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AL BUIO IN UNA CAVERNA

Le istruzioni sono:

La scena si svolge in una caverna. Il protagonista, assieme ad altre persone, si ritrova improvvisamente al buio. Quali sono i suoi pensieri e le sue preoccupazioni? La grotta ha dei pericoli. Cosa succederà? Quale sarà la conclusione? Scrivere una storia così ambientata.


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LE CAVERNE DEL CUORE

Il buio pesto, senza il minimo spiraglio. L'orrore della cecità negli occhi di Sarah. Dove si trovava? Non ricordava nulla. E non vedeva nulla. Nemmeno un'ombra. Solo una distesa nera.Nessun rumore, nessuna voce, un silenzio tombale. Ma non era sola.Un peso estraneo seppure lieve le premeva su un ginocchio. Fece per scostarlo e dita viscide sgusciarono via. Se non le fosse mancato il fiato, avrebbe urlato. Era una mano gelida.Qualcuno era morto lì accanto a lei e non sapeva nemmeno chi e perchè. Il come non voleva appurarlo. Il suo respiro diventò affannoso e veloce come una folle rincorsa verso qualcosa di indefinito. Tentò di alzarsi ma il terreno era morbido e scivoloso, una melma fredda le avvolgeva i polpacci.Cercò una miracolosa luce nel buio, un piccolo faro di speranza, una traccia da seguire per uscire da quella trappola, ma niente. Con la forza della disperazione si ritrovò in piedi, barcollante. Poteva appoggiarsi solo su qualche roccia liscia su cui le mani slittavano.Temeva di inciampare in qualche ostacolo eventuale , forse perfino in un cadavere. Infatti ricadde carponi su quello che poteva sembrare al contatto un sacco fradicio ma doveva essere una persona inerte.La paura a volte è un demone che si impossessa di carne e spirito. Con il poco fiato rimastole in gola tentò di gridare, ne uscì un verso stridulo e inutile strozzato nel gargarozzo. Era stato il suo ultimo richiamo disperato per non sentirsi così sola e impotente, sepolta in una nicchia d'inferno.Sarebbe bastato un lamento in risposta...anche un flebile segnale di vita... Ma non fu così. Ogni attimo diventò un secolo. Non sapeva nemmeno se fosse notte o giorno ma a quel punto era indifferente. D'un tratto sentì qualcosa sulla pelle, qualcosa in movimento, una forma vitale ma non certo quella che si sarebbe aspettata. Due ali ricoperte di velluto poi quattro le sfiorarono il viso.
D'istinto si coprì la faccia con le mani ,invasa dal terrore.
Pipistrelli! Poi con un fruscio come fantasmi svanirono. Intanto l'aria era sempre più rarefatta. Un odore forte di muschio misto a muffa le invase le narici rendendo ancora più difficoltoso il respiro. Sembrava i polmoni lottassero per dilatarsi a catturare il poco ossigeno ancora presente ed era forse così. Si sentì svenire. Poi di nuovo quelle ali tornarono a toccarle il volto, ma stavolta non erano quattro o cinque topi alati, stavolta le si avventarono addosso come corvi. Urlò come avesse ritrovato e concentrato tutta l'aria possibile in quel grido e iniziò a dimenarsi in preda al panico. La dottoressa accorse nella stanza bianca e asettica., Fece un cenno e due robusti infermieri trattennero la ragazza che aveva strappato le coperte dal letto e li fissava con occhi sbarrati e i capelli scarmigliati. Uno dei due le infilò un ago in vena.Subito Sarah socchiuse gli occhi e si rilassò. La dottoressa con un tono dolce disse "Ora lasciamola riposare" Tirò un tendone verde per isolarla dagli altri pazienti e permetterle di dormire, un sonno stavolta più quieto. Poi la donna si infilò nel corridoio luminoso del reparto neurologico e svanì dietro a una porta trasparente.La ragazza era stata ricoverata d'urgenza e portava su di sé i postumi di un'overdose che solo per un pelo non era risultata fatale.Le caverne del cuore sono le più profonde.E gli abissi della mente i più terribili.Non c'è nulla che vi possa competere, nemmeno in capo al mondo....



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Scrittura creativa scritta il 17/10/2017 - 18:55
Da Sabry L.
Letta n.184 volte.
Voto:
su 7 votanti


Commenti


Grazie a tutti della lettura e del tempo dedicatomi

Sabry L. 19/10/2017 - 21:10

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Stupendo questo racconto molto particolare e scritto con molta proprietà di linguaggio.

antonio girardi 19/10/2017 - 10:20

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Racconto molto piaciuto, Brava Sabry..

Francesco Gentile 19/10/2017 - 07:59

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troppo bello per leggerlo una sola volta
ciao Sabry un 5*

enio2 orsuni 18/10/2017 - 16:04

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Racconto drammatico scaturito dalla rappresentazione di un incubo che la tua artistica penna ha reso magistrale. Tanto di cappello, ciao

Francesco Scolaro 18/10/2017 - 14:43

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Stupenda descrizione di un vero dramma... come dici nella chiusa gli abissi della mente non hanno eguali nel mondo di fuori!
Complimenti!

margherita pisano 18/10/2017 - 09:36

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Bravissima Sabry, una scrittura magnifica.Serena notte Aurelia

Aurelia Strada 18/10/2017 - 00:03

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scrittura drammatica
Stupenda per contenuto ed originalità . complimenti Sabry

laisa azzurra 17/10/2017 - 23:28

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Racconto pieno di pathod letto con interesse.Complimenti.

Teresa Peluso 17/10/2017 - 20:53

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Solo... complimenti!
Ciao Sabry.

Loris Marcato 17/10/2017 - 19:24

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