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Le istruzioni sono:

Da questo incipit scrivi un racconto breve:
"La vidi correre verso di me. Protetta dall'ombra del palazzo accanto. L'avevo immaginata sotto la pioggia, per tutto il giorno. E sorrisi a quel pensiero, come fosse un'idea indecente che non potevo permettermi."


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

Un amore

La vidi correre verso di me. Protetta dall'ombra del palazzo accanto. L'avevo immaginata sotto la pioggia, per tutto il giorno. E sorrisi a quel pensiero, come fosse un'idea indecente che non potevo permettermi.
Non so cosa mi fosse preso; d’improvviso questa mattina mi ero svegliato ed era tutto così chiaro. Io l’amavo, amavo questa donna che conoscevo così bene da averne quasi paura; amavo la sua forza, la sua dolcezza e come sapeva tenermi incollato a lei quando parlava.
Il rapporto tra noi era evoluto nel tempo, erano anni ormai che ci conoscevamo, era venuta nel mio studio la prima volta mandata da un amico comune, attacchi di panico, una patologia che nel mio lavoro di psicologo conoscevo bene e trattavo continuamente; ma in lei c’era qualcosa fin da subito che mi ha destabilizzato. Con l’avvicendarsi delle sedute e con la rapida risoluzione del problema mi accorgevo che non la trattavo più come una paziente, mi accorgevo che lei non aveva più bisogno di me, ma c’era sempre qualcosa di cui “discutere” che ci teneva in qualche modo uniti anche se il rapporto terapeuta-paziente era finito da tempo. Ovviamente tendevo ad escludere categoricamente qualsiasi coinvolgimento affettivo tra noi ma non riuscivo, nonostante la mia esperienza in materia, a spiegarmi quella strana connessione che sentivo quando ero con lei.
Tante donne si erano avvicendate nella mia vita, donne molto belle e affascinanti ma con nessuna ero riuscito ad andare oltre la passione iniziale, arrivato ad un certo punto della relazione troncavo, nessuna riusciva ad arrivare a sfiorare e stuzzicare la mia mente come faceva questa donna che non avevo mai neppure sfiorato. I nostri dialoghi erano adrenalina pura un turbinio di emozioni che faticavo, seduta dopo seduta, a tenere a freno, la sedia scottava avevo bisogno di alzarmi di muovermi come se tutto il mio corpo facesse parte di questa danza della mente che mi prendeva, e lei? La vedevo, parlava e parlava e poi si fermava quasi a chiedere “scusa, qualcosa non va?” ma ovviamente non diceva niente mi scrutava e ad un mio cenno ricominciava.
Anche se era ormai era guarita, continuava a tornare da me perché, diceva, aveva bisogno di qualcuno con cui parlare degli ostacoli che la vita di tutti i giorni le metteva davanti, ed io ne ero ben contento; il tempo con lei volava e non mi ero mai sentito così vivo. Ma ero il stato il suo terapeuta non potevo, non dovevo!
Questa mattina mi ero svegliato ed era tutto così chiaro finalmente, dovevo dirglielo, dovevo parlarle, ma non potevo o forse allo stato attuale potevo o forse, non lo so, che confusione! Il cuore che martellava nel petto e la testa pesante, decisi di aspettare e andare in studio. Ore, minuti, secondi tutto passava così lento, paziente dopo paziente fino a sera. Dopo l’ultimo paziente, stanco, ma impaziente, presi il telefono e chiamai.
“Pronto?”
“Ciao Chiara, posso disturbarti un attimo?”
“Certo, ma cosa succede? Avevamo appuntamento e me ne sono dimenticata per caso?”
“No, ecco io, credo, credo di doverti parlare, ma non è facile” presi un respiro “potrei usare giri di parole, citazioni letterarie o metafore, ma la verità è che quello che provo per te va oltre ogni logica, oltre ogni regola, oltre ogni equilibrio, quello che provo per te è qualcosa che non ho mai provato e non so spiegare, so solo che ti devo vedere, adesso, altrimenti non avrò mai più il coraggio di dirtelo. Ti prego, posso passare a prenderti al lavoro quando esci?”
E adesso lei era qui, correva verso di me, non riuscivo a vedere i suoi occhi ma la pioggia che cadeva copiosa l’aveva bagnata e infreddolita e l’unica cosa che volevo era prenderla tra le braccia e scaldarla, farle sentire cosa provavo per lei, questo sentimento per me nuovo e così potente.
Si avvicinò, il suo respiro era veloce e la sua bocca umida, ci guardammo per un istante che sembrò eterno e poi mi disse: “Perchè? Perché io? Perché adesso?” le risposi di botto senza pensare: “perché sai fare volare la mia mente”.
E la pioggia ci avvolse nel suo caldo abbraccio.



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Scrittura creativa scritta il 25/10/2016 - 17:18
Da Francesca B
Letta n.398 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


grazie a te e ti auguro buon weekend

Giuseppe Scilipoti 14/01/2017 - 12:25

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Grazie Giuseppe sempre troppo buono nei commenti, leggerò le tue opere sicuramente! A risentirci!

Francesca B 13/01/2017 - 21:18

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Con questo componimento finisco di leggere praticamente tutti i tuoi lavori. Lieto di aver speso il mio tempo per scoprire e commentare ogni tuo singolo scritto. Anch'io ogni tanto scrivo aforismi, se ti va di leggerli o anche altri racconti che ho scritto, ti basterà scorgerli nella lista della mia attuale produzione. Senza impegno si intende. Ti ringrazio ancora per aver commentato "Lo scheletro e lo zombie" e a presto.

Giuseppe Scilipoti 13/01/2017 - 17:19

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Ho preservato per ultimo questo tuo ottimo racconto "romance". Bellissimo, avvincente ed emozionante, hai una certa capacità narrativa e sai come avvinghiare il lettore o la lettrice. Mi è piaciuto dall'inizio alla fine. Meraviglioso davvero!!
Sia con i racconti e con gli aforismi sei molto brava e mi congratulo sinceramente con te!!!

Giuseppe Scilipoti 13/01/2017 - 17:18

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Grazie Chiara molto gentile!

Francesca B 14/11/2016 - 09:17

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Un racconto ben scritto e che si legge tutto d'un fiato! 5*, brava e congratulazioni! Buon pomeriggio,

Chiara B. 11/11/2016 - 15:04

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Grazie Ilaria!

Francesca B 28/10/2016 - 17:28

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Semplice ed intensa come un abbraccio!

Ilaria Romiti 28/10/2016 - 14:00

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Loredana, Anna, Teresa grazie per i vostri commenti e per avermi dedicato un pò del vostro tempo!

Francesca B 26/10/2016 - 13:41

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Piacevole lettura, scorrevole e accattivante.

Teresa Peluso 26/10/2016 - 09:14

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Letta con molto piacere... *****

ANNA BAGLIONI 26/10/2016 - 00:21

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lettura scorrevole a tratti proprio appassionata.. brava!

loredana alvares 25/10/2016 - 23:45

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Grazie Francesco e Marirosa per esservi fermati un attimo a leggere il mio racconto, sono lusingata!

Francesca B 25/10/2016 - 20:51

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bella e scorrevole

Francesco Cau 25/10/2016 - 20:31

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Molto bella come scrittura, si legge bene, e molto velocemente, perché ti cattura molto. 5*

Marirosa Tomaselli 25/10/2016 - 20:08

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