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La sposa

Nei giardini dell'Eden
di un re Anunnaki ,
una sposa divina
sale le scale;
calpestando il riso
sui gradini imbiancati,
gli esce un sorriso
davanti all'altare;
ha scorto un viso
tra gli invitati
e rivede passare
i loro mille peccati.
Li ha già lavati con cura
nella vasca sacra
è profumata e pura
come un fiore sbocciato,
pronta a salire
innocente al sagrato.
La fontana in giardino
rinfresca la festa,
ma dentro di lei
rimane l'arsura.
Sente ancora l'odore
della sua pelle scura
e il fresco sapore
delle sue labbra di pesco .
Lei, una Dea nuda
seduta sul trono,
assaporava la sera
un semplice uomo.
Davanti agli specchi
si muovevano i corpi,
sopita la mente
rimanevano gli occhi.
In un amplesso carnale
intrecciati per ore ...
schiavi del sesso
od oggetti d'amore?
La fiamma ardeva
viveva le notti ,
moriva al mattino
dentro le aurore.
Mi dissetava il suo fiore



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Opera scritta il 25/05/2018 - 07:59
Da Italo Giuliano Bonetti
Letta n.1318 volte.
Voto:
su 3 votanti


Commenti


ITALO GIULIANO...Nuova la poesia...Forse la sposa non ha dimenticato gli amplessi e non più casta e pura attraversa i giardini dell' Eden. Il Paradiso tutto perdona ma la perduta innocenza è sempre li a ricordare......

mirella narducci 25/05/2018 - 11:51

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Bella, peccaminosa...!

Grazia Giuliani 25/05/2018 - 10:21

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particolare
originale, piaciuta

laisa azzurra 25/05/2018 - 09:00

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