Scrittura Creativa

     
 

La scrittura creativa è una palestra di allenamento per chi ama scrivere e vuole sviluppare il "muscolo" della fantasia.
Per dare uno stimolo abbiamo ideato una simpatica competizione. Mensilmente proporremo un tema diverso fornendo le opportune istruzioni.
Questo mese l'argomento è:

Un luogo a cui tornare... in sogno

Le istruzioni sono:

Da questo titolo scrivi un racconto con tale tematica


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Per partecipare basta registrarsi gratuitamente ed accedere alla propria area privata dove si trova la pagina per la pubblicazione della scrittura creativa.
Il miglior racconto sarà premiato con la pubblicazione nella prima pagina del sito per un mese con l'indicazione del vincitore.


 
     



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LISTA DELLE SCRITTURE CREATIVE PER GRADIMENTO



Un fatto di cronaca familiare

-Su, bambini, andiamo. Si va a visitare la grotta di Montedorato. Siamo sicure che vi piacerà.
Procedevano le otto piccole pesti in fila per due; mia sorella, Rachele, apriva il piccolo corteo, io lo chiudevo per assicurare protezione e sorveglianza a tutta la cucciolata, cinquantadue anni in tutto, dai tre del più piccolo ai dieci del più grande, nati ad un anno di intervallo l’uno dall’altro, sei maschi e due femmine, tre miei, tre di mia sorella, due di Alberto, mio fratello, che ci aveva affidato i suoi pargoli, come teneramente li chiamava, per due o tre giorni. Non saprei se definire coraggiosa o incosciente la decisione mia e di Rachele di trascorrere insieme due mesi di villeggiatura con un carico umano da accudire così rilevante e, per di più, senza la collaborazione dei papà, rimasti in città per motivi di lavoro e presenti solo nei fine settimana. Le difficoltà della convivenza si videro subito; ogni occasione era buona per litigare e creare confusione; o volevano tutti... (continua)

Aurelia Strada 31/10/2017 - 15:48
commenti 8 - Numero letture:931

Argomento: AL BUIO IN UNA CAVERNA

Voto:
su 3 votanti


Il ragazzo pieno di cielo.

Incipit: Non m’era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte...

Sotto un ponte, avrei guardato le stelle, avrei sentito fresco sulla pelle, avrei pensato a mia madre, mio padre, mio fratello. Avrei cercato la pace nel silenzio. Non avevo paura di nulla. Avevo solo me stesso, e questo era tutto, ed era tanto. Non mi sarei perso di nuovo, non avrei permesso a nessuno, mai più, di dirmi come avrei dovuto essere, cosa avrei dovuto fare, per rientrare nella categoria dei comuni "normali". Chi stabilisce cosa lo sia? Chi può esser tanto presuntuoso da giudicare chi lo sia? Se mi avessero parlato di convenzionalità, non mi sarei sentito ferito. Avrei annuito... avrei riso, e confermato che no, non sono un uo... (continua)


Lylas Lena 12/04/2017 - 23:53
commenti 0 - Numero letture:734

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 1 votanti


IL BANCO VINCE

Non era mai capitato di restare senza un soldo in tasca.Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finche ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte. Già era una giornata di piena estate, precisamente una domenica, dove tutti chi poteva rimanevano sdraiati sulla spiaggia a prendere il sole. Ormai sera con il solo biglietto di ritorno mi trovavo su questo treno dopo un weekend di due giorni a Montecarlo. Vi ero andato per incontrare un amico che non vedevo da molto ed anche per visitare questo paradiso fiscale dove i sogni e l'alto prestigio lo rendevano magico. Il mio amico Carlo nel principato di Monaco vi aveva fatto fortuna era ricco. Lo stesso giorno del mio arrivo mi portò a conoscere posti meravigliosi, conosceva tutti, si accompagnava con donne raffinate, eleganti, ne conobbi un paio, con loro si passava... (continua)

mirella narducci 09/04/2017 - 12:06
commenti 9 - Numero letture:831

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 6 votanti


Ci vuole coraggio

Non m’era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte. Forse stavo sbagliando o probabilmente la stanchezza e la frustrazione mi stavano facendo sparare una marea di cavolate. Certo non era semplice, ma non lo è mai quando si scappa via di casa a diciotto anni, Dio quant' ero giovane. Non si trattava di uno stupido capriccio, stavo aspettando quei momenti da una vita e finalmente avevo trovao il coraggio e la volontà di lasciarmi tutto alle spalle e ricominciare. Ero affamato, non mangiavo da quasi due giorni, così decisi che era tempo di darmi una scossa, non potevo continuare a prendere treni e dormire in prati fangosi. Chiesi informazioni sul luogo in cui mi trovavo: Cavolo ero nella prima stazione di servizio de... (continua)

Sildom Minunni 08/04/2017 - 19:13
commenti 5 - Numero letture:793

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 3 votanti


Immortale

Non m’era mai capitato di restare senza un soldo in tasca. Non potevo comprare niente e non avevo più niente da vendere. Finché ero in treno mi piaceva rimirare il tramonto sulla pianura, ma adesso mi lasciava indifferente e faceva tanto caldo che aspettavo con ansia il calare della sera per stendermi a dormire sotto un ponte.La sera portava frescura, i silenzi bisbigliavono tutt' intorno e risvegliavano le tele sbiadite di una vita passata. Ogni giorno il treno mi portava in nuovi luoghi, a me sconosciuti, in ognuno di essi cercavo di lenire gli errori di una vita precedente che mi procuravano ancora dolore e mi opprimevano il fiato.La mattina di ogni giorno, da anni, mi trovavo ad una stazione diversa, da solo, e prendevo di nuovo quel treno, fra i silenzi delle strade che percorrevo e le urla dell' anima che si strappava e si contorceva su se stessa.Un giorno però, di ogni primavera,prendevo un treno diverso e mi recavo su una solita lapide ove lasciavo un rosa presa dai campi circo... (continua)

Sildom Minunni 07/04/2017 - 17:48
commenti 1 - Numero letture:727

Argomento: INCIPIT

Voto:
su 2 votanti



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