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Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
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IL DIALOGO

Le istruzioni sono:

Immaginate un marito e una moglie o comunque una coppia di innamorati. Attribuite loro nomi e caratteristiche. Uno dei due sospetta che l’altro l’abbia tradito e l’altro, in effetti, è colpevole. Scrivete un dialogo (attenzione: proprio un dialogo) tra i due, in cui non si parli direttamente del tradimento, che deve restare tra le righe. Non entrate mai nei pensieri dei personaggi e mantenete la conversazione su argomenti futili. Il finale invece deve essere vicino alla realtà … perché qualcosa deve succedere.


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Bugie convincenti

I due giovani erano uno di fronte all'altro.
Valentina era lì a fissare Riccardo negli occhi in quella stanza buia, illuminata solamente da qualche piccolo raggio di sole che entrava dalla persiana chiusa male.
La ragazza era su tutte le furie, piangeva ed urlava frasi a casaccio senza che Riccardo capisse realmente il motivo di quella sua sceneggiata.
"Ma lo vedi come fai? Non capisci proprio nulla"
Il ragazzo la fermò prendendola per un braccio quando lei aveva iniziato a camminare nervosamente avanti e indietro per la stanza.
"Ma che ho fatto io?"
"Cosa hai fatto? COSA HAI FATTO? Hai pure la faccia tosta di chiedermelo? Te ne stai tutto il tempo a farti i fatti tuoi chissà dove e non mi scrivi o chiami nemmeno!"
Lui gli rispose con un tono del tutto calmo e neutrale rispetto a quello di lei, con la voce tremante e più alta del dovuto
"Amore ma lo sai che devo aiutare i miei genitori col lavoro...e poi nel pomeriggio sto a fare l'animatore in quel centro estivo, passo il tempo a giocare con i bambini, so che vorresti che passassi più tempo con te, ma non posso lasciare i bambini da soli!"
Le lacrime le rigavano le guance e tutto il mascara ormai si era in parte seccato sugli zigomi umidi.
"Tu sei uno scansafatiche, figurati se li aiuti i tuoi genitori! E poi ci ho parlato io con qualche bambino del centro estivo, hanno detto che ti presenti lì il pomeriggio e nemmeno dopo mezzora già te ne vai. Ma dove te ne vai tu? Non ci vediamo da settimane...se non fossi venuta ora inaspettatamente, facendomi un'ora e mezza di viaggio senza il permesso di mia madre, non ci saremo visti più."
"Non mi va la moto, devo portarla dal meccanico a farla riparare, come potevo venire da te senza moto?"
Lei gli ricordò di tutte le volte in cui era venuto da lei usando i mezzi pubblici.
"Ah si. Certo la moto. E il treno? Non esiste no, nemmeno il pullman, non esistono più queste cose qui, hai ragione. Mia madre è gravemente malata, sai che non potrei lasciare il paese perché se le succedesse qualcosa mentre non ci sono la situazione potrebbe aggravarsi...io ho bisogno del tuo sostegno in questo momento ma a te non sembra importartene"
Riccardo iniziò a fare il dolce
"Vale...io ti amo, non voglio nessun'altra ragazza se non te, mi dispiace per tua madre e ti prometto che ti starò più vicino, ok? Ti amo piccola"
Si scansò dal bacio che stava per darle il ragazzo.
"Non mentire più per favore...non ti interesso...cosa ho che non va? Non sono abbastanza bella per te?"
Riccardo sorrise
"Tu sei bellissima, una delle più belle ragazze di questo mondo, giuro!"
"Allora cosa non va?"
"Ma te lo ho detto, non va la mia moto e basta! Smettila di farti tutte queste paranoie e vieni qui, abbracciami che alla fine mi sei mancata"
Valentina non fece come disse, anzi indietreggiò di qualche passo
"Si...alla fine. Se ti fossi mancata all'inizio quindi lo avresti preso il treno per stare un po' con me?"
"Uffa ma la vuoi smettere? Ti fai troppi complessi, ti dico che t'amo e te ne freghi, ti dico di abbracciarmi e te ne stai lì indifferente! Dai amore!"
Alla fine lui la abbracciò e le sussurrò all'orecchio dolcemente
"Ti giuro, ti amo più di ogni cosa"
Valentina alla fine si sciolse e s'immerse tra le braccia del ragazzo
"Scusami...ma non ti ho sentito per davvero troppo tempo e mi mancavi...forse alla fine è vero, mi faccio troppi complessi e tu hai davvero troppo da fare!"
Riccardo si lasciò baciare
"Dai non scusarti! Lo sai tu che ti amo piccola, è ovvio che ti perdono."
"Ti amo anche io"
Valentina glielo aveva detto in sussurro all'orecchio sorridendo.
"Sono felice sai Riky? Perché ho un ragazzo che mi ama al mio fianco, tutto per me e non smetterà mai di farlo."
Lui le sorrise
"Mai amore"
Ma ecco che qualcosa fece scomparire la felicità di Valentina.
Sentirono la porta del soggiorno di casa di Riccardo aprirsi, così all'improvviso, senza che nessuno bussasse o suonasse il campanello.
Una voce femminile urlò
"Riky amore, sono appena tornata, scusami se ho fatto tardi. Quella Valentina là ti ha già chiamato al telefono per assillarti come fa ogni giorno?"



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Scrittura creativa scritta il 05/02/2015 - 18:54
Da Panda Azzurra
Letta n.513 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Brava! Piaciuto!
Ciao Elisa

elisa longhi 06/02/2015 - 21:49

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Racconto avvincente con un finale a sorpresa. Complimenti!

I. Aedo 06/02/2015 - 19:31

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bel racconto, trama scorrevole e ben fatta,
sei molto brava

giancarlo gravili 06/02/2015 - 08:45

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