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Siamo alle solite.Quando succede qualcosa, non si trova modo di discutere civilmente. Ogni volta la sua ira scoppia in modo spropositato,e saltella qua e là con fare minaccioso.
Non ha ancora trovato modo di intimorirmi: mi ribello, lo affronto e cerco di fargli abbassare quella cresta di gallo castrato. Ma, nella sua furia, travolge tutto ciò che trova sul suo cammino e, se ci fosse l'oggetto della sua ira, sicuramente gli procurerebbe danni irreparabili.
E spesso l'oggetto della sua ira è suo figlio.
Non sempre ha tutti i torti, perchè i ragazzi travisano l'idea di libertà e non rispettano le regole.
Oggi è una giornata nera...lo vedo già da come si muove; a volte balza da terra e raggiunge facilmente il muro di cinta,alla ricerca del malcapitato e sbraita , urlando come una belva.
Bisogna mantenere la calma e far vedere di non aver paura di lui.. Se dovesse accorgersi che il cuore batte all'impazzata e che in realtà ho una gran paura, potrebbe diventare ancora più feroce.
Mi impongo la calma ed intanto metto al riparo il ragazzo, cercando di mimetizzarlo.
Però stavolta l'ha fatta grossa. Ha comprato online potenziamenti per i suoi giochi, usando la carta di credito del padre.
Naturalmente non può pensare di farla franca...sicuramente arriveranno punizioni molto pesanti; ma quello che più importa è che non ci siano punizioni corporali.
Gli raccomando di non fare il minimo movimento, perchè dobbiamo riuscire a placare la furia del padre.
Giorgio ama il computer ed è anche molto bravo ad usarlo....Ma è un ragazzo che passa troppo tempo attaccato ai giochi online ed i suoi amici sono diventati solo amici virtuali. Con essi gioca e ride e fa gare e condivide emozioni, tralasciando le uscite in bicicletta, lo sport, le amicizie reali... Anzi, non va d'accordo con nessuno e spesso si isola. Il suo mondo è diventato il mondo dei Youtuber ed è diventato bravo a creare nuovi video, con cui gioca con i suoi amici virtuali. Ovviamente ogni vittoria riportata, lo fa salire nella considerazione degli altri, per cui passa buona parte del suo tempo a perfezionarsi.
Non vorrei che fosse così...vorrei che spendesse le sue energie a correre, a saltare, invece di vederlo ore ed ore chiuso in camera, indifferente a tutto ciò che succede intorno a lui.
Intanto il clima da Gestapo continua...ma alla fine dovrà stancarsi ed andarsene a letto.
Domani, quando ci sarà la dovuta calma, ne parleremo e cercheremo di trovare una soluzione, che faccia capire al ragazzo i suoi errori, ma che faccia capire anche a noi adulti, che il modo migliore per capirsi è il dialogo.
Domani affronteremo l'argomento. Oggi facciamo in modo che ci sia una pausa di riflessione e per i padri violenti e per i ragazzi eccessivamente tecnologici!




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Racconto scritto il 16/10/2018 - 22:12
Da Teresa Peluso
Letta n.135 volte.
Voto:
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Commenti


Brava Teresa.
Un racconto di vita quotidiana, di famiglia, scritto in modo coinvolgente...davvero complimenti!

Grazia Giuliani 17/10/2018 - 17:28

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Bello e ricercato racconto scritto con dovizia di particolari.

Antonio Girardi 17/10/2018 - 15:27

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