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Anima mia

Non necrologi
né servili grazie,
impetro;
Non stupore,
né perdono
per te che vai:
perché ti voglio...
Niente!
Nulla, ripeto
rubo a te
se ancor luce mi darai:
voglio cantare.


Un pizzico
di canto,
per narrare
la lunga attesa
di colei
che mai a me ritornerà:
per cui
lasciai la gioia,
la speranza;
l'assillante nausea
dal cappio gelido
che strozza
giorno per giorno
un po' di te... di me.


Fecondo rendimi
di questi
tristi suoni,
da te diletti, e,
soggiogato,
nella malinconia
lasciami
e nella polvere:
dominanti
fattori dell'incerto
soggiorno in cui
ci respingiamo le onde,
naufraghi
d'un immaginario oceano.


E nell'accordo
che accompagna
questa lunga
nenia solenne,
anima mia,rifugiati,
precaria , e resta
come fragile foglia
in bilico
su orrendo baratro,
e certo piangi
del segreto terrore
d'una lenta
agonia senza gemiti.
Oh mia esistenza è luce,
questa tua fedeltà
sempre disperato inseguo...




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Opera scritta il 10/10/2018 - 23:42
Da Davide Giacomello
Letta n.1249 volte.
Voto:
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Commenti


Amore e tormento rendono i tuoi versi profondi e belli..sei molto bravo.

santa scardino 11/10/2018 - 22:04

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DAVIDE....Sarò un po critica tutto questo dolore che traspare in fondo ti ha lasciato dei ricordi stupendi...non so se consolarti o rallegrarmi perche alla fine della poesia hai ritrovato la tua esistenza e la luce. Complimenti per le donne stupende delle immagini. Ciao

mirella narducci 11/10/2018 - 13:14

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Sempre splendide le tue
Sono carezze che nascono dal dolore, desideri profondi, graffi del cuore

laisa azzurra 11/10/2018 - 11:22

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bellissima

Francesco Cau 11/10/2018 - 09:56

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