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Le istruzioni sono:

Descrivere un personaggio e cosa sta facendo e pubblicare tale descrizione. Non appena hanno pubblicato altri autori fare interagire il PROPRIO personaggio con QUELLO di un altro autore qualsiasi creando un racconto. Le due descrizioni vanno riportate pari pari durante il racconto e come sotto titolo va indicato, tra parentesi: “interazione con il personaggio descritto da ……”


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Fuori dal tunnel

(Interazione con Aristide, personaggio de 'Il professore' di Anna Rossi



Cristina era una giovanissima tirocinante in psicologia. Veniva fuori da una storia di abbandono e disadattamento. Bionda, occhi azzurri, di origini rumene, era stata adottata da una coppia di genitori italiani che dopo cinque anni l'avevano abbandonata essi stessi. Fini' in una casa famiglia, iniziò a soffrire di depressione e divenne anoressica. Entrò in terapia riabilitativa psicologica e lì rinacque. Il plesso, all'interno del quale era sito l'ambulatorio di psicologia, si trovava immerso in un grande giardino, dove crescevano alberi, piante varie e fiori rigogliosi...
...Era proprio lì che, dieci anni prima, aveva conosciuto la dottoressa Gardini, responsabile del centro e che allora si era occupata di lei e della sua terapia. In via del tutto sperimentale, la dottoressa aveva utilizzato un approccio nuovo, impegnare il paziente in lavori anche all'aperto, oltre che in alcuni laboratori che iniziavano a sorgere all'interno del centro. Un gruppo di ragazzi, tra cui Cristina, erano stati impegnati nella cura del giardino. Fu grazie a tali attività che Cristina rifiorì. Si era diplomata e laureata in psicologia ed era rimasta in quel centro a dare una mano, come volontaria prima, tirocinante poi. Nel centro venivano trattati ragazzi problematici che avevano subito il rifiuto o la violenza, poi c'erano anche casi di ragazzini che, finiti per strada, si erano messi a rubare o spacciare.
Quella mattina Cristina era arrivata molto presto al centro per mettere a posto alcune cose prima che alle 8,30 arrivasse il pulmino che portava i ragazzi. Stava aprendo il cancello, completamente presa dai propri pensieri, quando vide distrattamente giungere un signore vestito di scuro, in cravatta, un cappotto dalla linea elegante e decisamente nero e una borsa. Era Aristide che era stato professore di musica alle scuole medie fin dai tempi in cui frequentava Cristina, vale a dire undici anni prima. Cristina non lo riconobbe subito, ma il professore la guardò, dapprima distrattamente, ma poi, come se avesse avuto una folgorazione, si fermò ed esclamò: "Cristina". " Professore è lei?". Aristide era ormai prossimo alla pensione ma a vederlo non dimostrava assolutamente la sua età. Aveva un fisico asciutto e tonico, infatti seguiva puntualmente una dieta ferrea ed in più amava andare in bicicletta; un viso interessante, con due occhi verdi, impenetrabili, che a volte, specie quando si arrabbiava, sembravano di ghiaccio, come nascondessero chissà quale segreto. I radi capelli grigio perla erano sempre in ordine e pettinati con il gel. Era un po' orso, infatti non sorrideva quasi mai, ma le poche volte che lo faceva il viso s'illuminava, sembrando un'altra persona. Iniziarono a parlare e Cristina gli spiegò che lavorava al centro come tirocinante psicologa e che, anche dopo, sarebbe rimasta a lavorare lì. Aristide conosceva la sua triste storia e si rallegrò per lei. Dal canto suo Aristide le disse che insegnava sempre nella stessa scuola e quella mattina si trovava a passare di là perché aveva sbagliato fermata della metro, ma che quello era l'ultimo anno di insegnamento. In quel preciso momento Cristina ebbe una folgorazione: al centro cercavano una figura che tenesse un corso di musicoterapia e ricordava che Aristide aveva già tenuto il corso per un altro centro, al quale aveva partecipato proprio lei. Si promisero di rincontrarsi per parlarne meglio ed anche con la dottoressa Gardini.
Nel gruppo di ragazzi di cui si stava occupando Cristina, c'era una ragazzina di tredici anni, Serena, il cui padre era morto prima che lei nascesse e la madre, per poterla tirare su, si era data alla prostituzione. Un giorno il protettore della madre aveva abusato di lei. Quando la madre lo sorprese, afferrò un coltello per ucciderlo, ma quello tirò fuori una pistola e l'uccise. Poi si era dileguato per paura di finire in galera. Serena fu soccorsa da alcuni vicini. Da allora, però, non aveva più parlato. I servizi sociali l'avevano affidata ad una casa famiglia, poiché non si conoscevano altri parenti e poi era stata inserita in un programma terapeutico da svolgere presso il centro della dottoressa Gardini. Le piaceva tanto stare in giardino ad occuparsi delle rose e altri fiori. Però da quando aveva iniziato la terapia, non aveva mai proferito parola, non interagiva con altri, né coetanei né adulti. Cristina dalla cartella aveva letto che, prima del terribile avvenimento, seguiva un corso di musica organizzato presso l'oratorio parrocchiale, poiché la mamma non poteva permettersi altro. Le avevano detto che adorava suonare il violino ed era anche molto dotata. Cristina e la dottoressa Gardini erano sempre alla ricerca della chiave giusta per aiutare ogni ragazzo. Serena stava molto a cuore a Cristina, perché si riconosceva un po' in lei, e la musicoterapia le sembrava l'idea giusta, ecco perché ci teneva tanto a trovare il maestro che potesse tenerlo. Qualche settimana più tardi Aristide si recò al centro ed incontrò la dottoressa Gardini, gli piacque molto quello che facevano al centro ed accettò di tenere il corso senza percepire ricompensa alcuna. Aveva perso un figlio pochi anni prima in un terribile incidente e lo avrebbe fatto in sua memoria e per colmare almeno un poco il vuoto da lui lasciato. Inizialmente Serena sembrava non rispondere positivamente alla musicoterapia, a volte correva fuori dalla stanza e si rifugiava in giardino, altre, invece, restava immobile nella stanza, ma mai voleva avvicinarsi al violino. Poi un giorno Aristide informò che sarebbe mancato per alcuni giorni. In alternativa avrebbero fatto delle ore in più nel laboratorio di cucina. Ad un certo momento Cristina si rese conto che Serena si era allontanata. La cercò dappertutto finché passando davanti alla sala di musica la vide dentro, seduta. "Serena oggi non viene Aristide". Ma Serena restava immobile. "Va bene, suonerò io il violino a suo posto", disse Cristina. Provo' ma ciò che ne venne fuori fu solo una cosa simile ad una pernacchia. Allora udì una lieve risata provenire da Serena e poi: "Nooo, aspetta ti faccio vedere come si fa". Serena prese il violino e suonò la Primavera di Vivaldi. Poi si fermò, guardò Cristina ed i loro occhi si riempirono di lacrime e si abbracciarono. Quello fu un gran giorno per Serena ma anche per Cristina, la sua intuizione era stata giusta ed ora intravedeva un barlume di luce in fondo a quel tunnel in cui era stata ricacciata Serena.




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Scrittura creativa scritta il 17/12/2016 - 07:29
Da Giulia Bellucci
Letta n.228 volte.
Voto:
su 5 votanti


Commenti


Complimenti per la nomitation mensile, questo lavoro di scrittura creativa ha meritato la premiazione... ti sei aggiudicata il secondo posto. Seguo apposta sempre e costantemente i tuoi lavori poichè so bene della tua validità letteraria. Complimenti ancora e ti auguro una buona giornata!!!

Giuseppe Scilipoti 03/01/2017 - 13:42

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Componimento di pregevole fattura, realistico e ben scritto! Sembrerebbe tratto o comunque ispirato a eventi realmente accaduti. Molto profondo, nel finale ci si commuove abbastanza, un interazione riuscita seppur con non poche difficoltà. Un racconto di carattere sociale ben rappresentato. Hai fatto un buon lavoro, complimenti e ti auguro una buona serata!!!

Giuseppe Scilipoti 20/12/2016 - 20:54

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Un racconto splendido...toccante e molto sensibile nella sua profonda tematica...che parla di problemi profondi insiti in tanti ragazzi, che con amore e terapia si possono risolvere...e far tornare a splendere l'amore nei loro cuori...Complimenti!
(non ho letto il racconto di Anna per mancanza di tempo e non posso dire niente riguardo all'interazione...appena posso lo faro!) 5* Buon Pomeriggio Giulia e grazie per il tuo bellissimo commento

margherita pisano 19/12/2016 - 16:06

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Bravissima Giulia hai interagito perfettamente con il mio "PROFESSORE".Un racconto molto bello e piacevole da leggere. Complimenti e alla prossima opera...

Anna Rossi 19/12/2016 - 07:08

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Bellissima interazione Giulia.
Il tuo racconto è stato scorrevole e piacevole da leggere. I miei complimenti.
Buona serata

Martina D. 17/12/2016 - 17:13

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interazione perfettamente riuscita brava 5*

GIANCARLO LUPO POETA DELL'AMO 17/12/2016 - 16:49

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Bellissimo racconto scritto bene.brava.

antonio girardi 17/12/2016 - 13:26

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Piacevole nella sua scorrevolezza... ponderato nella sua interazione.
Lieto fine settimana Giulia.
*****

Rocco Michele LETTINI 17/12/2016 - 11:17

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Racconto molto bello e interazione perfetta.

Marirosa Tomaselli 17/12/2016 - 11:10

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