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Piango perchè

Piango perché, amico mio,
i tuoi occhi sono specchi
che riflettono ombre,


sorgenti d'acqua nera
in cui si specchiano
stelle silenziose.


Piango perché, amico mio,
tu non sei più tu,
tu sei altri mille
o sei nessun'altro;


Piango perché, amico mio,
la tua vita è diventata
come mosca che vola
in una teca di vetro,
come un film a colori
visto in uno schermo
bianco e nero.


E le mie lacrime
scendono come pioggia,
come tuono che sveglia
il sonno di un bambino:


svegliati, svegliati amico mio,
ed i miei occhi rideranno
piangendo lacrime di diamante.




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Opera scritta il 23/09/2015 - 10:03
Da Federico Giunta
Letta n.1562 volte.
Voto:
su 6 votanti


Commenti


Un dolore palpabile, struggente opera. Apprezzata. Ciao

Anna Rossi 24/09/2015 - 05:38

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Ciao Fede un pianto liberatorio questo tuo, be chi dice che un uomo non deve piangere, la sensibilità non ha si chiama solo donna... Molto piaciuta. ciao caro. notte.

Maria Cimino 24/09/2015 - 00:10

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