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Sperduta armonia
invadi le stanze
splancando la porta.
Che benvenuta fu
la tristezza del giorno
che infausto fu
il torpore dei sogni.
E cogli margherite e viole
all'insaputa del Dio
che lascia soli in mezzo ai lupi.
E respira come randagio
che annusa odori nascosti
l'aria che rarefatta
si mescola al profumo dei fiori.
Dispersa allegria
accarezza il capo
filtrando dalle persiane socchiuse.
Che gentili furono
i tempi dell'oblio
Che incoscienti furono
le risa di bambina.
E distogli lo sguardo dall'orizzonte
all'insaputa del mondo
che impazza senza tregua.
E cela la tua linfa
ai sentieri dei giardini
affollati da piedi frettolosi.


M.M.M.




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Opera scritta il 12/03/2018 - 15:44
Da Lylas Lena
Letta n.1338 volte.
Voto:
su 1 votanti


Commenti


Scusa, volevo dare cinque stelle e me ne sono venute solo quattro.. E' l'ultima volta che provo a votare dal telefono. Scusa ancora

Roberto L 12/03/2018 - 19:38

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Grande sensibilità e consapevolezza in questa poesia che mi e' piaciuta molto. Complimenti

Roberto L 12/03/2018 - 19:36

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