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Divinità triste

E il sesto giorno dio creò l’uomo
E l’uomo
-arrivati ad un certo punto-
Derise la vita
Se ne prese beffe
E la vita divenne
Palude dentro un temporale.
L’uomo si separa dalla vita
E corre,
al sicuro
-data la perdita-
Nel sontuoso
Moderno
Sfarzoso
Luccicante
Centro commerciale.
Lo spirito diviene
Allora
Frigorifero nuovo,
borsetta alla moda,
jeans strappato.
Io chiudo gli occhi
E m’appare dio
Col suo viso pulito e innocente,
il suo viso triste.
“ma come, dio, perché piangi?
Non doveva l’uomo essere la tua
Più grande creazione?”
Dissi io.
Dio pianse ancora più forte.
Poi sparì.


Ora è da molto che non lo vedo.




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Opera scritta il 24/08/2016 - 23:12
Da Jessica Agostinelli
Letta n.1851 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Bella poesia

Sildom Minunni 25/08/2016 - 11:40

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