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IL CONVIVIO

Le istruzioni sono:

A tavola, davanti al cibo e al vino, nascono riflessioni, si realizzano confronti e talvolta si vivono conflitti. Scrivete un racconto dove la protagonista sia una tavola imbandita intorno alla quale i personaggi discutano senza riserve.


~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~~

mestizia di una tavola filosofica

È difficile essere una tavola imbandita per la vigilia di Natale. Ahimè, quanto è dura. Gli essere umani parlano tanto di compassione e di empatia ma nessuno riesce davvero a capirmi. Forse non sono abituati a tavole che pensano, provano sentimenti o si mettono a raccontare storie. Forse perchè di solito non lo fanno. Ma io sì. Io sono speciale : cogito, ergo sum. Per chi non sa di latino e filosofia, "ho delle facoltà razionali, quindi esisto". È stato il buon Cartesio a dirlo. Questa tavola è più colta di voi.
Già, potrei addirittura andarmene ad insegnare in una grande università, se non fosse che mi hanno conficcata al centro di una stanza a reggere il loro cibo puzzolente. Non proprio sempre, però. Quando non sono allestita per i banchetti, ospito un orribile centrotavola con dentro qualche vecchio giornale. La gazzetta dello sport, il più delle volte: il padrone di questa casa sembra ossessionato da queste frivolezze.
Io, invece, le evito come la peste bubbonica del trecento: preferisco leggermi l'Hegel dalla mattina alla sera.
Comunque, oggi niente riviste sciocche, perché hanno deciso di vestirmi con quest' orribile tovaglia rossa con la faccia di Babbo Natale sopra.
Eh sì, oggi è il dì di festa. Infatti, Maria (la padrona del padrone) si è adornata come la donzelletta che vien dalla campagna: se c'è una cosa che mi piace di lei è la sua grazia fanciullesca. Invece Paolo (il marito), sembra sempre un muratore. Ed infatti lo è.
Questo pomeriggio, hanno deciso di mettersi a cucinare tutti e due insieme appassionatamente, per l'invasione barbarica dei parenti che avrà inizio tra qualche minuto...
E già mi hanno riempita di inutili schifezze ipercaloriche. Perchè la festa di compleanno di Gesù Cristo si festeggia ingozzandosi di cibo, è risaputo. E menomale  che parlava di frugalità, Costui...Forse Paolo e Maria non hanno mai letto i vangeli. E nemmeno Seneca.


Ma andiamo avanti. 


Hanno bussato alla porta. Oh guarda, c'è il fratellino di Paolo, Mariano, che sfoggia come sempre la sua chioma bionda e il suo sorriso a trentadue denti. Se solo se li lavasse un po' più spesso...
Maria gli si avvicina, ripetendo mnemonicamente qualche frase d'occasione "preconfezionata" che evito di riportare ; Paolo invece gli pone la stessa domanda di ogni festività: "Quando ci porterai a conoscere la tua fidanzata  ?"
Lui trova scuse per procrastinare questo momento che probabilmente non arriverà mai. Per me è gay.
Oh, ecco che arrivano anche i genitori della nostra coppietta delle fiabe. Ma loro, insomma, non fanno testo : immaginateveli come dei giovinetti arzilli intrappolati nel corpo di vecchi con bastone, dentiera e pannolone. Oh, che descrizione rappresentativa.


Per ultima, fa il suo ingresso la megadiva della serata, la sorella di Maria. Si chiama Marta, questa qui, e fa la modella. Mi ricorda molto quella blogger bionda che piace alle ragazzine... Com'è che si chiama ? Ah, già, Chiara Ferragni. Ostenta,come sempre, i suoi lunghi capelli brillanti e voluminosi, il suo viso pulito, le sue labbra carnose e il suo fisico da paura. 
Non c'è purtroppo il marito ad accompagnarla (è una Chiara senza Fedez, ahimè), perché quel tizio lì fa parte dei Testimoni di Geova. 
Forse c'ha ragione lui, a non fare 'ste stupidagini. O forse non ha ragione nessuno. Ah, la verità,la verità... Quanto si affaticano gli uomini a cercare di raggiungerla, senza sapere nemmeno se esista. C'è in compenso la sua giovane figlia tredicenne, piena di brufoletti e di idiozie nella testa. Ha pure la sindrome di Tourette. Però dicono sia una brava ragazza, questa Antonia.
Adesso hanno preso tutti posto attorno a me, seduti su queste seggiole sgangherate (forse parlano e pensano anche loro,chissà). Chiacchieranno di shopping, di Barbara D'Urso, di uscite da organizzare "perché non ci vediamo mai". Mi sanguinerebbero le orecchie, se soltanto le avessi.


Provano ad andare d'accordo, insomma.
Quanto sono carini ed adorabili, questi personaggi qui, mentre giocano a fare la famiglia ideale. Perché, si sa, il Natale deve riunire le famiglie, anche quelle in cui non funziona proprio niente. Questo è il dovere supremo, altro che legge morale di Kant. 
Certo, che dev'essere triste la condizione degli umani : sai che tristezza non poter essere se stessi, nemmeno dinanzi ai propri cari... Ma io lo so, si l'ho capito, perché lo fanno : vogliono un momento di goia, di serenità e di equilibrio. E forse solo mentendo, possono averlo, solo allontanandosi repentinamente dalla realtà. Oh che mente illuminata che è la mia. 
Comunque, mentre mi affatico a partorire pensieri filosofici, il mio abito rosso inizia a puzzare e a riempirsi di chiazze di cibo e di vino. Blah. 
Antonia ci si è addirittura pulita il muso. Un po' di rispetto per queste povere tavole dico io... Ecco Maria che rimprovera la giovane nipotina di questo gesto tanto volgare. È proprio una Lolita.
Dall'alto della sua superiorità,la megadiva Marta si sta arrabbiando con la sorella maggiore : sbatte avanti e indietro la manina piena di robacce chimiche schifose e si lagna. E urlano, urlano, urlano. E che mal di testa !
Oh,ma hey, un intervento a sorpresa della mamma delle due donne non poteva mancare ! Quanta tenerezza fa questa vecchietta che col suo filo di voce sussurra qualche parola ingarbugliata...Diceva bene Mimnermo : è un brutto male la vecchiaia. 
Nessuno la capisce questa poverina e quindi interveniene il marito, di qualche anno più giovane, che con un po' di clemenza in più le invita a fermarsi. 
Paolo è visibilmente infastidito : detesta che Maria si lasci andare a questi momenti d'ira...Glielo.leggo in faccia che non la sopporta più. Conosco i miei polli, io. Eccolo che non parla più : fa sempre così quando è insofferente a qualcosa. Bella soluzione, si, questa del mutismo selettivo.
Ma per fortuna c'è il biondissimo e solarissimo Mariano che cerca in tutti i modi di esortarlo a "favellare". Pure per dire una stupidaggine, eh : basta che non rompa questo benedetto equilibrio che hanno voluto costruire.
Oh, ora gli parla di sport, la Juventus e L'inter e la Moto gp. Sta riuscendo a farlo riprendere, finalmente. 


"Da quando a te ti piace lo sport, nè ?" - gli domanda la mamma, un filino perlpessa.
Ma da mai, mia cara. Questo qui si guarda la riviste di moda, te lo dico io.
"Ma da poco tempo..."
Ma insomma diglielo che sei frocio, che male c'è ?
"Non l'avrei mai detto" - li interrompe Maria.
Da quando è così intuitiva ?
"Ma insomma, non è che proprio lo odio...non che non posso avere interessi "virili" pur essendo....?" 
" Gay ?" - continua il papà. 
Oh, finalmente una persona meno stupida, in questa cavolo di famiglia. 
Stanno litigando, si, questi mitici personaggi...ed era ora, direi. Volano parolacce, insulti e pure qualche bestemmia qui e lì (altro che santo Natale).
Oh, questa sì che è una festa divertente ed entusiasmante : lo spogliarsi dalle proprie maschere. Pensavo che la gioia non fosse compatibile con la mia identità di tavola...Ed invece, mi sento felice come una Pasqua a Natale ! 
Intanto, questi qui urlano e ciò non giova alla mia emicrania...ma almeno non fanno più finta di andare d'accordo.


Spero solo non si prendano a pugni...
Ah ma no, sono pacifisti questi qua, dopo un po' di scalpore e qualche discussione, si va avanti con la propria serata. 
Hanno rindossato la maschera, i superuomini, perché oggi è il dì di festa e bisogna che tutti stiano bene. 


Io allora vorrei parlare la loro lingua, per dir loro che la serenità si costruisce e che ha bisogno di fondamenti : di pazienza, di tolleranza, di empatia. Ma loro non possono capirmi e portano avanti la loro serata. E mangiano, mangiano, mangiano....mio Dio, quanto s'ingozzano. Ma nella società del consumismo, forse non c'è niente di più importante che riempire il proprio stomaco. Solo questo e niente più. 


Ma menomale che io non faccio parte di loro e che non ho tutti i loro limiti...menomale che sono un pezzo di legno e posso pensare !




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Scrittura creativa scritta il 21/10/2018 - 19:25
Da Anita La marca
Letta n.108 volte.
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Commenti


Idea originale e racconto molto simpatico!

Grazia Giuliani 27/10/2018 - 17:44

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Ma sai che mi hai proprio divertita? spostare l'attenzione nn sui commensali quanto sulla capacità di analisi di una parte terza, che tu hai individuato nella tavola. Ottimo, direi.
Brava

laisa azzurra 21/10/2018 - 22:59

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