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UNA CENA PARTICOLARE

Le istruzioni sono:

Scrivi un racconto che abbia come argomento "Una cena particolare"


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UNA CENA ALLA LOCANDA DEL DIAVOLO

Pioveva che Dio la mandava...Alan era rimasto appiedato...A volte anche le belle macchine un po' come le belle donne tradiscono...Si trovava lì a mezzanotte zuppo come un biscotto imbevuto nel latte in una stradina di campagna...aveva di certo sbagliato strada...il guaio ,oltre la macchina guasta e il tempaccio da lupi,già di per sé sufficienti, era che pure il telefonino in quella zona proprio non voleva saperne di prendere la linea...Avrebbe dovuto raggiungere un gruppo di amici per una festa privata in un casolare poco distante...e invece aveva imbucato nel buio fitto una via tortuosa da dove non sarebbe uscito facilmente. Pur essendo un tipo calmo ed equilibrato, qualcosa di strano si stava impadronendo di lui come un senso di inquietudine...All'inizio gli era sembrata l'unica alternativa rientrare in macchina aspettando che almeno l'acquazzone si calmasse, ma, appena aperta la portiera una mano si era posata sulla sua spalla. Un sussulto, un'ombra che si stava ingigantendo su di lui,il più nero degli spaventi finchè un uomo alto con occhi scuri e ridenti scintillanti perfino in quell'oscurità,aveva con una risata amichevole e rincuorante, rotto la cupa atmosfera..."Amico che ci fai solo soletto qui...ho visto da là in fondo dei fari accesi a quest'ora e ho pensato tu avessi bisogno d'aiuto...a quest'ora non viene molta gente qui ,intuirai il perchè..." Ovviamente Alan aveva dovuto spiegargli la situazione e quell'uomo, che non si era identificato, l'aveva invitato a seguirlo "In fondo non ti è andata così male amico...tra poco chiudo la locanda, ma ti posso offrire un buon bicchiere di liquore...avrai fame suppongo...poi certo potrai fare una telefonata e tutto si risolverà!" L'aria dello sconosciuto era così gioviale e spontanea che Alan si era lasciato volentieri allietare dall'idea di un frugale pasto e un bicchiere di alcol riscaldante.Poi avrebbe contattato gli amici. La locanda era in realtà una specie di spelonca, piccola e buia, con dei banconi di legno tagliati rudemente, qualche lanterna appesa a un muro sicuramente vecchio, ma l'odore dentro era, a parte un vago sentore di umidità, abbastanza invitante, un aroma misto di carne speziata e buon vino. Non c'era nessuno con loro. "Vado un attimo di là accomodati, dammi il tempo di rimediarti qualcosa". E ancora un sorriso apertissimo sul volto dell'uomo che, alla luce fioca, pareva piuttosto scuro...Alan cercava con lo sguardo il sospirato apparecchio telefonico ma non ne vedeva, lo sconosciuto non gli aveva dato il tempo di fare domande, così fulmineo come era svanito infilandosi in una
porticina, così rapido era tornato, con nella mano destra una bottiglia di liquore e nell'altra un piatto con carne
simile a spezzatino. "E' quel che posso offrirti Alan" aveva detto con il suo allegro vocione quell'uomo robusto, dalla figura imponente...Alan aveva ringraziato, il profumo in effetti era delizioso. Dimenticati per un attimo gli impegni ormai svaniti nel nulla, ora il giovane stava gustando il cibo. Il liquore era strano, dolciastro e denso ma buono "Cos'è? Non lo conosco questo..." Aveva chiesto allo strano commensale che intanto beveva da un calice lo stesso liquore e ridacchiava come il più simpatico buontempone brillo al bar.."Quante domande fai Alan..." Improvvisamente il piatto non era più pieno di bocconcini di carne deliziosi ma di resti putridi, come viscere d'animale e puzzava, il liquido rosso nella bottiglia sembrava colare come sangue...."Sono allucinato, stanco..." aveva cercato di pensare il ragazzo ma la mente irretita da quella strana cosa che comunque sapeva anche di alcol, sembrava non trovare più nessuna razionalità...La locanda era sparita...al suo posto una grotta soffocante e fangosa,era terrorizzato... D'improvviso una pacca sulla spalla e si era riavuto. Stava sorseggiando quel liquore rosso zuccheroso e mangiando normalissima carne e il suo "amico" lo guardava divertito..."Hai visto un mostro ?" Lo scherniva...."Che c'è non ti piace l'ospitalità?" - "No. no...mi piace..." si era affrettato a ribattere Alan..." Ma intanto guardava ansioso l'uscita...e, sorpresa, non c'era più nessuna porta... Un conato stava prendendogli lo stomaco che si contorceva improvvisamente dentro di lui, il corpo era sudato e in preda a spasmi...Di nuovo le allucinazioni, vedeva donne che danzavano nude e ridevano sguaiate, con capelli corvini lunghi e sciolti, l'oste si era trasformato in un principe mefistofelico dal corpo seminudo e lucido, con una pelle rossastra, afferrava le donne e ci giocava in modi indicibili, tutto era in fiamme...ora aveva capito ...Lui non aveva mai detto il suo nome allo sconosciuto...da un lato stava impazzendo ma dall'altro una terribile lucidità stava facendosi spazio dentro di lui...Ora ricordava il patto fatto per gioco qualche anno prima , di sera, ad una festa, ubriachi a metà...quel taglio sul polso e la promessa di darsi all'inferno...Un gioco stupido...Ma con il diavolo non si scherza ed è meglio non uscire a cena....



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Scrittura creativa scritta il 15/12/2015 - 10:18
Da Sabry L.
Letta n.254 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


Grazie Adriano, permettimi di darti del tu perché lo si fa con gli amici e chi crea una grande famiglia virtuale merita questa amicizia. Ricambio di cuore l'augurio.

Sabry L. 23/12/2015 - 14:38

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Ottima la tua capacità di condurre per mano il lettore in un ambiente del tutto particolare come quello descritto nel tuo racconto. Sei indubbiamente creativa. Brava. Ti saluto e ti faccio tanti auguri per le prossime festività

Adriano Martini 21/12/2015 - 22:37

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HOLA DIABLO Qui volevo esaltare il lato mostruoso e surreale del male...ma nota che anche lui si propone come un buon amico per ingannare...Se avessi voluto giocare con il lato seduttivo del diavolo avrei proposto qualcosa di diverso ma tu sei il capo e non devo osare troppo ah ah ah ah ah ah ah Ps. Mi era venuto un dubbio sul termine madonna ma quel riferirti al celestiale e alla purezza devi ammettere che suona ambiguo... si parla del diavolo...sai com'è....sono anch'io in vena di "giocosi" inferni ultimamente...adios amigo

Sabry L. 16/12/2015 - 11:34

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Grazie Rocco..ah ah perché dovrebbe offendersi....non sto parlando di lui...lui è un bell'angioletto che gioca a fare il diavolo...Buona giornata

Sabry L. 16/12/2015 - 11:27

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Creatività impressa con arguzia... Non si offenderà l'amico Lucio? Serena giornata Sabry.
*****

Rocco Michele LETTINI 16/12/2015 - 09:55

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HOLA SABRY bruja fantasioso il tuo racconto ambientato in uno scenario pauroso. Meno male che non ero io quel diavolo, Lucifero se permetti ha più classe ....ah ah ah ah
Le sue vittime le circuisce elegantemente, baratta con loro se gli danno l'anima lui contracambia con un altro dono speciale...così sono più contenti di andare all'inferno ah ah ah ah Hola brava chica una bella storia me gusta. ***** 5 stelle

Lucio Del Bono 15/12/2015 - 22:58

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Piaciuto brava

Barbara Lai 15/12/2015 - 21:34

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