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la voce degli angeli

lungo quel rigagnolo
c’era la nebbia dei ricordi
Avanzavo a piedi nudi
su le radici nodose
quelle scheggiate, che possono ferire
e, poggiando prima le punte
saggiavo la morbidezza del muschio
per poi fidarmi,


ma la nebbia non si diradava
un percorso di ceri segnava il mio cammino
A mano, a mano
la luce flebile si nutriva dello stoppino
le candele si consumavano
altre, in lontananza….
ma i ricordi evaporavano la prospettiva
meno nitida, confusa


e quella gravidanza, così desiderata
si frantumava in calcinacci tra le mie mani
avanzavo, indietro non si può tornare
perdendo, poco a poco, le acque di quel sogno abbattuto
come fosse nulla, figlio del peccato
La brina della sera inumidiva
e mi infangava le caviglie
avrei voluto mi gelasse il cuore


il passato non torna
non ascoltavo altro che la danza dell’acqua
e la voce degli angeli




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Opera scritta il 05/10/2017 - 14:26
Da laisa azzurra
Letta n.1672 volte.
Voto:
su 10 votanti


Commenti


Bella e delicata questa poesia, e forse è proprio vero, la voce degli angeli è l'unica che dovremmo ascoltare...
Piaciuta, ciao Laisa

PAOLA SALZANO 07/10/2017 - 10:57

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Versi davvero notevoli che emanano emozioni per il contenuto e la forma presentata. Complimenti. Un saluto!

Grazia Denaro 06/10/2017 - 17:50

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davvero intensa e profonda, bellissima un abbraccio grande dolcezza

Mary L 06/10/2017 - 15:52

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Struggente e bella.Ti entra dentro.

antonio girardi 06/10/2017 - 12:41

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Grazie signori
Nella vita capita di provare a guardare indietro e pensare a cosa sarebbe accaduto "se", come sarebbe andata "se",
Ma ho sempre creduto nella voce dei nostri angeli. Se sappiamo ascoltarli, possono guidarci, se sappiamo riconoscerli, anche nei volti della gente, nn possiamo che beneficiarne.
La gravidanza è, metaforicamente, un sogno irrealizzato forse proprio
per aver ascoltato la loro voce ....

Perdonatemi le assenze e grazie del vs cuore


laisa azzurra 06/10/2017 - 11:59

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Poesia mirabile e struggente, nella voce degli angeli la consolazione. Lodi e complimenti infiniti Laisa e buona giornata.

Paolo Ciraolo 06/10/2017 - 11:27

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Molto sentita e intensa, il cammino di un dolore e la consolazione finale...bella davvero

Sabry L. 06/10/2017 - 10:44

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Si coglie una sofferenza, come una ferita che non sanguina più, ma la cicatrice diventa segno distintivo; quasi un giaciglio.. per accogliere le carezze degli angeli. Bellissima poesia

Francesco Gentile 06/10/2017 - 10:27

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Stupenda e struggente, attimi di dolore, attimi futuri or persi da un destino crudele, incurante dell' umano soffrire.. penso e rileggo.. intensa poesia d'amor perduto. Ti voglio bene. .

Dave Giacobs 06/10/2017 - 00:19

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Un forte abbraccio. .

Dave Giacobs 06/10/2017 - 00:14

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Un forte abbraccio...
troppo tutto questa tua....
Mi ha commosso.
Paolo

Paolo Pedinotti 05/10/2017 - 23:53

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Vedo un cammino di sofferenza tra queste righe, seppur blandito dal ricordo e da un'atmosfera leggermente fiabesca ma che poi diventa scenario di esperienze che fanno male dentro , che segnano e che portano a forti
riflessioni intime...
La tenera "voce degli angeli" è come una finale consolazione per ciò che ci si lascia alle spalle e con dolore....
Scritto impegnato e pieno di intenso percorso interiore!
Molto Coinvolgente e partecipato, Scuote dentro.....

Alessia Torres 05/10/2017 - 23:25

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LAISA...Questo tuo cammino è una processione suggestiva, alla ricerca d'un perdono. Il tuo percorso è accidentato ma gli angeli ti sostengono e riscaldano il tuo cuore. Bellissima poesia Notte

mirella narducci 05/10/2017 - 23:21

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Ho la stessa sensazione di Teresa...
c'è dolore appena confortato dalla voce degli Angeli, innocenti.
Molto bella


Grazia Giuliani 05/10/2017 - 20:32

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Un percorso prima su di un muschio soffice, poi su una stradina di candele, poi attraverso la brina della sera, infine l'acqua in cui danzare e soprattutto gli angeli, che non mentono mai. Bellissima, laisa. Giulio Soro

Giulio Soro 05/10/2017 - 20:18

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Mi ricorda un po' la Fallaci, ma potrei sbagliare. Tu parli di Angeli e gli Angeli sono tutti innocenti. Bella e profonda.

Teresa Peluso 05/10/2017 - 18:51

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