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Cara mamma

Cara mamma,
Se solo avessi le parole giuste. Se le avessi potrei raccontarti così tanto. Tutto ciò che non sai. Se avessi le parole giuste ti racconterei di quando mi è stato chiesto come fosse la mia mamma e di come io mi bloccai perché istintivamente dovevo proteggerti da cosa avrei potuto dire. Avevo 20 anni ed ero già io che proteggevo te. Solo che in quel momento ero da una psicologa e mentire non si può a chi deve guarirti la testa. Ero una testa matta mamma. Ero una testa matta e non potevi saperlo. Non dovevi saperlo.
Mi bloccai poi feci comunque quello che mi viene meglio: mentii. Non ero autentica mamma, non dicevo mai la verità. Il poster di un’opera d’arte.
Se avessi le parole giuste ti racconterei di quando hai iniziato a mancarmi. Mancarmi sul serio.
Mi sei mancata per la prima volta in quei 20 anni, quando volevo guarire ma dovevo farlo sola. Ho pianto tanto poi mi sono presa per mano e poi, ancora, sulle spalle. Ero un fardello pesantissimo mamma, ma c’erano solo le mie gambe e quelle dovevo usare.
Hai iniziato a mancarmi quando è montata la rabbia, ero cieca e ti sputavo addosso tutto il risentimento, quello che non sapevo aver accumulato nel tempo. Mi mancavi ed ero cattiva, ero cattiva perché mi mancavi.
Mi sei mancata sul serio ogni volta che ho urlato parole vuote, non le sentivi mai e come lame affilatissime mi rimbalzavano addosso. L’eco mi frustava colpendo me invece che te.
Mi sei mancata quando la dottoressa disse che sono stata “una bambina triste”. Esiste qualcosa di più amaro di un bambino triste, mamma? Ricordo mi ferì moltissimo sentirmelo dire. Non ricordavo però mi mancassi anche da piccola. Ecco un altro tassello da tenere sulle spalle, solo un altro tassello.
Scusami per tutta quella rabbia mamma, scusami. Non la meritavi e io te l’ho sputata lo stesso. Ero furiosa perché ero triste, ero soltanto molto triste.
Sotto la rabbia, quella vera, c’è sempre la tristezza lo sapevi? Io no. Un'altra cosa che mi è stata detta in quelle sedute. Spesso ne uscivo devastata, immagina un cassetto ribaltato: le cianfrusaglie della mia testa sparse sul pavimento. Mi sentivo così e non tornavo mai subito a casa. A casa c’eri tu.
Se solo trovassi le parole giuste ti racconterei di quanto mi dispiacesse lasciarti indietro. Non volevo guarire perché significava tenerti così. Guarire significava accettare che la mamma che avrei voluto non esisteva. Anche dirti questo è piuttosto amaro non credi? Dovevo accettare che la mamma di cui avrei avuto bisogno semplicemente non c’era, non esisteva e non sarebbe esistita mai. Non sono sicura di essere guarita del tutto mamma, a volte mi manchi ancora.
Perdonami. Ti chiedo scusa, consapevole non basterà mai. Ti chiedo scusa perché non è giusto cambiare le persone, tanto meno desiderarlo. Soffrire perché non accade è altrettanto crudele.
Perdonami mamma, desideravo potermi rifugiare, almeno ogni tanto, tra le tue braccia. Non è colpa tua se ciò che mi offrivi non mi corrisponde. Ero troppo egoista per vedere che comunque qualcosa mi offrivi. Tutta te stessa per la precisione. È solo che mi serviva ancora di più e se io ho provato, in quegli anni di silenzio, a capire te, tu non hai mai tentato lo stesso. C’era troppo frastuono perché cogliessi le mie lacrime, scendevano sempre piano, come potevi vederle?
Mi spiace mamma, mi spiace per te e per me. I legami sono fatti di nodi, qualcuno però avremmo potuto scioglierlo.
Se solo avessi le parole ti direi tutto questo e molto di più, ma io alle parole mi ci affeziono e allora, ancora, le tengo solo per me.



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Racconto scritto il 14/10/2018 - 10:43
Da Costanza Co
Letta n.146 volte.
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Commenti


Scusa
"Quando e se le dirai"

laisa azzurra 14/10/2018 - 18:58

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Quando ti leggo, resto senza parole...ma tu le parole ce l'hai, Costanza. E allora dille tutto quello che avresti voluto dirle. Arrabbiati, piangete insieme, graffiatevi, fatevi male, tanto male...tutto è meglio del nulla e da tutto questo dolore può nascere qualcosa di diverso, qualcosa di bello. Fidati, Costanza, nn è facile fare la mamma, no davvero.
E tutti sbagliamo, tutti purtroppo. Quando è se le dieai che sei stata a una bambina triste, la ucciderai, ma forse, risorgerete insieme.
Perdonami, magari nn scrivevi di te...ma vedi, sono una mamma



laisa azzurra 14/10/2018 - 18:57

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...sono d'accordo con Mimmi...
i nodi vanno sciolti o almeno provarci con tenacia e amore.
Arriva un momento in cui non possiamo più fare o dire e quei nodi, visti da un'altra prospettiva,diventeranno ancor più pesanti.

Grazia Giuliani 14/10/2018 - 17:51

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No, non tenere per te le parole, non è mai troppo tardi per spiegarsi e per chiarirsi. Un giorno, che ti auguro sia lontanissimo, non avrai più questa possibilità, e allora non permettere ai rimpianti di farsi strada, agisci prima!
Da mamma posso solo dirti che di sbagli se ne fanno tanti, ma sempre a fin di bene. Il mestiere di genitore è difficilissimo e spesso siete voi figli che dovete darci un aiuto perché ci sia sempre comprensione e complicità...

Mimmi Due 14/10/2018 - 14:32

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