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Camerata Pietro

Il gregario nero
è violento come un toro.
baffetti di alterigia
cupido di potere e oro.
Non ha unghie ma artigli,
dispensatore di cupi consigli.
Eliminare il compagno garibaldino.



ansioso di avide conquiste,
sguazza e ride
nel covo Villa triste
Fendono le pareti
i lai dei partigiani torturati.
Nodose bastonate urtano
cristiani già ammazzati
Persino il Duce schifato
ordina del covo il sequestro.
Il camerata va in esilio
ciondolante e mesto.
Pietro è catturato
L'orgoglio di carne
diventa sasso.
Subisce la legge
del contrappasso,
con alle spalle il plotone
di esecuzione
Guarda il camerata esterrefatto
la fine di criminale lotta.
L'acciaio inesorabile
spezza in due
del cranio la calotta




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Opera scritta il 23/10/2016 - 17:16
Da fedel Franco 2 Quasimodo
Letta n.1390 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Beh
Nn è il mio genere,
Ma la grandiosità è indubbia

laisa azzurra 23/10/2016 - 23:44

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