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Esploratori inerba

Fa freddo. Un gelido freddo. Ma dentro è più sicuro. Questo mi ripete Mark, ragazzo biondo dagli occhi color nocciola. Ma adesso non riesco a vederlo, è troppo buio. Pensare che doveva essere un fine settimana da sballo. Non voglio più litigare. Sono miei amici. Mark e Susanna, amici , quelli veri, quelli con i quali decidi di partire un fine settimana e fare gli esploratori. Susanna, lei, donna uragano, un incredibile gioia di vivere, come si fa a dirgli di no?? Era di sabato , un sabato di qualche mese fa quando lei con tutto il suo entusiasmo c ha convinti...ehi bischeri!! Lei con quella parlata Toscana e con quei occhi grandi grandi e neri come la pece: bischeri! E noi ci tocca andare ! Come dove? E voi che non lo vedete mai il blog dei ricercatori?
E così ora ci ritroviamo qui in questa grotta al nord in un paesino sperduto della lombardia..dovevamo fare come Hansel e Gretel e lasciare le mollicchelle sul nostro cammino..invece ci siamo persi , cellulari che non prendono e l ultima crostatina al cioccolato nello zaino.
Camminiamo stretti, mani nelle mani, è passato un giorno da quando siamo entrati qui è come tre stupidi inesperti non abbiamo pensato che la torcia si potesse scaricare...in realtà non pensavamo neanche di ritrovarci fin qui....doveva essere una passeggiata ..una scampagnata..ma questa grotta è un labirinto. Mark mi tiene stretta la mano e io stringo quella di Susanna e mi dice di proseguire, mi dice che un uscita di deve essere ma io comincio ad essere stanca, non sento più le gambe, ho sete, oddio che darei adesso per un bicchiere di acqua..e l aria si fa sempre meno respirabile. Mi sento confusa e allento la stretta Delle mani e sbem. Una pizza a mano aperta mi arriva sulla guancia destra. Mark. Mark urla. Ma io lo sento lontano. Svegliatiiiii. Guardami..lo sento sempre più lontano.
Più lontano ancora ..ora..non lo sento più.
Io avevo un problema al cuore. Io avevo 25 anni e tanta voglia di vivere. Non lo sapevo che il mio cuore fosse così malandato. Non sento più la fatica ne' la voglia di bere. In realtà sono serena. Che stranezza. Non sento più il peso del mio corpo. Mark urla , Susanna sviene per terra. Io gli parlo e gli dico che sto bene ma non possono sentirmi . Cerco di toccarli ma non li tocco. Mi volto e mi vedo tra le braccia di Mark con la testa all' indietro e i miei lunghi capelli ricci che toccano il suolo.
Non capisco. Sono qui e anche la'. Mark lascia l altra me a terra e va verso Susanna. La scuote e lei apre gli occhi . La stringe forte a se e piange. Non ho mai visto Mark piangere così tanto. Susanna è sotto scock. Guarda la altra me sdraiata al suolo e trema . Mark la stringe forte a lei ancora più forte. Susanna trema. La sento anche io. O non è solo Susanna. Mark scatta in piedi ..e comincia ad urlare. Siamo quiiii siamo quiiiiii. Un suono assordante proviene dalla esterno. Un elicottero forse. Una sirena . Un rumore assordante si fa sempre più vicino. Ora lo sento bene. Sembra ..un ...sembra drinnnnnnn. La mia sveglia accanto sul mio comodino, suona dalle 7.30 . Sono le 9. Io sono da strizzare . Sudata. Confusa. Con i capelli a cavolo. Ma ho 15 anni. E stavo sognando . E dovrò entrare in seconda ora a scuola e mi devi sbrigare e...menomale.
Era solo un sogno . Credo .



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Opera scritta il 05/11/2017 - 19:48
Da Valentina Foco
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