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Legenda
= Poesia
= Racconto
= Aforisma
= Scrittura Creativa


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I RACCONTI DEL MISTERO

Le istruzioni sono:

Scrivi un racconto dal titolo IL LADRO DEI SOGNI


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Formicolii

Lieve formicolio, notte fonda, buio.
Qualcosa di orribile sta accadendo: lo sente.
Rimane immobile in ascolto, supino, senza aprire gli occhi. L’abbraccio tiepido delle coperte, il lieve russìo della moglie, l’odore di muffa appeso ai muri: nella realtà sospesa della camera da letto, tutto giace rassicurante e uguale. Eppure la sensazione di disagio cresce, serra la gola come un gemito di pianto venuto su di sbieco e poi incagliatosi nel collo. Walter terge il sudore dalla fronte e deglutisce un lembo di catarro amarognolo. Un incubo? Non si direbbe, o almeno, non ricorda di aver sognato alcunché. Forse si tratta d’una premonizione… Prega che non stia accadendo niente di brutto ai figli, o, peggio, ai nipoti. Che stia morendo suo fratello e una sorta di sesto senso lo avverta che tra poco suonerà il telefono per dargli la notizia? Immagina il volto di Gigi nella bara, la messa, il funerale, le spese… Già, le spese… suo fratello non ha figli e per pagare la retta della casa di riposo, ogni mese deve integrare pensione ed accompagnatoria con 590 mila lire prese dai risparmi di una vita. Ormai il conto in banca s’è quasi prosciugato… quanto costerà il funerale? Minimo minimo, anche facendo tutto in economia, ragiona Walter, ci vorranno quindici milioni, se va bene.
Silenzio.
Di nuovo un lieve formicolio, insistente, su labbra, guance e orecchie.
Apre di scatto gli occhi, ma resta immobile. Quindi, lentissimamente, fa scivolare il braccio sinistro fuori dalle coperte e accende l’abat-jour.
Luce.
Ma che… ma che cazz…?!?!?
Dal piccolo foro al centro del soffitto dove sbucano i fili elettrici del lampadario esce una fila di formiche. Gli insetti marciano diritti verso la parete e poi giù, per scomparire dietro alla testata del letto. Walter ruota appena il capo seguendo il moto ordinato dei minuscoli insetti che riappaiono su un angolo del suo cuscino.
Il formicolio scende dal naso al labbro superiore, percorre la guancia sinistra e infine si ricongiunge al lieve solletico che cola dalle orecchie sul guanciale.
Walter è paralizzato dall’orrore. Squadra il moto silenzioso degli insetti con tale intensità da percepire lo scalpiccio di centinaia e centinaia di zampette: due file di insetti scorrono in direzioni opposte, una accanto all’altra, e le formiche che s’allontanano stringono nelle mandibole piccole briciole grigie.
D’istinto si riscuote, grida, scatta a sedere sul letto e smanaccia il volto più e più volte per scrollare via gli insetti. Le formiche si sparpagliano sul letto, battendo in ritirata.
– Ada! Ada svegliati! Ci sono le formiche!! – grida Walter nell’atto di scuotere la moglie.
– Eh? Che… ma c-cosa… che vai cianciando?
– Ci sono le formiche, qui, sul letto! Mi entravano e uscivano dal naso e dalle orecchie! C’è un nido nel buco del lampadario, sul soffitto!
Ada stropiccia gli occhi, faticando a mettere a fuoco il mondo.
– Sul soffitto? O Madonnina santa…
– Guarda! – indica Walter
– Lo sai che non ci vedo senza occhiali. Calmati un po’.
La vecchia tasta il comodino, urta gli occhiali che cadono sul pavimento. Sbuffa, si siede sul margine del letto e s’inginocchia sul parquet per ritrovare le sue lenti. La ricerca, tastando alla cieca lo spazio circostante, la impegna più d’un minuto.
Frattanto Walter, rincuorato dalla fuga degli insetti, studia le formiche che ripiegano verso il soffitto, sparendo nel buco del lampadario.
– Allora, queste formiche? – bofonchia Ada inforcando gli occhiali.
– Venivano giù dalle pareti, adesso rientrano nel formicaio.
Ada si sforza di individuare qualcosa che si muova sul soffitto, ma per i suoi quattro decimi per occhio l’impresa è pressoché impossibile.
– Sono le tre di notte. Domani, se mi reggi la scala, ci spruzzerò l’insetticida, ok? – conclude la moglie.
– Ada…
– Sì?
– Non so se riuscirò a dormire col pensiero che… magari riescono dal formicaio appena mi addormento.
– Tieni la luce accesa.
Si coricano nuovamente a letto.
Dopo qualche minuto, il respiro di Ada si fa prima pesante e in breve vira in ritmico russìo.
Walter studia a lungo il soffitto: il bianco lo fissa di ritorno, insistente, con lo stesso candore beffardo d’una pagina vuota. Che sia stato tutto un sogno, un incubo? A mente fredda, la storia sembra soltanto un buon soggetto per un racconto del mistero. Sorride. Chiude gli occhi. Li chiude e li riapre più volte per controllare che non accada nulla di inquietante. Niente: soltanto il rombo lontano di una moto che naufraga nel buio oltre gli scuri.
Sta quasi per riprendere sonno, quando intravede una formica agonizzante che si trascina oltre l’orlo del lenzuolo: deve averla schiacciata mettendosi a sedere nel letto. Trattiene il fiato e la osserva da più vicino: l’insetto si trascina avanti con la sola forza delle due zampette anteriori, ma nelle mandibole stringe ancora quella che sembra una briciola di pane integrale. Walter afferra la formica tra le dita e mentre l’insetto sgambetta nel vuoto tra i polpastrelli, gli torna in mente il professor Gambetta, il suo insegnante di filosofia del Liceo. Si tratta di un ricordo molto nitido, quasi un sogno ad occhi aperti. Se lo vede davanti: il pizzetto brizzolato, i capelli radi, la voce un po’ cantilenante e l’alito sempre pesantissimo, tanto che sul muro dei bagni, qualche studente scrisse “Gambetta più che dotto è metanodotto!”
– Allora, Ferretti, visto che hai tante cose da dire, raccontaci cosa intende Schopenhauer quando dice che la vita e i sogni sono pagine di uno stesso libro e che leggerle in ordine è vivere, mentre sfogliarle a caso è sognare.
Walter sobbalza: stava chiacchierando col vicino di banco.
– Beh, sì, Schopenhauer… – cerca di raccapezzarsi – forse Schopenhauer intende che siamo troppo convinti di esistere per accorgerci che… che vita, sogno, ordine e caso, in realtà sono soltanto parole.
Gambetta, per la prima e l’ultima volta nell’intero triennio, l’aveva guardato con ammirazione e, da quel momento in poi, i compagni di classe avevano iniziato a chiamarlo “il filosofo”.
Walter sospira. Forse intenerito dalla dolcezza del ricordo, appoggia la formica al cuscino e la lascia andare. L’insetto, zoppicante, s’allontana a fatica, impiegando cinque minuti per percorrere pochi centimetri. Walter contempla la prima parte della fuga al rallentatore dell’insetto, poi, colto da un momento di stanchezza chiude gli occhi e s’addormenta.
La mattina seguente, la radiosveglia s’anima alle sette e quindici. Per caso, Ada l’ha sintonizzata sulle frequenze di Radio Capital e a quell’orario il palinsesto prevede Capital All News. Walter apre gli occhi mentre viene data la notizia di uno scimpanzé scappato da uno zoo in Giappone e finito sui cavi dell’elettricità. Rimane distrattamente in ascolto, disteso a letto. La notizia seguente, riguarda la denuncia di Oxfam che le principali multinazionali, Apple e Microsoft in testa, hanno occultato tra il 2008 e il 2014 in conti offshore circa 1.400 miliardi di dollari e che otto fra i venti maggiori paradisi fiscali al mondo si trovano proprio in Europa. Poi il calcio: Juve ne fa quattro al Palermo e vola verso lo scudetto, l’Inter sgambetta il Napoli.
Walter ha la sensazione di aver sognato qualcosa di lontano nel tempo. Sì, riflette, reminiscenze di quando ancora andava al liceo, qualcosa sul suo professore di filosofia. Come si chiamava?
Rumore di acqua che scorre. Ada è già passata in bagno.
Si alza pensieroso, schiarisce la voce e ingoia un brano di catarro amarognolo.



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Scrittura creativa scritta il 22/04/2016 - 11:35
Da malos mannaja
Letta n.188 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


@Gabriella e Loris: grazie per le belle parole (troppo buoni!).
@Rosa: in effetti "il risveglio" è senza dubbio un "ladro di sogni", come pure lo sono l'invecchiamento o l'Alzheimer o altre cose. ciò che conta è che il racconto stimoli interpretazioni nel lettore (ohi… come amava dire zio Dino: “si metta l’anima in pace chi scrive: chi legge ha sempre ragione!”). quindi un ringraziamento particolare a te.

malos mannaja 24/04/2016 - 16:09

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Realtà e sogni sii alternano e si sovrapponono in un carosello che toglie consistenza all'una e agli altri nel gioco incontrollabile della mente in cui si confondono passato, presente,fatti ,ricordi, sensazioni,Chi è il ladro dei sogni? Il risveglio con cui si diversifica l'attività del cervello e i sogni neppure si ricordano più?
Sono mie impressioni e magari ho capito poco di un racconto che però mi ha affascinato e che ho trovato molto bello e scritto superlativamente. 5*

Rosa Chiarini 24/04/2016 - 07:53

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Bel racconto, piacevole. Letto d'un fiato. Bella fantasia. Ciao Malos.

Loris Marcato 22/04/2016 - 18:47

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Bellissimo racconto che mi ha tenuta con il fiato sospeso dall'inizio alla fine, scritto in modo fluido e gradevole...che bravo !!!! 5+

Gabriella De Gennaro 22/04/2016 - 17:51

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