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IL FARO

IL FARO



Il faro era lì, splendido e bianco, in cima alla scogliera e giungervi correndo per Pietro e Vanni era una quotidiana scommessa. Veloci come il vento, alle prime luci del giorno, scalavano la stradina impervia, scansando voragini, massi, e grossi rami spezzati. Una volta lassù, dal punto più alto dell’isola, contemplavano il panorama mozzafiato del Mediterraneo.
Vivevano felici e spensierati i due fratelli gemelli, condividendo tutto, finché il destino fa incontrare loro Greta, una bella ragazza tedesca in vacanza, L’amore tra la turista e Vanni scatenerà la rivalità e la gelosia di Pietro che ormai in preda all'odio farà di tutto per separare la coppia, riuscendo nel suo intento, grazie ad un imbroglio. Greta delusa andrà via e Vanni scoperta la truffa non vorrà più saperne del fratello. Rimasto solo, Pietro si pentirà del suo comportamento, ma dovranno trascorrere molti anni per ricongiungersi ormai adulti, sotto il grande faro.


Vanni e Pietro, due splendidi ragazzi gemelli, anche se di aspetto fisico diverso, correvano lungo la strada che portava al faro che, imponente e bianco, emergeva sul punto più alto di un costone roccioso a picco sul mare. Per giungervi era necessario percorrere un strada che, costeggiata da rovi e piante selvagge, diveniva mano a mano che si procedeva verso l’alto, sempre più stretta e ripida. Ma i due giovani non temevano ostacoli, con passi veloci scansavano grosse buche, grossi rami staccati dagli alberi, dalle tempeste e dai venti che nei mesi invernali soffiavano impetuosi. I ragazzi scherzavano e ridevano per ogni scemenza, felici di vivere quella libertà, quella gioventù in quel luogo incantato.
Bruno con occhi scuri Pietro aveva un atteggiamento introverso e riflessivo rispetto al carattere allegro e solare di Vanni, castano con occhi chiari. A giudicare dall'aspetto fisico non sembravano proprio gemelli, al contrario li avvicinava il loro affiatamento e la loro complicità, che li portava a capirsi con uno sguardo e a trascorrere le giornate insieme, specie adesso che avevano concluso il percorso scolastico e si davano da fare per lavorare. Ma nelle prime ore della mattina amavano correre fino al faro, ormai disabitato e inattivo. Una volta giunti lassù, ai piedi del monumentale faro bianco, sostavano e in silenzio assaporavano la magia del sole che, sorgendo rendeva dorate le acque del quel mare che dall'alto promontorio sembrava immenso .
Erano sudati e affannati dalla gran corsa :
- Sta iniziando il caldo!- disse Pietro
- Già- rispose Vanni soffiandosi il volto con la mano – dovremmo andare a mare invece che salire fino qui- proseguì
- Dai Vanni ! e perdere la visione di questo spettacolo?-
- Pensi che le nostre domande di lavoro verranno accettate dalla COLMAR?- disse Vanni cambiando argomento.
- Bo!- rispose Pietro- Speriamo, potremmo finalmente guadagnare qualcosa e non pesare più su papà. -
Giovanni Bartoli, aveva da poco superato sessantanni, ma dimostrava qualche anno in più dalla perdita di sua moglie Maria. Il suo lavoro presso l’unico ufficio postale del paese lo distraeva dai pensieri tristi, ma da un po di tempo si sentiva stanco e desiderava andare in pensione e andare in mare con la sua piccola barca. Sperava che i suoi figli gemelli iniziassero al più presto a lavorare presso l’unica azienda conserviera alimentare dell’isola. Tuttavia anche se segnati dal lutto, nella loro graziosa casa, bianca con le imposte di legno azzurre, i tre uomini vivevano tranquilli.
L’estate giungeva con le sue folate di scirocco caldo e sabbioso, le spiagge e i numerosi alberghi presenti iniziavano a popolarsi di stranieri, così l’isola si accendeva di colori, musiche, voci di gente di ogni tipo, ma soprattutto di giovani che con una piccola spesa trascorrevano una bella vacanza al mare. Le ore, solitamente lente e monotone, in quei mesi estivi sembravano accelerare, trascorrere velocemente e quel momento di vita vivace che l’isola viveva, sembrava non avere sosta nelle ore notturne, quando i piccoli locali si animavano di balli e musiche, le trattorie di profumi e di piatti prelibati. Poi tutto languiva in attesa del nuovo giorno, quando il sonno prevaleva sulla frenesia di vivere e rimaneva il respiro del mare che scrosciava sugli scogli, un cielo limpido e pieno di stelle con la luce che sbiadiva mano a mano che giungeva l’alba di una nuova giornata, pronta a tinteggiare, come fosse la tavolozza di un pittore, ogni cosa di meravigliosi colori.
L’incontro con Greta fu casuale e inaspettato, ma talmente importante da sconvolgere le loro esistenze. Bella, bionda, con quella fisicità che ipnotizzava i giovani isolani. Una pallonata la colpì mentre camminava lungo la battigia. La ragazza si girò furente, ma davanti al sorriso disarmante di Vanni che si scusava, non seppe più replicare e alla fine si presentò come Greta.
Che la scintilla d’amore fosse scoccata se ne accorsero quasi tutti i ragazzi che partecipavano alla partita. Anche Pietro l’aveva intuito e come abbagliato anche lui non riusciva a togliere gli occhi di dosso dalla ragazza che iniziava ad essere imbarazzata.
Parlava un italiano un po stentato ma comprensibile
- Sono Greta – si era presentata
- Io Vanni – e poi aveva fatto seguito il coro di presentazione degli altri
- Vuoi unirti a noi stasera?- proseguì – ci troviamo in piazzetta e prendiamo un gelato -
- Davvero un gelato? - fece Greta incredula
- Ma si, noi non ci droghiamo, né beviamo, siamo bravi ragazzi.- rispose Vanni.


Da quella sera si susseguirono gli incontri e i due giovani divennero inseparabili, con disappunto di
Pietro che cercava disperatamente anche lui di inserirsi nella coppia e di destare l’attenzione ora con battute spiritose o atteggiandosi a buffone, ma fu inutile perché l’amore tra Vanni e Greta era sempre più manifesto.
Pietro si trovò da solo, adombrato e mentre la coppietta viveva il suo momento magico, correva da solo e se ne stava di cattivo umore ai piedi del faro, antico testimone di quel mare, antico baluardo di avvistamento, distrutto e poi ricostruito con sembianze moderne. Punto di riferimento dei naviganti in difficoltà, nelle notti buie e tempestose, era ancora presente ma spento, svuotato e silenzioso.
Pietro piangeva di rabbia, di gelosia,di invidia. Vanni non aveva avuto scrupoli, pensava, si era fatto la sua conquista, fregandosene dei suoi sentimenti. L’aveva tradito e quella smorfiosa di Greta non aveva occhi che per lui. Una crepa nel suo animo, una ferita che rabbiosamente camuffava, ma la sua mente intossicata dal rancore tesseva come un ragno una tela nella quale avrebbe messo le sue vittime.
Una mattina Pietro provocò Vanni sperando di distoglierlo e di portarlo alle vecchie abitudini.
- Vanni, andiamo al Faro o Greta non vuole? -
- Sei stupido? - rispose il fratello e continuò – no, vai tu -
Giunto lassù Pietro si sentì disperato e sentiva di non poterne più. Doveva trovare una soluzione. Poi escogitò una storia. Questa volta avrebbe mosso lui le fila e li avrebbe allontanati.
Fece in modo di far credere a Vanni che Greta lo tradiva ora con biglietti anonimi, ora con frasi che qua e là venivano dette, fino a formare nella mente di Vanni il sospetto, un sospetto che come un veleno si infiltrava nella sua mente sempre più. Con una telefonata anonima fece correre Greta in un luogo, dove un ragazzo pagato da Pietro recitò la parte dell’innamorato
- Greta, finalmente, ti aspetto da un’ora!-
La ragazza stava per protestare, ma il giovane prontamente l’afferrò e la baciò. Quella scena costruita, fu vista da Vanni portato a prepotenza sul posto da Pietro che fuggi via dal nascondiglio , sconvolto e addolorato. Non vide Greta schiaffeggiare il giovane attore e non le credette quando lei protestò la sua innocenza. In balia di sentimenti ostili e di sfiducia la coppia si separò e il bel sogno si spezzò. Greta andò via e Pietro contento pensò di essere riuscito nel suo intento. Adesso si gustava la sua vendetta.
L’estate ebbe fine ma Vanni era sempre più triste e visto che l’azienda alla fine aveva assunto Pietro, iniziò a pensare che forse era il caso di cercare lavoro lontano dall'isola.
La verità poi alla fine viene sempre a galla e tutto quell'imbroglio venne scoperto e la lite, con toni spietati e alti, fu terribile, un vero e proprio scontro. Avvenne a casa, senza giungere alle mani, davanti al padre che assisteva sbigottito.
Era stato Pietro, suo fratello a tradirlo, pensava disperato Vanni, lui a distruggere la sua vita e in quella brutta serata, una sera di pioggia, la famiglia si spezzò e si divise. Vanni partì per Milano, dove aveva trovato lavoro in un grande centro commerciale. Pietro rimase, colpevole e solo, nell'isola a lavorare in azienda e il povero padre incapace di riappacificarli.
L’inverno fu freddo, con venti di burrasca e a questa stagione seguirono le altre in un tempo che ormai sembrava essere sempre più lento, ripetendosi in monotona sequenza.
Pietro riconobbe, placata la rabbia, di avere sbagliato e aveva cercato di giustificarsi con Vanni, aveva chiesto scusa e implorato. Ma il male fatto era grande, difficile da perdonare. Trascorsero giorni, mesi e poi anni. Anche per il loro padre la vita terrena si concluse, ricongiungendosi con quella spirituale della moglie. Vanni fu presente al funerale ma andò via rapidamente senza neanche guardare in faccia suo fratello.
Fu un giorno d’estate che Pietro vide la sagoma di Vanni avvicinarsi e poi sedersi vicino a lui, ai piedi del faro. C’era un gran silenzio e quel tramonto estivo si tingeva di rosso. Una strana pace sembrava giungere nei loro animi travagliati. Si abbracciarono piangendo e quell'abbraccio cancellò ogni risentimento, ogni rancore, ogni dolore. La vita ricuciva gli strappi e si annullavano gli anni e il tempo perduto. Le emozioni, a lungo sopite, tornavano impetuose come un fiume in piena, come se quei lunghi anni di freddezza non fossero trascorsi.
- La gelosia mi aveva fatto impazzire, come se un demone si fosse impadronito di me. Desideravo solo separarvi- singhiozzò Pietro – E Greta, hai avuto più sue notizie ? -
- Si, si è sposata e vive a Berlino. Abbiamo parlato a lungo per telefono. Anche lei ha perdonato ed è stata lei a invitarmi a perdonarti e venire qui -
Il loro amore fraterno colmava nuovamente le loro vite di nuova gioia e nuove speranze. Adesso tutto in un attimo.



Alice: Per quanto tempo è per sempre?


Bianconiglio: A volte, solo un secondo


(Lewis Carrol)




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Racconto scritto il 23/05/2019 - 13:31
Da Patrizia Lo Bue
Letta n.135 volte.
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