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Il peso della trasparenza

L'assoluta insensatezza,
Prende peso fisico nel traslocatore,
Che nell'urlo comunicativo,
Dell'inadeguatezza dei muscoli suoi,
Solleva con leggera trasparenza qualsivoglia carico,


Lo vuoi chiamare Logos,
Mentre te lo fai spiegare da Aristotele,
O ti fai prendere in giro da Joyce,
O ancora te lo gusti da me, che più di loro, unisco ogni pratica,
Ma la magia degli umani discorsi non cessa...


Chiamami Platonico,
Chiamami Idealista,
Chiamami Sognatore,
Ma tra me e te nella tipica mia esposizione teatrale,
È come se ci fosse la Via Lattea nel solo sguardo...


Non è solo eloquenza...


Ci pensi?


Quando io e te parliamo, ci pensi a cosa succede?


Forse può sembrare apocalittico,
Forse può apparire distruttivo,
Forse può stupidamente spaventarti,
Forse se inizi a guardare bene è mostruoso,
Forse se sai guardare ti meravigli...


Oggi mentre i nostri pensieri si toccano,
Si lanciano in una luminosa scia trasparente,
Con le fibre muscolari tese solo per l'emozione ed il ragionamento,
Palazzi, animali, alberi, a volte pure interi mondi,
Che volano in un'assenza di peso che l'animo solo sa pesare...




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Opera scritta il 26/10/2017 - 00:13
Da Giorgio Poli
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