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scrivi un racconto che abbia questo tema e non necessariamente il titolo: "Quella estate meravigliosa"


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Quella calda estate del 64

Questa mattina c'è qualcosa di nuovo, o forse di antico nell'aria. E' il caldo di agosto, il solleone ci fa sentire rossi spellati come un peperone.
Ci sono parole che restituiscono odori e sapori di un tempo lontano.Qualche volta quei versi hanno dato l'impressione di essere stati scritti apposta per noi, in altre occasioni avremmo voluto averli scritti noi stessi.E' l'effetto del processo di identificazione nella formazione della nostra personalità.L'imprinting si fa strada da solo, per i ricordi non c'è copyright a favore di poeti e scrittori.
Il solleone mi prende per mano, mi consegna pinne, fucili ed occhiali e mi porta sulle spiagge affollate degli anni sessanta. Il mare che,non era una tavola blu, ci bagnava con poca spesa. La frittata di maccheroni, il panino con sugo e polpette era un pranzo da re.Nico Fidenco ci spiegava come nasce un amore e come tenerlo legato con un raggio di sole.
In quella mattina del 64 c'era qualcosa di più, su quella spiaggia c'era lei.
L'acqua del mare fino al ginocchio, il viso predisposto al sorriso, osservava ogni cosa con molta curiosità.
Quando il suo sguardo si posò su di me, ricambiai come ponendo una domanda, come dicendo cosa fai. Lei mi rispose subito, con malizia e con pudore: "oggi non posso bagnarmi".Fu l'inizio di un parlare continuo,senza soggetti e contenuti. Ogni parola un pretesto per sorridere guardandoci negli occhi.Io ascoltavo di più,lei mi spronava a parlare dicendomi" dillo". Ed io le dicevo tutto di me. Fu così per circa tre mesi. Con una coppia di amici in comune formammo quartetto. Stessa spiaggia, stesso mare, solita strada alla stessa ora.Qualche piccolo, tenero bacio,le mani timide si sfioravano appena. Si viveva la giornata in attesa di vederci alle cinque della sera. Ogni canzone era buona per sentirci raccontati in ogni momento della giornata.
Quel mondo era diviso in due parti distinti e contrapposte: ragazze serie e ragazze facili, intenzioni serie o di solo corteggiamento.Aveva poi i suoi tempi: prima il diploma, poi il lavoro e solo allora il fidanzamento ufficiale.Lei viveva sulle note romantiche di non ho l'età di Gigliola Cinquetti, io ero al quinto anno nella fase del diploma da conquistare.Tutto finì con le prime piogge di ottobre. Nell'ultimo incontro, che non fissava altri appuntamenti ed aveva i toni di un tiepido commiato, avrei dovuto piangere o gridare. Salutai invece in maniera composta e dignitosa, sul genere dei film d'amore in bianco e nero con lui che va via così come vuole il destino. Un finale un po'alla Humphrey Bogart di Casablanca. La rividi qualche volta per strada in affettuosa amicizia in un nuovo quartetto.
L'ho incontrata, per caso, quaranta anni dopo, nel solito bar del nostro paese di origine.Lei era in compagnia.
Ancora una volta l'ho guardata come ponendo una domanda, come chiedendo" chi sei? come ti chiami? Lei, come allora, mi ha spronato dicendomi" Dillo". Le ho risposto, con dolcezza e semplicità,: tu sei Anna.
Il nostro dialogo era ancora attivo. il seme che non era sbocciato era ancora contenuto-puro- negli sguardi e nella parola di allora.Ci salutammo con simpatia, contenti di esserci rivisti.
Ci saranno altre estati roventi, altre storie vissute, ma quella parola "Dillo" rimarrà il segno distintivo di quella calda estate del 64.Aprì la porta ad altre domande di amore.



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Scrittura creativa scritta il 23/06/2018 - 10:25
Da GIOVANNI PIGNALOSA
Letta n.86 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Ringrazio la redazione e le care amiche Margherita,Teresa e Grazia per i bellissimi commenti su Quella calda estate del 64.

GIOVANNI PIGNALOSA 29/06/2018 - 10:10

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Un bellissimo racconto...tra mare e amicizia e quelle domande che lasciano intendere quanta profondità scorre nel tuo animo...Ciao Giovanni grazie!

Margherita Pisano 24/06/2018 - 09:37

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Mitici anni 60, con le canzoni romantiche di Nico Fidenco ed i primi innamoramento sui banchi di scuola. Un tuffo nel blu, nella spensieratezza e nelle timide speranze.

Teresa Peluso 23/06/2018 - 22:40

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Mi è molto piaciuto, al di là del tuffo negli anni 60, ho apprezzato le domande spesso senza risposte sull'amore, sulla vita..."dillo"...!
Bravo

Grazia Giuliani 23/06/2018 - 15:06

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