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INCIPIT (un personaggio entra in azione)

Le istruzioni sono:

Prosegui la narrazione partendo da questo incipit: "Una tristezza indefinita la prese, una sorta di malinconia che per alcuni lunghissimi istanti la rese cieca e sorda, togliendole le forze ed il respiro. Appoggiò la fronte sul vetro freddo e chiuse gli occhi. Il vapore formatosi sulla finestra esaltò l’aroma del caffè. Guardò la tazza che racchiudeva fra le mani e le lacrime si sciolsero nel liquido denso.
Si scosse quindi da quello smarrimento improvviso, mandò giù il caffè in un sorso, si infilò la mantella scura sul vestito morbido, si passò la borsa a tracolla e, con il cappuccio calato sulla testa per ripararsi dalla pioggia, si diresse agile alla fermata dell’autobus come tutte le mattine."



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Tradimento

Una tristezza indefinita la prese, una sorta di malinconia che per alcuni lunghissimi istanti la rese cieca e sorda, togliendole le forze ed il respiro. Appoggiò la fronte sul vetro freddo e chiuse gli occhi. Il vapore formatosi sulla finestra esaltò l’aroma del caffè. Guardò la tazza che racchiudeva fra le mani e le lacrime si sciolsero nel liquido denso.
Si scosse quindi da quello smarrimento improvviso, mandò giù il caffè in un sorso, si infilò la mantella scura sul vestito morbido, si passò la borsa a tracolla e, con il cappuccio calato sulla testa per ripararsi dalla pioggia, si diresse agile alla fermata dell’autobus come tutte le mattine.
Quella mattina fece fatica a lavorare, continuava a fissare lo schermo del computer avrebbe dovuto scrivere il suo rapporto di fine mese con le attività svolte nel suo reparto, con la descrizione dei progetti in essere e del loro stato di avanzamento; odiava quel lavoro ma le permetteva di mantenere la sua autonomia e di sentirsi in qualche modo utile alla società.
Era difficile, i pensieri tornavano sempre lì, sempre a due sere prima quando aveva ceduto a quella passione travolgente e disarmante. Aveva sempre pensato di essere padrona delle sue emozioni, dei suoi pensieri, una macchina perfetta e perfettamente programmata; la sua vita era perfetta: figlia, moglie e madre modello ed una impiegata efficientissima.
Ma due sere prima era successo qualcosa che non avrebbe dovuto succedere. Quell’uomo l’aveva stregata e a dire il vero anche lei aveva stregato lui.
Si erano conosciuti per caso, ad una cena da amici comuni, e nonostante fossero entrambi impegnati il feeling si instaurò al primo contatto, era qualcosa di forte, di molto forte da cui entrambi, nei mesi successivi, avevano cercato di fuggire consapevoli che questo strano sentimento non doveva essere alimentato.
Nonostante gli sforzi, però, continuavano ad avere bisogno l’uno dell’altra; messaggi, telefonate, incontri sfuggenti con la scusa di prendere un caffè prima del lavoro, e più pensavano che avrebbero dovuto smettere più entrambi agognavano la volta successiva e poi quella dopo, e poi quella dopo ancora finchè stanchi e coscienti della situazione si erano voluti incontrare per l’ultima volta. Per dirsi addio.
Avevano deciso di incontrarsi in aperta campagna alle porte della città, verso sera, lontani da occhi indiscreti, forse un tacito accordo per avere la possibilità di esprimere i propri sentimenti senza doverli ancora una volta reprimere. Era una bella e calda sera d’estate, il cielo era limpido ed iniziava a imbrunire, la luna era già nella sua posizione e le stelle stavano iniziando a luccicare.
Era arrivata un po’ in anticipo ed era decisa a porre fine a tutto. Quando lui scese dalla macchina lei vacillò, il suo cuore fece un balzo, dopo quella sera non avrebbe più rivisto quegli splendidi occhi e quel sorriso disarmante.
Nemmeno un saluto o una parola, lui la prese e la strinse a sé come non aveva mai fatto, quel bacio fu perfetto: dolce, profondo, caldo, lento e appagante. E a quello ne seguirono altri e poi tanto altro.
Le lacrime bagnavano la scrivania, il suo capo sarebbe stato lì a breve e l’avrebbe trovata in quella condizione a dir poco pietosa; l’immagine di loro due che si staccavano e che senza dire una parola si lasciavano era impressa nella sua mente e non la lasciava respirare.
Si, la sua vita sarebbe tornata ad essere quella di sempre; sarebbe tornata ad essere quella donna perfetta che tutti conoscevano e non si sarebbe più abbandonata a nessun tipo di strano sentimento; faceva troppo male, troppo troppo male.



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Scrittura creativa scritta il 07/07/2016 - 21:08
Da Francesca B
Letta n.217 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Finalmente ho l occasione di leggere un tuo racconto. Come ti scrissi per il primo aforisma, mi chiedo se anche in questo caso si tratta del tuo primo racconto in assoluto. Ad ogni modo l ho trovato ben scritto, un tradimento trattato con uno stile delicato ma lo stesso tempo travolgente. Rigo dopo rigo difatti mi sono lasciato trascinare da questa storia, come la protagonista si è lasciata da quell'uomo. Alla fine la sua vita tornerá come prima ma allo stesso tempo lei ne uscirà cambiata.

Giuseppe Scilipoti 13/01/2017 - 15:13

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