Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l''argomento è:

La Descrizione

Le istruzioni sono:

Descrivi persone, cose, animali o ambienti attraverso uno o tutti i tuoi cinque sensi, con i quali tu abbia rapporti affettivi, sentimentali ed altro.


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



Lista Generale

     
 

La tela

Sfiorava leggero il barlume, e trapelava delicatamente un fioco e vellutato raggio bianco, tra le ampie finestre dalle cornici grigie, del pomeriggio tardo, il sole al tramonto. In strada quasi nessuno, e mi accovacciai dietro i mobili antichi di quel vecchio studio cinematografico, con la porta socchiusa, entrai incuriosito, dalle vesti bianche che dalla strada fuoriuscivano appena dalla finestra. L’odore di pellicola, macchine fotografiche ovunque, cineriprese appoggiate su ogni dove, poster, attrici, attori, stars. Delle vesti di lino femminile su una poltrona in pelle marrone, che guardava la strada dove mi ero intrufolato, e delle gambe appoggiate su un basso comò, con il braccio disteso dal bracciolo, nella mano una sigaretta a bocchino, che stava per spegnersi. La donna era in posa, davanti ad una tela di un quadro, del suo ritratto in stato di grazia, il pennello solo, appoggiato sulla tavolozza, seguiva solo il suo pittore, che sembrava appunto essersi assentato. Il sole aranc... (continua)

Luca Di Paolo 27/10/2020 - 18:04
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Argomento: La Descrizione

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Nuvole e luce nella vita di un uomo

La sagoma alta si affacciò al primo piano di un lungo caseggiato, che mimetizzandosi nelle tonalità autunnali di un promontorio si elevava discretamente verso nubi sornione. La sua finestra era ritagliata nel mezzo della facciata color mattone, i suoi vetri opachi ben identificabili agli occhi di un’accorta casalinga, come quelli del balcone affianco appartenente allo stesso bilocale. Sul terrazzo si accumulavano oggetti mal assortiti, tra i quali occhi attratti da altri dettagli potevano pescare un paio di occhiali eccentrici portati via a una bancarella d’antiquato qualche anno prima e come in attesa su di un grill recante ancora tracce dell’ultima grigliata in strampalata compagnia, oppure far caso a una maglietta stinta esposta inerme al prossimo temporale. La sagoma si affacciò e chinò la testa verso la stradina sottostante, palesemente attratta da sei ragazzini che vi si affannavano dietro un pallone.
A difendere la metà campo alla sua destra – poche pietre disposte in maniera ... (continua)

Atrebor Atrebor 25/10/2020 - 17:39
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Argomento: La Descrizione

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Il silenzio

Oramai lo conoscevo bene.
Il silenzio a tavola aveva l'odore acre del pane bruciato, il farfugliare di sottofondo della tv, mentre le posate sfregavano insistenti nei piatti in ceramica. Le bocche cucite in trincea ruminavano, in quella guerra di posizione, cibo insapore con stizza. Gli sguardi nebbiosi brancolavano rifugiandosi nella banalità, quando diventavo l'unico argomento di conversazione.
Uno sfiato a quella tensione.
Spesso l'invito era ingoiare quel boccone ancora caldo, perché non si raffreddasse fino a diventare abitudine.... (continua)

Moreno Maurutto 24/10/2020 - 16:47
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Argomento: La Descrizione

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In compagnia di due francesi e mezzo a Firenze (I)

Aspettava nel corridoio da quasi tre quarti d’ora.
Lo aveva chiamato la sua amica redattrice -Pronto!?-. <Sono io, lo ha letto. Vieni nel pomeriggio>. Gli aveva detto poi di aspettare lì, l’editore sarebbe arrivato.
Iniziava a sentirsi ansioso nella camicia che pareva non avesse avuto il piacere di un incontro col ferro da stiro. Lo sguardo gli sfuggì da sotto gli occhiali nello spiraglio della porta semiaperta fin sulla scrivania: era lì anche il suo libro. O meglio, quei fogli tenuti assieme da quattro dorsini bianchi. Li riconosceva dall’immagine sfocata in copertina, colpa della vecchia stampante a un solo colore. Si fece coraggio, entrò. Da fuori non si poteva vedere la fascetta di carta che teneva uniti tutti e quattro i dattiloscritti. Sopra in inchiostro rosso RESPINTO.
Una parola tanto potente, persino cruda non poteva essere stata scritta da quella meraviglia che sembrava le riposasse accanto: cappuccio e corpo marrone laccato, capace di adattarsi ai mancini o ai... (continua)

Mirko D. Mastro(Poeta) 20/10/2020 - 18:17
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Argomento: La Descrizione

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