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FORTUNA

Dolce memento acre portato dal vento,
vento sottile, non culla un dolore
ma son almeno in cento.
Pallidi gli animi erranti in centro,
nulli i desideri che inaridiscono dentro
eppure qualcuno sorride, gioca, vive.
Un poeta? Un filosofo? Forse è uno stolto
che non accenna a fermarsi,
non pensa al ritorno
e forse è questo ciò che si svela
un foglio, una penna e i dolori di una specie intera.
Si oggettiva così, forse, il più grande lamento.
Di essere saggio, oh vita, mi pento.



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Opera scritta il 13/09/2017 - 11:12
Da Lorenzo Fieramonti
Letta n.1304 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Bella...ma non pentirti mai di essere saggio, anche se sapere porta sofferenza...ma credo che essere consapevoli è meglio dell'inconsapevolezza! Molto piaciuta.

margherita pisano 13/09/2017 - 20:37

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Bella questa tua poesia, introspettiva e suggestiva. Giulio Soro

Giulio Soro 13/09/2017 - 13:27

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