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Dalla finestra

In una gelida e ventosa mattina d'inverno, un uomo scrutò fuori dalla finestra...
Ad un certo punto il vento finì per placarsi ed un sole potente quanto fulgido irradiò il giardino. Egli sorrise, focalizzando maggiormente l'esterno, per l'emozione gli occhi gli diventarono lucidi.
Caterina, la sua bellissima Caterina era lì in mezzo a quella paradisiaca area verde piena di fiori di svariati tipi a godersi l'inaspettata bella giornata.
"Diego!" lo chiamò lei con dolcezza accompagnato da un delicato gesto di mano per invitarlo ad uscire e di conseguenza a raggiungerla.
La sfolgorante mattinata durò pochissimo, per ritornare ad essere nuovamente ingrigita tant'è che si mise persino a piovigginare. Caterina, incurante si cimentò a ballare con gioia. Era felice.
"Vieni, vieni da me amore mio!" lo esortò ancora con crescente coinvolgimento.
Diego cercò di raggiungere la sua amata ma il gomito era bloccato, il braccio gli faceva un male terribile ed il sorriso gradualmente si spense. L'amara realtà fece capolino quando la pioggerella si trasformò in un acquazzone ed infine in una tempesta. Il cadavere di Caterina sotterrato in un punto preciso nell'immenso giardino della sfarzosa hacienda di famiglia, per l'ennesima volta gli fece dolorosamente realizzare cos'era, cosa aveva perso e dove si trovava.


In una gelida e ventosa mattina d'inverno, un uomo scrutò fuori dalla finestra... sbarrata della sua cella di una sperduta prigione sudamericana rievocando il suo omicidio.




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Racconto scritto il 24/05/2019 - 15:22
Da Giuseppe Scilipoti
Letta n.197 volte.
Voto:
su 4 votanti


Commenti


Grazie per la spiegazione.

Seby Flavio Gulisano 02/07/2019 - 11:09

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Avevo dimenticato di rispondere a Seby.
Il protagonista era incatenato e di conseguenza il suo patimento era anche di tipo fisico.
Nel mondo esistono ancora delle prigioni in cui i detenuti risultano incatenati, forse in nessuna nazione del Sud America non è così però ritenendo ideale l'ambientazione per il mio racconto, non accenno nessuna nazione in particolare limitandomi con un "una sperduta prigione sudamericana".
Anche "La pena di morte", altro mio componimento è ambientato in Sud America

Giuseppe Scilipoti 01/07/2019 - 14:45

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Nel testo non sono narrati i precisi retroscena dell'omicidio, difatti come in "Goodbye past!" con la vostra fantasia è possibile ricreare una trama e relativa trama e un relativo movente.
Da segnalare che le ambientazioni sudamericane mi hanno sempre affascinato e qui in qualche modo ho fatto un lieve accenno sebbene il paese risulta imprecisato, potrebbe essere ad esempio Bolivia, Ecuador o Venezuela.
Una lieta Domenica a tutti.

Giuseppe Scilipoti 26/05/2019 - 14:00

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Carissimi amici di Oggi Scrivo vi ringrazio per esservi "affacciata" per leggere il mio racconto. "Dalla finestra" doveva partecipare ad un contest chiamato "Prigionieri" di tipo psicologico e non, (si può essere prigionieri in mille modi non per forza solo ed esclusivamente dietro le sbarre) ma sono arrivato tardi, se non erro di circa due anni. :D

Giuseppe Scilipoti 26/05/2019 - 13:51

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Mi piace...la verità alla fine, come spesso succede!

Grazia Giuliani 25/05/2019 - 14:17

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Bel racconto di una visione. Una domanda: perchè il gomito bloccato ed il braccio che gli faceva male?

Seby Flavio Gulisano 25/05/2019 - 10:59

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Però, comincia che tutto bello e finisce tutto grigio. Bel contrasto e colpo di scena!!! Hai un'imaginazione inesauribile. Bravissimo

Maria Isabel Mendez 25/05/2019 - 00:02

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Giuseppe, non ti smentisci. Sei uno dei più quotati narratori del sito.

Ernesto D'Onise 24/05/2019 - 22:21

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Io non so tu da cosa abbia tratto questo toccante racconto, resta comunque la bellezza metaforizzare in un sogno evanescente la conseguente triste realtà. La descrizione dei dettagli rendono danno pregio all'opera.Sei bravissimo ad intersecare i passaggi del racconto tessendo un ottimo canovaccio. Bravo Giuseppe. Un affettuoso saluto.

santa scardino 24/05/2019 - 17:43

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