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Il galeone sommerso

Una grossa medusa fosforescente passò lungo il ponte, i suoi tentacoli elargivano lenti colpi all'indietro, portandola a destreggiarsi con facilità sul relitto di un galeone che ai tempi che furono doveva essere stato veramente imponente nonché adatto per affrontare lunghi viaggi e mille battaglie. Tra le alghe ed il legno marcio, la luce verdastra del celenterato appariva come una specie di lanterna. Si introdusse per le scale, per poi gradualmente giungere nella stiva, portando riverbero su una sbrindellata uniforme blu piena di medaglie con dentro quello che una volta doveva essere il comandante. Un vecchio scheletro che sembrava piangere e con in mano una antica Wildmann utilizzata per porre fine ai suoi giorni.
Il planctonico marino proseguì indifferente lungo il corridoio in direzione di una porta aperta. S’infilò in una modesta cabina, con una brandaccia ai lati ed un tavolo e una sedia al centro, seduto al quale stava un solitario fantasma assorto nel dolore della sconfitta.



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Racconto scritto il 20/06/2019 - 09:07
Da Giuseppe Scilipoti
Letta n.107 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Grazie Maria Isabel, pur passando da un argomento all'altro, i testi introspettivi e soprattutto quelli di natura autobiografica restano il mio forte. Su quest'ultimo genere in particolare è come giocare in casa, e quindi secondo un mio modesto parere uno scrittore per mettersi alla prova in maniera concreta deve cimentarsi principalmente col fiction.
Vabbè che poi alla fin fine scrivo quello che mi ispira. Mi ricordo il 2017... l'ondata di racconti di autobiografici. Quanti ne scrissi!

Giuseppe Scilipoti 02/07/2019 - 19:17

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Bellissimo, sei molto bravo, passi da un argomento all'altro con naturalezza e poi c'è sempre la sorpresa finale... complimenti!!!

Maria Isabel Mendez 20/06/2019 - 23:43

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Riguardo il mio mestiere cioè quello dell'Oss l'ho scoperto tardi e mi sta dando soddisfazioni sebbene fare lo sceneggiatore e soprattutto il regista e l'attore era ed è il mio sogno segreto. Avrei voluto studiare cinema al Dams di Roma ma purtroppo dopo il diploma di liceo i miei genitori non mi hanno voluto aiutare e di conseguenza seguire la mia "causa" in quanto asserivano l'inutilità del mio progetto. A distanza di molti anni... hanno ammesso in un certo senso la loro "colpa".

Giuseppe Scilipoti 20/06/2019 - 13:34

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Grazie Santa, tra lavori autobiografici e introspettivi, di tanto in tanto do spazio alla mia fantasia. Ho sempre avuto il fascino dei galeoni, dei pirati, delle cannonate, delle isole del tesoro. Non per questo Emilio Salgari è il mio scrittore italiano di romanzi d'avventura preferito.
Giusto per sottolineare ancora: stavolta sono voluto andare in "fondo" sebbene con un testo breve ma come hai già capito quasi sempre adocchio questo marchio di fabbrica, ovvero nel mantenermi sul misurato.

Giuseppe Scilipoti 20/06/2019 - 13:32

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Wuauuuuu...hai saputo creare con maestria l'effetto suspance, si che oltre alla fantasia hai anche una tendenza cinematografica, che ti porta ad amare e alla minuziosa attenzione per i dettagli. Secondo me tu non dovevi fare il OSS ma ti dovevi buttare nella regia. Comunque sei ancora in tempo, sei così giovane. A parte tutto complimenti, sei bravissimo.

santa scardino 20/06/2019 - 12:33

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