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Pensieri

Ogni dì trascorre nella metonimia che si pone l'uomo stesso
In quelle riflessioni fra sé e chi non è al vespro pensando al dì,
Rende immano l'impercettibile presso il suo pensiero.


Il muro vetrato che or poco aveva distrutto si ricompatta unito,
il fato l'opprime la solitudine lo imprigiona gli altri uomini lo rinchiudono,
Nella gabbia invisibile che lo porterà al patibolo.
Almeno quindi la pace eterna avrà? O fato, o fato pensi che non ti possa piegare?


L'uomo punito da uno stesso che non condona più grave trasgressione,
sarà forse sì forte e duro da non lasciar cader la sua vita?
Avanti,comunque vada per la mia strada!!


Se vinto sarò o vinto avrò non quello è il dilemma,
Se sarò giusto o sbagliato c'è qualcun forse che lo può dir?
Avanti,comunque vada per la mia strada!!



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Poesia scritta il 21/11/2010 - 14:13
Da Matteo Teruggi
Letta n.733 volte.
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Commenti


Siamo noi gli unici giudici inappellabili di noi stessi- invadenti compagni di viaggio prossimi alla follia. Bel testo, acuto nelle riflessioni.

Francesco e Barbara 21/11/2010 - 18:20

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