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La gatta calica

C’era una volta una gatta dal calico colore
la cui sola vista grande gioia dava al cuore
in una casetta vuota si era annidiata
in mezzo a quattro mura riparata.
Madre non aveva, padrone non sapeva
da nessuno oltre a se stessa dipendeva
in uno stanzino aveva dei bei giochi
cui ricorreva quando i motivi per uscire eran pochi.
Per mangiare correva con allegria a rubare avanzi ad una pescheria,
per bere frequentava una fontana poco visitata da mano umana,
unico amico un gatto rosso striato con cui sui tetti correva a perdifiato
ma nel suo cuore aiuto urlava, un urlo che nessuno ascoltava.
La gatta calica non era un animale, era uno spettro dalla forma eccezionale
l’anima di una donna uccisa in arcana via da un uomo pazzo di gelosia,
col suo fato crudele da sola giocava, il quale in forma di gatto la tormentava
di lei non aveva pieta’ e la legava ad un felino per l’ eternita’.



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Opera scritta il 08/08/2017 - 15:37
Da Salvatore Armando Cipriano
Letta n.239 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Molto bella,meritevoli

Salvatore Rastelli 09/08/2017 - 17:11

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Originale e stupenda poesia dettata dalla tua sensibilità.

antonio girardi 09/08/2017 - 13:25

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Bella fantasia.
Mi ricordo il tuo "Autunno".
Piacevole lettura. Ciao.

Loris Marcato 09/08/2017 - 12:58

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