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Color albicocca

Mi interrogo spesso su di te, amore.
Difficile rebus o dolce poesia?
Una mia amica mi ha detto che l’amore è complicato, che l’amore a volte non basta. Ci devono essere tanti piccoli pezzettini che si incastrano l’uno con l’altro e qualcuno così abile da completare il puzzle. E poi ci devono essere momenti, situazioni, circostanze “favorevoli” affinché due persone decidano di condividere la vita, di darsi amore. E ancora pazienza, volontà e un cuore libero... che poi, ad essere sinceri, quest’ultima è proprio tra le condizioni quella più rara.
Ci trasciniamo dietro il passato, tranci di ricordi, vaghe sensazioni sulla pelle che ci rifiutiamo di lasciare andare. Guardiamo avanti ma respiriamo a fatica, il passo incerto e un sospiro malcelato. Il cuore troppo pieno e pesante è un ostacolo lungo la strada che noi siamo ostinati a percorrere senza fermarci. Non c’è mai abbastanza tempo per fermarsi a svuotarlo, per fermarsi almeno un po’ a guardare il mare lasciando che l’acqua dia nuova vita alle cose.
Ecco allora mi interrogo su di te, amore. Possibile che tu sia un rebus da imparare? Un Tetris da risolvere, un gioco da vincere?
E come il gioco, stiamo lì incollati al meccanismo psichedelico girando e rigirando lo stesso pezzo finché questo non coincida con un altro e ci si incastri perfettamente. Stiamo lì, a viverci l’ansia del tempo che scorre e la sabbia della clessidra che scende fino a segnare la nostra completa disfatta. Concentrati nel trovare l’incastro perfetto e vincere il premio.
Non so se sia davvero così, se tutto ciò è fatto per avere un senso.
Quello che so è che tu, amore, dentro di me sei altro.
Sei un’albicocca matura da spezzare a metà con le mani, così, un po’ a caso, con un gesto distratto. Sotto il sole ormai tiepido di un tardo pomeriggio estivo, dopo l’ultimo bagno della giornata. Sei la sorpresa e la dolcezza, sei il ristoro e la pace. Sei due pezzi morbidi che si abbracciano naturalmente, senza troppo pensarci.
Non sei lotta, sei tregua. Non sei un gioco da vincere ma un’albicocca da gustare.



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Opera scritta il 19/11/2018 - 21:40
Da Michela Pomobello
Letta n.1480 volte.
Voto:
su 2 votanti


Commenti


Concludendo la mia disamina aggiungo questo:
Riesci ad esporti attraverso un tirando le somme, che vuoi o non vuoi ti ha (s)"colpito" in tutte le "forme" e "posizioni".
Tetris e albicocche, un rebus che rigo dopo rigo "snocciola" una bella introspezione, scritto con ricercatezza. Anche di vocaboli.
E siccome i tempi son maturi come le pesche, anzi, in questo caso come le albicocche, che il tutto possa avere un prosieguo succulento.
Brava e scusami per il mio divagare, mi occupo di recensioni...

Giuseppe Scilipoti 26/04/2019 - 12:50

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... trovare l'altra metà per essere completa.
Questa tua ottica è pazzesca, in quanto esponi facendo riferimento a questo gioco, che come ben sappiamo i primi livelli sono facili poi via via si fanno sempre più complicati e sta nell'abilità dei "tetrisari" nel cercare di superare tutti i livelli, cercando di costruire in maniera solida una determinato rapporto, mattone su mattone, sennò... Game Over!

Giuseppe Scilipoti 26/04/2019 - 12:45

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Le righe di questo componimento sono come gustose albicocche: una tira l'altra.
Giusto per arrivare al "nocciolo" della questione, hai incasellato i "pezzi" esistenziali e sentimentali in maniera piuttosto sentita.
Bel testo, pieno di spunti di riflessione. Mi piace molto la tua interpretazione dell'io e di cosa avrebbe bisogno per completarsi. Spesso cerchiamo negli altri ciò che manca a noi stessi, per riuscire a completarci. Come se ogni persona fosse una metà di un puzzle, che ha bisogno...

Giuseppe Scilipoti 26/04/2019 - 12:43

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Dolcezza e sentimento si fondono nella naturale bellezza di un frutto maturo.Bellissima.

santa scardino 21/11/2018 - 20:26

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Molto bello.

Marirosa Tomaselli 21/11/2018 - 19:35

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