenzo è alle mie spalle. Sobbalzo per la sorta di spavento che mi ha fatto prendere. Evidentemente lui se ne accorge
-Cos’è ti ho spaventato? *chiede*
-Ehm direi di si! Hai chiuso la porta quasi sbattendola. Comunque scusa ho Simone che mi ha chiesto l’acqua, ti serve qualcosa di particolare? *chiedo a testa bassa*
-Qualcosa di particolare… *ride sarcastico* Si, mi serve qualcosa in particolare! Scambiare due chiacchiere con te!
-Con me? *chiedo sorpresa* E la parrucchiera che hai tra le mani? *chiedo scimmiottando*
-Senti Sofia non ti ho detto scopiamo! Ho detto parliamo! *dice quasi incazzato*
-Ma di cosa vuoi parlare scusa?
-Di Simone, di te che sei sparita, di Paolo che sostiene che il bambino mi somigli… Da dove vuoi che cominci?
-Ma quale storia stai scrivendo Lorenzo? Ah? Quale?
Mi afferra per un braccio e leggermente stringe
-Sentimi bene, se Simone è mio figlio io ho il diritto di saperlo!
-Ma forse tu… tu guardi troppe fiction… è forse questa la tua passione fuori dai tuoi amati campi di calcio?
-Fai poco la spiritosa chiaro? Simone ha il mio stesso taglio di occhi
-Ma forse non sai che altri due milioni di persone hanno il vostro taglio di occhi! L’acqua di Simone… si starà di sicuro lamentando.
Cerco di allontanarmi ma lui mi guarda
-Comunque hai un figlio meraviglioso. Mi sarebbe piaciuto essere partecipe della tua felicità, anche se non sono il padre.
Un colpo al cuore avrebbe fatto meno male, mi trattengo dal piangere e abbasso la testa.
-Senti scusa puoi portarla tu l’acqua a Simone? Devo telefonare ai miei me ne ero scordata.
Si turba in volto.
-Si e scusa qualsiasi cosa io abbia fatto… Non era mia intenzione ferirti.
Apre la porta ed esce. Rimango sola e scoppio in lacrime.
Penso e ripenso e capisco che nella mia vita ho sbagliato, tutto o almeno la maggior parte.
Prendo il cellulare e chiamo Claudia. Claudia è la mia miglior amica, so che lei c’è sempre per me. Ogni tanto pretende di scroccare qualche brioches gratis o peggio attacca a cantare la sigla del “Re Leone” per far addormentare Simone, nonostante sappia solo una frase ovvero “E rinascerà in un fiore”. I risultati della sua ninna nanna sono pessimi. Ma io la adoro perché è fantastica in tutto e per tutto. Cambia fidanzato quasi ogni mese, ed ha una predilezione per gli asiatici.
-Claudia non hai idea della cazzata che ho combinato!
Le racconto tutto, dalla cena alla piazzata di Lorenzo. Nel mentre piango come una fontana. Claudia cerca di calmarmi
-Sofia ora torna di là! Simone sarà spaventato. Cerca di trovare una scusa tra dieci minuti sono sotto casa dei Cannavaro.
-No Claudia, sembra brutto. Me la caverò. Non può durare più di un’ora.
Ci salutiamo.
Torno con il miglior sorriso in sala. Simone mi viene in braccio. Noto come Lorenzo non ci tolga gli occhi da dosso. Anche Fabio mi sorride.
Fatte le undici Simone è davvero stanco.
-Mamma ‘ndamo a ninna *mi dice con la sua adorabile vocina*
-Certo ora andiamo.
Mi alzo e lo prendo in braccio.
-Beh scusate ma si è fatto davvero tardi
-Sofia aspetta ora ti accompagno io *esclama gentile come sempre Paolo*
-No Paolo tranquillo, tra autobus e taxi a casa ci torniamo.
-Ma non dire sciocchezze! Non è sicuro.
Nel bel mezzo della discussione si intromette Lorenzo.
-Sono stanco anche io, se a Sofia non da fastidio a casa li accompagno io.




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Racconto scritto il 19/12/2013 - 21:54
Da Ginevra Jhons
Letta n.575 volte.
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